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Gelati confezionati senza zucchero in forte crescita, ma non tutti lo sono davvero: la ricerca che ha smascherato le etichette

di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

Il mercato dei gelati confezionati cresce del 10,7% nel 2026, spinto dalla domanda di prodotti senza zucchero. Ma un confronto rivela differenze enormi: da 0,4 a 18 grammi di zuccheri tra prodotti simili.

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Il mercato italiano dei gelati confezionati vive un momento di grande espansione Secondo i dati di Unione Italiana Food, ripresi da un'indagine de Il Sole 24 Ore, il settore vale oggi circa 3 miliardi di euro, con una produzione di 261mila tonnellate e un export in crescita pari a 116mila tonnellate per 468 milioni di euro Solo nei primi sei mesi del 2026, il mercato ha segnato un +9% a volume e un +10,7% a valore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente Un dato che conferma un trend già consolidato negli ultimi cinque anni, con una crescita complessiva del 21% tra il 2021 e il 2025

Il settore in numeri, dove cresce di più

Dentro questo mercato in forte espansione, non tutti i segmenti crescono allo stesso modo Il comparto più dinamico in assoluto è quello dei gelati dessert, con un incremento del 20,7% a valore, trainato in particolare dai Bon Bon, praticamente raddoppiati con un +99,8% a valore Crescono bene anche ghiaccioli e similari, con un +6,6% a volume, e le barrette, con un +5,4% In controtendenza, invece, i tradizionali gelati multipack, che pur rappresentando il 62% del mercato complessivo, registrano un calo del 1,9% a volume, con gli stecchi addirittura a -10,1%

All'interno di questo scenario di crescita, una parola ricorre sempre più spesso, salute Secondo un recente report di settore, circa il 54% dei nuovi dessert surgelati lanciati sul mercato presenta oggi zuccheri ridotti, ingredienti di origine vegetale o formulazioni "clean label" Ancora più significativo il dato sui consumatori, quasi il 39% acquista attivamente dessert surgelati a ridotto contenuto di zucchero, senza latticini o a base vegetale, un segnale chiaro di come la domanda stia orientando l'intera offerta del settore verso prodotti percepiti come più sani

La ricerca che ha smascherato le etichette

Proprio in questo contesto di forte crescita della categoria "senza zucchero", un confronto diretto tra due prodotti che si presentano entrambi come opzioni più sane ha rivelato una realtà molto diversa da quella suggerita dal marketing Da un lato il Gelato Cioccolato Zero di Grezzo Raw Chocolate, dall'altro un prodotto della linea LEC

I numeri parlano chiaro Il gelato Grezzo contiene appena 74 calorie per 100 grammi, 2 grammi di grassi e soltanto 0,4 grammi di zuccheri Il prodotto LEC, pur presentandosi con edulcoranti tra gli ingredienti, riporta invece 130 calorie, 4,1 grammi di grassi e ben 18 grammi di carboidrati, di cui 12 grammi sono zuccheri veri e propri Un divario enorme tra due prodotti che il consumatore, guardando semplicemente la confezione, potrebbe percepire come equivalenti in termini di attenzione alla salute

Anche i test condotti da Altroconsumo su oltre 200 gelati confezionati confermano quanto sia complesso orientarsi in questa categoria Il prodotto con il punteggio più alto tra i "senza zucchero", il Cono Valsoia Zero Zuccheri Aggiunti al cacao e nocciole, si ferma a soli 33 punti su una scala che valuta la qualità nutrizionale complessiva, un risultato descritto dagli stessi analisti come ottenuto "pur senza entusiasmare"

Cosa dice davvero la scienza sui dolcificanti

Per comprendere come sia possibile che due prodotti entrambi orientati verso il "meno zucchero" presentino risultati così diversi, occorre guardare ai dolcificanti effettivamente utilizzati Come spiegato dal biologo nutrizionista Paolo Bonaiuto, esistono oggi diverse alternative allo zucchero tradizionale, ciascuna con caratteristiche specifiche

L'eritritolo, tra i più diffusi nei gelati moderni "sugar-free", viene descritto come una sostanza il cui impatto complessivo sull'organismo è ancora oggetto di studi La stevia, dolcificante naturale estratto dalla pianta Stevia rebaudiana, viene invece definita un vero e proprio "non zucchero", poiché non contiene saccarosio L'aspartame, comparso già negli anni Sessanta, ha un potere dolcificante circa 200 volte superiore allo zucchero comune, con un apporto calorico quasi nullo, pur potendo causare, in alcuni casi e ad alte dosi, effetti lassativi o mal di testa

Proprio la varietà e la diversa efficacia di questi dolcificanti spiega perché, anche all'interno della stessa categoria "senza zucchero aggiunto", i risultati nutrizionali finali possano variare enormemente da un prodotto all'altro Non tutti i produttori, infatti, sostituiscono integralmente lo zucchero, alcuni si limitano ad affiancare un edulcorante allo zucchero già presente nella ricetta originale, mantenendo così un apporto zuccherino tutt'altro che trascurabile, come dimostra proprio il caso del prodotto LEC analizzato nel confronto

Anche a livello di gelateria artigianale, del resto, la tendenza verso il "meno zucchero" convive con approcci opposti Secondo SIGEP, che ha registrato per il gelato artigianale italiano una crescita estiva a valore del 3%, l'estate 2026 ha visto da un lato la diffusione di gelati a base d'acqua, con zuccheri ridotti al minimo sfruttando la naturale dolcezza della frutta, e dall'altro la nascita di dessert sempre più ricchi e elaborati, ispirati a grandi classici della pasticceria come cheesecake e Sacher Due strade opposte che, paradossalmente, portano allo stesso risultato, rendere il gelato un prodotto sempre meno prevedibile per chi si limita a leggere la sola etichetta frontale della confezione, senza approfondire la reale composizione nutrizionale riportata nella tabella dei valori e nella lista degli ingredienti






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Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...