Nel 2026 i fringe benefit su benzina e diesel assumono un ruolo chiave per dipendenti e famiglie: regole, limiti, e novità sui carburanti, soffermandosi sull'estensione degli aiuti anche ai conviventi.
L’aumento persistente dei prezzi del carburante sta creando pesanti conseguenze sui budget dei lavoratori e delle famiglie italiane. Le stime confermano che nei primi mesi dell’anno il costo del diesel ha persino superato quello della benzina, costringendo diversi automobilisti ad affrontare spese alla pompa sempre più alte. Senza interventi universali da parte dello Stato e in assenza di bonus generalizzati, molti dipendenti rischiano di veder eroso il potere d’acquisto del proprio stipendio, nonostante il ricorso a mezzi privati sia spesso imprescindibile per motivi lavorativi e familiari.
Saper individuare tutte le soluzioni realmente accessibili per risparmiare sul pieno è oggi strategico. La normativa vigente, infatti, offre forme di sostegno indirette ma potenzialmente significative, come i fringe benefit aziendali e alcuni aiuti mirati alle famiglie con particolari requisiti. Capire come funzionano, quali limiti devono essere rispettati e quali errori evitare può fare la differenza tra una gestione ottimale delle risorse e brutte sorprese in busta paga. La corsa delle accise e la volatilità dei mercati richiedono che ogni lavoratore sia informato e attento alle opportunità offerte dalla normativa in vigore nel 2026.
Il meccanismo dei fringe benefit, riconosciuto dall’ordinamento italiano come parte del più ampio welfare aziendale, rappresenta l’unico strumento strutturale per alleggerire il costo di benzina e diesel a carico dei dipendenti nel 2026.
I fringe benefit sono beni e servizi che un’azienda può assegnare ai propri collaboratori in aggiunta allo stipendio, senza incidere sul reddito imponibile a patto che vengano rispettate precise soglie normative. Questo sistema, incentivato negli ultimi anni attraverso una maggiore detassazione, consente di supportare la forza lavoro evitando aggravi fiscali e contributivi, soprattutto quando non risultano possibili aumenti salariali diretti.
Le regole base da conoscere:
| Tetto esente | Destinatario | Cosa rientra |
| 1.000 euro | Dipendente senza figli a carico | Buoni carburante, utenze domestiche |
| 2.000 euro | Dipendente con almeno un figlio a carico | Buoni carburante, utenze domestiche |
L’altro grande tema legato alla lotta contro il caro carburante riguarda l’utilizzo di aiuti e fringe benefit per benzina e carburanti anche per i conviventi dei dipendenti che li ricevono dalle proprie aziende.
Stando a quanto previsto dalla normativa vigente,
Anche i conviventi dei dipendenti possono usufruire dei fringe benefit per benzina e carburanti, ma solo a condizione che il convivente sia fiscalmente a carico del lavoratore o rientri nelle categorie di familiari previste dall'art. 12 del TUIR. Oltre al coniuge, sono ammessi agli aiuti anche i figli, i genitori, generi/nuore, suoceri e fratelli/sorelle.
Anche nel caso in cui il bonus carburante servisse al convivente, il dipendente deve, come chiaramente previsto dall'attuale normativa presentare un'autocertificazione al datore di lavoro attestando la convivenza e/o la presenza di figli fiscalmente a carico per poter beneficiare dell'esenzione fiscale. Precisiamo che si considerano a carico i figli fino ai 24 anni di età con reddito annuale complessivo non superiore a 2.840,51 euro.
Per accedere al beneficio i lavoratori dovranno comunicare al datore di lavoro il codice fiscale dei figli. Ricordiamo, ancora un volta, che le soglie di esenzioni per i fringe benefit ai lavoratori dipendenti nel 2026 restano confermate a:
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...