La nuova Kia Stonic sorprende: grazie al prezzo promozionale costa meno di una Dacia, ma offre spazio da B-SUV, motore efficiente, tecnologia e sicurezza senza compromessi.
Ho trovato la Kia Stonic 1.0 T-GDi Urban proposta a 16.950 euro, contro i 22.800 euro del listino, grazie a una riduzione di 5.850 euro. A questo prezzo colloco il B-SUV Kia tra le utilitarie più aggressive e vicino alle Dacia comparabili. Nella mia prova, però, ho trovato qualcosa di diverso da una semplice auto low cost: la Stonic è un modello recente, ha un abitacolo organizzato con criterio, una dotazione di sicurezza completa e una garanzia che può arrivare a sette anni o 150.000 km. Considero interessante la promozione, ma la leggo insieme alle condizioni economiche e alla versione effettivamente disponibile.
Per la Kia Stonic 2026 Urban con motore 1.0 T-GDi da 100 CV, parto dal listino italiano di 22.800 euro. Applico la riduzione prevista dalla promozione, pari a 5.850 euro, e arrivo a 16.950 euro. Non considero marginale questa differenza: cambia il gruppo di automobili con cui confronto la Stonic.
A questa cifra la colloco nel territorio delle Dacia più accessibili, pur riconoscendole un’impostazione più ricca e una dotazione tecnologica che, rispetto a molte vetture essenziali, appartiene a un livello superiore. Naturalmente, per il paragone uso prezzi aggiornati. Non accosterei la promozione Kia al prezzo promozionale di una Dacia valido in un altro periodo.
Me ne accorgo esaminando la dotazione della Urban. Trovo inclusi i fari LED anteriori e posteriori, i cerchi in lega da 16 pollici, il navigatore, lo schermo centrale da 12,3 pollici e una strumentazione con display LCD da 4,2 pollici. A questi aggiungo diversi sistemi di assistenza alla guida. Non mi trovo, quindi, davanti a un allestimento spoglio creato soltanto per abbassare il prezzo d’ingresso.
Non confondo il prezzo di 16.950 euro con il costo sostenuto da chi sceglie la formula finanziaria indicata nella promozione. Con Scelta Kia considero un anticipo di 3.260 euro, poi 35 rate mensili da 119 euro e una maxi rata finale di 13.452 euro.
Sommando le voci dichiarate arrivo a circa 20.877 euro, prima di eventuali oneri finanziari, costi accessori o servizi collegati al contratto. È questo il numero che tengo presente quando valuto l’acquisto, non la sola rata mensile.
Attribuisco la differenza tra prezzo pubblicizzato e costo complessivo alla struttura del finanziamento. Leggo i 16.950 euro come prezzo promozionale dell’auto, se acquisto alle condizioni previste. Con la rateizzazione sposto invece una parte consistente del pagamento alla scadenza. La maxi rata supera i tredicimila euro: prima di firmare, devo quindi decidere come affrontarla, se saldandola, rifinanziandola oppure sostituendo la vettura secondo quanto stabilito dal contratto.
Con la rata da 119 euro posso distribuire più facilmente la spesa nel tempo. Non la considero, però, uno sconto ulteriore. Ne comprendo il peso reale soltanto mettendo insieme anticipo, 35 pagamenti e valore finale. Tengo conto anche di assicurazioni, spese di istruttoria, interessi e altri oneri, che possono modificare il totale. Se valuto l’acquisto per una famiglia, il riferimento più utile resta dunque l’esborso complessivo di circa 20.877 euro.
Con circa 4,17 metri di lunghezza, 1,76 metri di larghezza e 1,52 metri di altezza, trovo che la Stonic conservi ingombri adatti anche all’impiego urbano. Il passo misura 2,58 metri. Le proporzioni mi sembrano relativamente compatte, ma la carrozzeria e la posizione di guida mi portano a collocarla senza ambiguità tra i B-SUV, non nel gruppo delle citycar economiche.
Osservo gli effetti del restyling soprattutto sul frontale e sulla parte posteriore. Con i fari LED e la nuova firma luminosa riconosco una maggiore somiglianza con gli altri modelli Kia; nei paraurti e nei dettagli esterni vedo un disegno più deciso. La Urban non ha la presenza della GT-Line, che aggiunge finiture sportive e specchietti nero lucido, ma la trovo più curata di quanto mi aspetterei da un’auto venduta al prezzo minimo della categoria.
Non trovo che la linea slanciata sacrifichi l’abitacolo. Giudico buono lo spazio trasversale e ritengo che gli adulti seduti dietro possano viaggiare con sufficiente comodità. Se fossi molto alto, invece, avvertirei il limite dell’altezza disponibile sopra la testa.
Nel bagagliaio trovo una capacità di circa 340 litri in configurazione standard. Abbattendo i sedili posteriori arrivo a circa 1.155 litri, mentre con il pianale regolabile su due altezze posso organizzare meglio il vano. Rilevo però un inconveniente concreto: la soglia di carico è alta da terra e mi rende meno comodo sollevare e sistemare oggetti pesanti.
Sotto il cofano della Urban trovo il benzina 1.0 T-GDi, un tre cilindri turbo da 100 CV e 172 Nm di coppia. La trazione è anteriore e il cambio è manuale a sei marce. Leggo una velocità massima dichiarata di 179 km/h e un tempo di 11 secondi per passare da 0 a 100 km/h.
Non penso a una sportiva guardando questi valori, e non credo sia questo l’obiettivo della versione. Nelle ripartenze e nei sorpassi ordinari posso contare sulla coppia messa a disposizione dal turbocompressore. Sulle strade extraurbane scelgo con il cambio manuale il rapporto più adatto, mentre in città trovo la Stonic semplice da guidare grazie alle dimensioni contenute e alla buona maneggevolezza.
Sento il tre cilindri quando sale di regime. Nell’uso quotidiano, comunque, considero gestibile la rumorosità. Con una guida regolare e il rapporto corretto, posso mantenere i consumi inferiori a 6 l/100 km; so però che il risultato reale cambia in base al traffico, al carico, alla velocità autostradale e allo stile di guida.
Non considero la Urban da 100 CV una mild hybrid. Se cerco l’elettrificazione a 48 volt, guardo alla versione 1.0 da 115 CV, che rappresenta quindi una scelta diversa sia per motore sia per dotazione tecnica.
Alla guida la Stonic appare più agile di quanto la carrozzeria da crossover lasci immaginare. In curva si inclina poco e risponde rapidamente ai comandi, senza mettere in difficoltà chi è al volante. Il risultato è una sensazione di solidità, ma non di rigidità.
Nel traffico cittadino aiutano il volante leggero e ingombri facili da prevedere. Basta poco per prendere confidenza con le manovre. Fuori città il telaio sostiene bene la vettura e il motore consente di mantenere un’andatura regolare. Con quattro passeggeri e bagagli a bordo, però, le riprese richiedono più anticipo: il 1.0 da 100 CV non ha riserve pensate per l’uso a pieno carico.
La Urban è abbinata al cambio manuale. Chi affronta ogni giorno code e percorsi urbani deve tenerne conto: la leva è precisa, ma non offre la comodità del DCT a sette rapporti, riservato alla versione mild hybrid.
Il comfort è adeguato alle dimensioni e al segmento. Le sospensioni filtrano con sufficiente efficacia le irregolarità più comuni, mentre la posizione di guida rialzata migliora la visibilità. La qualità percepita è superiore a quella di una vettura essenziale, anche se la plancia utilizza ancora plastiche rigide. È un compromesso coerente con il prezzo; non incide, però, sull’assemblaggio né sulla funzionalità dei comandi.
Trovo gran parte della distanza tra Stonic e proposte low cost nell’equipaggiamento già compreso nella versione d’ingresso. Nel sistema multimediale da 12,3 pollici trovo il navigatore e il supporto ad Apple CarPlay e Android Auto. Collegando lo smartphone porto a bordo mappe, musica e altre funzioni senza dipendere soltanto dall’interfaccia dell’auto.
Sulla Urban trovo anche fari LED, cerchi in lega e cruise control. Sul fronte della sicurezza conto sulla frenata automatica d’emergenza e sul mantenimento della corsia. Li considero supporti alla guida, non sistemi capaci di sostituirmi: la responsabilità resta sempre mia quando guido.
Giudico comunque il livello di equipaggiamento più completo di quello che trovo su molte automobili progettate principalmente per contenere il prezzo. Se voglio una dotazione più ricca, devo salire di versione.
Negli allestimenti Style e GT-Line trovo, tra gli altri elementi, il climatizzatore automatico, cerchi da 17 pollici, la strumentazione digitale da 12,3 pollici, la ricarica wireless e la Digital Key 2.0. Posso contare anche su sistemi più evoluti per il monitoraggio dell’angolo cieco. Associo la guida assistita di livello 2 agli allestimenti più ricchi e non la attribuisco alla Urban inclusa nella promozione.
Consiglierei la Stonic Urban da 100 CV a chi si muove soprattutto in città, sulle tangenziali e sulle strade extraurbane, senza cercare prestazioni elevate. Trovo il bagagliaio sufficiente per la spesa quotidiana, per una carrozzina compatta o per i bagagli di una coppia. Penso che una famiglia con bambini possa gestirlo, anche se riconosco che alcune crossover più grandi offrono maggiore capacità.
Se percorro molti chilometri o passo spesso attraverso il traffico intenso, considero più adatta la 1.0 mild hybrid da 115 CV. Con il sistema a 48 volt non posso viaggiare a emissioni zero, ma ottengo un’assistenza al motore nelle accelerazioni e lo spegnimento in rilascio. A questa versione posso abbinare il cambio DCT a sette rapporti, che trovo più comodo nell’uso urbano ma che comporta un sovrapprezzo rispetto alla Urban manuale.
Considero la Style il compromesso più equilibrato se voglio un abitacolo più confortevole e una dotazione più completa. Se attribuisco maggiore peso allo stile e agli aiuti alla guida evoluti, guardo invece alla GT-Line. All’estremo opposto della promozione trovo un prezzo di 30.750 euro per la GT-Line mild hybrid con cambio automatico, il più alto della gamma 2026. Per questo valuto il vantaggio della Urban separatamente rispetto alle versioni più costose.
A 16.950 euro la mia risposta è positiva, a condizione che la riduzione di 5.850 euro sia davvero applicabile al mio acquisto.
Per quella cifra trovo nella Kia Stonic Urban dimensioni da B-SUV, un motore adeguato all’impiego quotidiano, consumi potenzialmente contenuti, connettività completa e una garanzia che può arrivare a sette anni o 150.000 km. Non la considero però una Dacia semplicemente più costosa, né una low cost con una carrozzeria diversa.
Con la promozione la ritengo competitiva rispetto alle alternative più economiche. Nei materiali, nella tecnologia, nei sistemi di assistenza e nell’impostazione stradale riconosco però un piano qualitativo differente. Rilevo alcuni compromessi: il cambio manuale, un bagagliaio meno ampio rispetto a quello di alcune rivali, la soglia di carico alta e le plastiche rigide della plancia.
Se cerco una vettura compatta per me, per una coppia o per una famiglia non numerosa, senza rinunciare a una dotazione completa, trovo che il rapporto qualità-prezzo è convincente. Vedo ridursi la convenienza se non posso accedere alla promozione, se mi serve molto spazio o se desidero il cambio automatico e i sistemi di assistenza più avanzati. In quei casi devo salire di allestimento, perdendo parte del vantaggio iniziale.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...