Tra mutui, affitti, bollette e spese di manutenzione, il peso del caro casa mette in difficoltà un italiano su quattro. Un quadro complesso tra disuguaglianze territoriali e fragilità sociali.
L'ultimo rapporto Eurostat mette in luce come quasi un quarto dei residenti sia oggi esposto al rischio di povertà abitativa. Questa emergenza non deriva soltanto dall'incremento di spese come affitti, rate di mutuo, bollette e manutenzione, ma anche da dinamiche strutturali di lungo corso che colpiscono milioni di persone, inclusi lavoratori e studenti, trasversalmente su tutto il territorio nazionale.
Nell'ottica della Commissione europea, la difficoltà di accedere e mantenere un alloggio adeguato rappresenta una delle principali sfide sociali contemporanee. Il bisogno di risposte coordinate tra politiche nazionali e nuovi strumenti europei è diventato quanto mai evidente, specialmente in un periodo segnato da rincari generalizzati che comprimono i bilanci familiari e restringono i margini di mobilità sociale.
L'emergenza abitativa oggi investe tutto il continente. Secondo le rilevazioni Eurostat e le analisi della Commissione europea, la pressione dei costi sull'abitare si è accentuata negli ultimi anni. Nell'Unione Europea, dopo aver tenuto conto delle uscite per la casa, il tasso di cittadini a rischio di povertà oscilla attorno al 29,6%, mentre in Italia questa percentuale si attesta al 27,8%, già partendo da valori di rischio più elevati rispetto alla media.
Dal 2015 al 2025 in Europa i prezzi delle abitazioni sono aumentati quasi del 60%, ben oltre la crescita generalizzata dei salari, con crescita più marcata in città come Lisbona, Dublino, Stoccolma, ma anche Roma e Milano, dove una fetta considerevole dello stipendio medio viene assorbita dal canone di locazione. Nelle città italiane, come segnala Eurostat, si arriva a destinare fino al 65%-72% della retribuzione mensile per l'affitto. L'accessibilità economica risulta quindi fortemente compromessa nelle grandi aree urbane, dove la domanda supera di gran lunga l'offerta di alloggi a prezzi sostenibili.
I dati sulle difficoltà di pagare regolarmente le spese abitative sono eloquenti:
L'incidenza delle spese per la casa pesa in modo sproporzionato su alcune categorie: affittuari, nuclei familiari a basso reddito, giovani e lavoratori precari. In particolare, chi vive in affitto, i giovani che progettano di uscire dalla famiglia d'origine e le famiglie numerose o monoparentali sono colpiti più duramente dal cosiddetto “sovraccarico da costi abitativi”.
La correlazione tra reddito e possibilità di mantenere un'abitazione dignitosa appare stretta: tra le persone considerate a rischio di povertà, il 31,1% destina oltre il 40% dei propri introiti alla casa. È questa fascia a sperimentare condizioni come:
Il quadro di crisi si radica in alcune dinamiche di lungo periodo che coinvolgono sia l'Italia sia il resto del continente. Tra i principali fattori:
L'analisi regionale mostra contrasti profondi. Secondo gli ultimi dati Eurostat, il Mezzogiorno italiano presenta percentuali di rischio povertà abitativa nettamente superiori rispetto al Centro-Nord, con Calabria, Campania e Sicilia che si attestano tra le regioni più esposte non solo a livello nazionale, ma anche europeo (oltre il 35%).
D'altra parte, esistono realtà che segnano un'eccezione virtuosa: in provincia di Bolzano, il rischio è contenuto al 5,9%; nelle province di Trento ed Emilia-Romagna non si arriva nemmeno al 10%. Questo gap riflette gli storici squilibri nella distribuzione della ricchezza e dei servizi, aggravati da fenomeni come la migrazione interna e lo spopolamento delle aree rurali.
Le grandi città del Nord, seppure più dinamiche dal punto di vista economico, vedono la disponibilità di alloggi accessibili ridotta quasi all'osso. A Milano e Roma l'incidenza degli affitti sul reddito è spesso insostenibile, tanto da limitare la mobilità di lavoratori e studenti e generare una vera e propria “fuga” verso zone più periferiche o province limitrofe.
La spesa per la casa si articola in una serie di voci gravose, il cui cumulo mette a dura prova specialmente i bilanci familiari dei ceti medi e bassi. I canoni d'affitto nelle città più richieste raggiungono valori record e le rate dei mutui risultano difficilmente sostenibili in presenza di costi accessori crescenti.
Una componente determinante è legata alle bollette energetiche, fortemente aggravate dall'inefficienza degli edifici (il 75% in Italia sono classificati come energeticamente inadeguati). Nel 2024, la quota di chi aveva problemi a tenere la casa calda o di chi viveva in immobili deteriorati ha raggiunto il 16% a livello europeo, ma oltre il 25% tra gli italiani in condizioni di sovraffollamento e marginalità.
Va inoltre considerato:
La Commissione europea ha varato un Piano per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili che mira ad affrontare carenza, onerosità crescente e esigenze demografiche. L'obiettivo più immediato è stimolare, attraverso nuovi incentivi e piattaforme di investimento gestite insieme alla BEI, la costruzione di circa 650.000 nuovi alloggi all'anno in Europa e la messa in campo di strumenti di sostegno più rapidi e flessibili.
Questo programma si sviluppa su più fronti:
Il futuro dell'abitare accessibile dipenderà dalla capacità del Paese di intercettare investimenti mirati e di superare resistenze storiche favorendo una maggiore presenza dello Stato e delle autonomie locali nei processi decisionali.