Nel 2025 il settore automobilistico affronta numerosi richiami, con problemi frequenti legati a software, motori e connettività. L’analisi dei dati evidenzia i marchi più colpiti e quelli più affidabili, con impatti su sicurezza e reputazione.
L’anno 2025 si è contraddistinto per un incremento senza precedenti dei casi di richiami automobilistici, generando ampio dibattito tra esperti del settore e consumatori. Il panorama dell’automotive è sempre più caratterizzato dalla crescente complessità dei nuovi modelli e dall’integrazione massiccia di tecnologie avanzate, che aumentano sia le opportunità di innovazione che la probabilità di imprevisti tecnici. Tra i principali temi emersi si riscontrano problemi software, falle nei sistemi di connettività e criticità meccaniche sui propulsori, che hanno portato a interventi massivi da parte di molti costruttori.
I richiami non rappresentano solamente una risposta obbligata alle disposizioni normative (come prevede il sistema europeo Safety Gate o il regolamento della KBA), ma influiscono profondamente sulla percezione della qualità e sull’affidabilità dei principali brand globali. L’elevato numero di eventi registrati riflette sia la rigorosità nei controlli delle autorità che le difficoltà incontrate durante il continuo sviluppo di sistemi sempre più sofisticati. Gli utenti si trovano così a valutare con maggiore attenzione l’affidabilità delle marche, basandosi su analisi puntuali dei dati emersi e delle statistiche sulle campagne di richiamo.
La raccolta e l’analisi dei dati relativi ai richiami automobilistici sono affidate ad enti pubblici, organizzazioni indipendenti e operatori di settore. Tra questi si distinguono il Sistema europeo Safety Gate e il Kraftfahrt-Bundesamt (KBA) tedesco, che pubblicano regolarmente le statistiche sulle campagne di richiamo e i relativi dettagli tecnici. Negli Stati Uniti emerge poi il contributo determinante di Consumer Reports e J.D. Power, che valutano l'affidabilità dei veicoli anche sulla base dell’esperienza diretta dei possessori.
Le informazioni vengono raccolte tramite
L’analisi delle campagne di richiamo del 2025 mostra un accentuato coinvolgimento di alcuni dei principali produttori mondiali. Ford si conferma in vetta per numero assoluto di azioni di richiamo, avendo attivato ben 88 campagne solo nella prima metà dell’anno, dato che rappresenta un nuovo record negativo secondo fonti autorevoli come Autoevolution. Diversi modelli, tra cui Bronco e Bronco Sport, sono stati oggetto di provvedimenti massivi soprattutto a causa di difetti software sui sistemi di bordo e di visualizzazione strumentale, interessando oltre 230.000 veicoli.
Mercedes-Benz e BMW figurano anch’esse tra le marche più frequentemente richiamate. Nel 2024 la BMW Serie 3 è stata oggetto di sette differenti richiami, mentre la casa di Stoccarda ha dovuto fronteggiare numerose procedure correttive su ampia parte della propria gamma a causa di anomalie che hanno coinvolto sia modelli recenti che di anni precedenti. Questa tendenza è rimasta rilevante anche nel 2025, segno che le sfide tecnologiche non riguardano solo la produzione di massa ma anche i veicoli di segmento premium.
Altri brand, come General Motors, Rivian e Cadillac, sono stati interessati in misura significativa, soprattutto laddove l’offerta era fortemente orientata su motorizzazioni elettriche o soluzioni ibride plug-in. Il trend generale mette in luce come i problemi tecnici siano trasversali ai segmenti di mercato e alle tipologie di alimentazione, coinvolgendo sia motori tradizionali che piattaforme innovative.
| Marca | Numero richiami* (2025) |
| Ford | 88 (semestre) |
| BMW | Oltre 7 modelli con richiami |
| Mercedes-Benz | Numerosi richiami su diversi modelli |
| General Motors | Più di 70 casi nel 2024, trend proseguito |
*Fonte: elaborazione dati Safety Gate, KBA, Autoevolution, Consumer Reports
I motivi che portano all’apertura di una procedura di richiamo nel settore automobilistico sono molteplici, ma l’incremento delle problematiche legate a software e connettività rappresenta la novità più rilevante dell’ultimo anno. Secondo l’indagine J.D. Power 2025, i difetti software –’tra i quali spiccano malfunzionamenti dell’integrazione con smartphone, bug in Android Auto e Apple CarPlay e criticità nelle interfacce Bluetooth e Wi-Fi – hanno raggiunto il 9% del totale problemi segnalati dagli utenti. Di particolare rilievo sono le difficoltà riscontrate dagli utenti negli aggiornamenti OTA (over-the-air), che non sempre risultano efficaci nel risolvere i difetti emersi nei primi anni di vita dei veicoli.
La connettività tra sistemi di bordo e dispositivi personali resta tra le principali fonti di reclamo, insieme ai malfunzionamenti di sistemi ADAS, infotainment e gestione della climatizzazione. A queste si aggiungono le tradizionali problematiche legate a motore, trasmissione e powertrain elettrico, in parte accentuate dalla complessità delle tecnologie ibride e plug-in hybrid. Negli ultimi rilevamenti è emerso che la quota di segnalazioni per guasti su veicoli a trazione elettrica supera quella dei modelli termici del 42%, evidenziando come l’evoluzione verso la mobilità sostenibile porti anche maggiori criticità nella fase di lancio delle nuove piattaforme.
L’analisi dettagliata delle azioni di richiamo recentemente effettuate mostra che alcuni costruttori hanno dovuto affrontare problematiche particolarmente diffuse su modelli chiave. Tra questi, Ford ha vissuto uno dei periodi più complessi della sua storia recente, con oltre 229.000 veicoli Bronco e Bronco Sport coinvolti da un difetto software che causava malfunzionamenti al display del quadro strumenti. Questo intervento è stato solo uno degli 88 richiami complessivi avviati nell’arco di sei mesi.
Nell’area premium, Mercedes-Benz e BMW non sono state esenti da coinvolgimenti. Nel corso del 2024, la BMW Serie 3 è stata richiamata sette volte per diverse questioni tecniche, tra cui problematiche elettroniche e aggiornamenti non perfettamente eseguiti durante i cicli produttivi. Diversi altri modelli delle due case tedesche, compresi i SUV e le alimentazioni alternative, hanno richiesto interventi su trasmissioni, centraline elettroniche e sistemi di sicurezza integrati.
| Marca/Modello | Richiami principali (2025)* |
| Ford Bronco, Bronco Sport | Software quadro strumenti (229.609 veicoli) |
| BMW Serie 3 | 7 richiami per varie problematiche |
| Mercedes-Benz (varie classi) | Sistemi elettronici, sicurezza, nuovi ADAS |
*Elaborazione su fonte Safety Gate e rapporti stampa specializzati
I dati sottolineano come anche i produttori più blasonati siano soggetti a errori progettuali o difficoltà nell’introduzione di innovazioni tecnologiche di frontiera.
Nel panorama mondiale i produttori asiatici si sono confermati ai vertici dell’affidabilità, grazie a una strategia basata su tecnologie consolidate e miglioramenti progressivi dei modelli. Secondo Consumer Reports, Lexus, Subaru e Toyota hanno mantenuto la leadership assoluta nelle statistiche di affidabilità 2025. Lexus ha primeggiato tra i marchi premium, con una valutazione di 140 PP100, seguita da Subaru e Toyota, che nonostante alcune difficoltà su modelli come Tacoma e bZ4X, hanno dimostrato resilienza e continuità tecnica.
Honda, insieme al marchio di lusso Acura, ha confermato risultati solidi, mentre BMW è rimasta l’unico costruttore europeo stabile nella top 5 delle auto più affidabili, superando avversari come Audi e Mercedes-Benz secondo le graduatorie di Consumer Reports e JD Power.
Le campagna di richiamo hanno ripercussioni significative su più livelli. Dal punto di vista dei consumatori, i disagi non si limitano ai potenziali rischi per la sicurezza, ma si concretizzano anche in perdita di tempo, costi e insoddisfazione. In particolare, i difetti di natura elettronica o software possono comportare lunghi fermi tecnici in officina e mancate soluzioni definitive con i primi aggiornamenti.
Sul piano della sicurezza stradale, le autorità di regolamentazione applicano verifiche rigorose e impongono la massima trasparenza alle case automobilistiche. I richiami attivati tempestivamente possono prevenire incidenti, ridurre la gravità di potenziali sinistri e limitare i danni a persone e cose.
L’immagine delle case produttrici, infine, può risultare gravemente compromessa: aziende note per metodologia e precisione tecnica rischiano danni reputazionali difficili da recuperare, con ricadute dirette su vendite, quotazioni in borsa e fiducia degli stakeholder. La gestione efficace delle campagne di richiamo e la trasparenza dimostrata risultano quindi elementi determinanti per la credibilità di lungo termine di un brand automobilistico.