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Ikea e contratto integrativo 2020-2022 ancora nessun accordo. Le richieste e le proposte a confronto e il punto della situazione

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di Marianna Quatraro pubblicato il

In stallo la trattativa per la definizione del nuovo contratto integrativo Ikea: quali sono le richieste dei sindacati e le posizioni di Ikea Italia. Sembra ancora molto lontano il rinnovo

Il confronto tra Ikea Italia e le principali sigle sindacali nazionali sulla definizione del contratto integrativo aziendale, scaduto da diversi anni, rappresenta uno dei temi più rilevanti per i circa 7.400 dipendenti coinvolti. Le trattative, pur affrontate con spirito costruttivo dalle parti, continuano a vivere una fase di stallo, alimentando iniziative di sciopero e assemblee nei punti vendita. La complessità della trattativa è evidente nella pluralità di tematiche aperte: dalle condizioni economiche ai diritti sindacali, passando per le richieste relative a welfare e organizzazione del lavoro. 

Le ragioni dello stallo nella trattativa del contratto integrativo Ikea

L’assenza di un nuovo accordo integrativo deriva da una serie di divergenze sostanziali tra le richieste sindacali e le proposte dell’azienda. Secondo le rappresentanze di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, la trattativa si è progressivamente complicata a causa di una gestione unilaterale da parte della direzione aziendale, che tenderebbe a prendere decisioni senza un confronto aperto, soprattutto su temi come la riorganizzazione dei turni, delle mansioni e sulle condizioni contrattuali. Entrando più nel dettaglio, si sottolineano:

  • Relazioni sindacali decentrate: È stato segnalato un netto peggioramento nei livelli di dialogo, in particolare a livello territoriale e nei nuovi punti vendita, dove le possibilità di intervento delle RSA/RSU risultano fortemente limitate.
  • Gestione delle professionalità: La protesta nasce anche dal mancato riconoscimento di maggiorazioni salariali ai neoassunti e dalla presenza di sistemi classificatori considerati peggiorativi, con avanzamenti di livello rallentati rispetto alle richieste sindacali.
  • Disparità contrattuali: La questione dell’accesso al servizio mensa dei lavoratori part-time e la mancata estensione di particolari benefit e diritti costituiscono ulteriori fattori di attrito.
  • Organizzazione del lavoro e turni: Persistono distanze sul tema della flessibilità oraria e dell’obbligatorietà del lavoro festivo, elemento che impatta soprattutto i neoassunti e i collaboratori a part-time.

Le richieste dei sindacati: diritti, maggiorazioni e welfare

I sindacati hanno puntato l’attenzione su diversi temi centrali per la qualità della vita lavorativa e la tutela dei diritti acquisiti. Le principali richieste avanzate comprendono:
  • Maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo: Le organizzazioni dei lavoratori chiedono che tali indennità vengano riconosciute o aumentate per tutti, compresi i neoassunti, a prescindere dall’anzianità di servizio, con livelli fino al 65% per le domeniche ordinarie e all’85% per i festivi dal terzo evento in poi.
  • Miglioramento economico e indennità di malattia: Viene invocata una revisione del premio di produzione e l’introduzione di nuove forme di indennità sul terzo e quarto evento di malattia rispetto a quanto stabilito dal Contratto Collettivo nazionale.
  • Welfare e congedi: Le piattaforme sindacali prevedono l’istituzione di una quota una tantum di 150 euro in welfare, congedi aggiuntivi per la genitorialità (ulteriori giorni per padri e genitori non partorienti) e tutela per i lavoratori coinvolti in procreazione medicalmente assistita o percorsi di transizione di genere.
  • Stabilizzazione e prospettive di rinnovo certo: Inserimento di clausole che garantiscano termini chiari per futuri rinnovi e maggiore protezione dei diritti in fase di evoluzione organizzativa, con coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nella gestione delle nuove aperture commerciali e dei centri di servizio.

La posizione di Ikea Italia e le risposte alle proposte sindacali

I vertici di Ikea Italia sottolineano di aver avanzato un pacchetto di proposte per integrare e migliorare i diritti già esistenti. Tra i principali elementi della risposta aziendale figurano:
  • Benefit innovativi: L’azienda ha previsto l’inclusione di misure di supporto per i lavoratori coinvolti in percorsi di PMA e transizione di genere, oltre a un piano welfare spendibile annualmente in beni e servizi.
  • Premi e formazione: Nuovi modelli di premio di produzione a obiettivi, pensati per essere accessibili a tutti i collaboratori senza discriminazione di anzianità, e investimenti più ampi in formazione specialistica.
  • Organizzazione del lavoro: Dal punto di vista aziendale, le modifiche organizzative sono ritenute necessarie per sostenere la competitività nel mercato italiano, pur nel rispetto delle normative nazionali e del Contratto collettivo.
Tuttavia, Ikea ritiene di non poter accogliere tutte le richieste sindacali a causa delle ricadute economiche e gestionali, soprattutto rispetto all’aumento dei costi lato maggiorazioni e al tema della gestione autonoma in materia di organizzazione dei turni. 

Prospettive di chiusura e possibili sviluppi della trattativa

L’evoluzione della trattativa resta incerta, ma alcuni elementi consentono di ipotizzare i possibili scenari futuri:

  • Ripresa del dialogo: Gli incontri sono destinati a proseguire nei prossimi mesi, con la possibilità che nuove proposte o mediazioni portino a una sintesi tra le parti.
  • Mobilitazione permanente: In caso di perdurare dello stallo, i sindacati hanno già attivato assemblee e scioperi territoriali come strumenti di pressione. Ciò potrebbe mantenere alta la tensione e determinare ricadute sul clima aziendale.
  • Coinvolgimento delle istituzioni: Non si esclude che, qualora permanessero le divergenze, sia richiesto un intervento istituzionale di conciliazione o arbitrato secondo le procedure previste dalla legislazione italiana.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se le distanze potranno essere colmate e si potrà arrivare a una soluzione che tuteli sia le esigenze dell’organizzazione che i diritti dei lavoratori.



Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...