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Imu e Tari 2027, cambiano le modalità di presentazione e chi paga in ritardo potrà avere sanzioni meno pesanti

di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Dal 2027 la dichiarazione Imu diventa solo telematica, la Tari si presenta entro 90 giorni e le sanzioni per errori e ritardi si alleggeriscono: cosa cambia per i due tributi, per chi e cosa succede ai ritardatari.

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Il 2027 portauna piccola rivoluzione per chi possiede immobili, gestisce un'attività o ha una casa in affitto: è stata, infatti, rivista in modo sistematico la disciplina dei tributi regionali e locali, con regole nuove che riguardano Imu, Tari, sanzioni e ravvedimento operoso. Il messaggio per i contribuenti è duplice: da un lato più obblighi formali, come l'invio telematico e i termini più stretti, dall'altro multe più leggere e più strumenti per rimediare agli errori. 

Le nuove regole entreranno in vigore dal 1° gennaio 2027 e toccano il sistema sanzionatorio, il ravvedimento operoso, gli obblighi dichiarativi Tari, la presentazione telematica della dichiarazione Imu e il contraddittorio preventivo tra enti impositori e contribuenti. Pecisiamo che le nuove regole non sono retroattive e riguardano solo le violazioni commesse dall'anno prossimo. Le irregolarità del passato restano quindi governate dalla disciplina attuale. PG Casa

Il filo conduttore della riforma è l'uniformità. I Comuni avevano finora margini ampi nel definire modelli, adempimenti e fasce di sanzione. Con il nuovo decreto approvato si punta a un sistema più prevedibile, con regole nazionali uguali per tutti i contribuenti, da Milano a Palermo.

Imu 2027: dichiarazione solo telematica

La novità principale per i proprietari di immobili riguarda la modalità di presentazione. La dichiarazione Imu viene ricondotta a un modello nazionale da presentare esclusivamente per via telematica. Non si tratta di un cambio di scadenza, ma di un cambio di canale: il termine resta il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell'immobile o sono intervenute variazioni rilevanti

Ci sono tre aspetti pratici su cui le modifiche agiscono:

  • Addio alla carta: niente più moduli consegnati allo sportello o inviati per posta, dovrà essere utilizzato il canale digitale.
  • Modello unico: l'obiettivo è ridurre la possibilità che i Comuni chiedano adempimenti aggiuntivi rispetto al modello ministeriale. 
  • Dichiarazione duratura: la dichiarazione mantiene efficacia anche negli anni successivi, salvo modifiche dei dati dichiarati, quindi non va ripetuta ogni anno. 
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze definirà le modalità operative e le specifiche tecniche con un successivo decreto. Fino ad allora conviene seguire gli aggiornamenti e rivolgersi al proprio commercialista o al CAF. 

Tari 2027: dichiarazione entro 90 giorni

Per la Tari tassa sui rifiuti cambia soprattutto il fattore tempo. Oggi la dichiarazione di inizio o variazione dell'occupazione si presenta entro il 30 giugno dell'anno successivo. Dal 2027 il termine si accorcia a 90 giorni dalla data in cui inizia il possesso o la detenzione dell'immobile, oppure dal momento in cui si verifica la variazione. 

Chi si trasferisce, apre un negozio, affitta un locale o cambia il numero di occupanti dovrà quindi muoversi in fretta. Un esempio concreto: se il contratto di locazione di un ufficio parte il 1° marzo, la dichiarazione Tari andrà presentata entro fine maggio, non più entro giugno dell'anno dopo. Il rischio di dimenticanze aumenta, soprattutto per piccole imprese, professionisti e proprietari con più immobili, ed è proprio qui che le sanzioni tornano al centro della scena.

Sanzioni per dichiarazione omessa o infedele e modalità di pagamento

Il decreto interviene sulle multe con un principio chiaro: percentuali fisse e più basse, senza margini di discrezionalità per l'ente. L'intervento elimina la discrezionalità del Comune nell'applicazione delle fasce sanzionatorie. Le novità valide sia per Imu sia per Tari sono le seguenti:

  • Dichiarazione omessa: la sanzione sarà pari al 100% del tributo non versato, comunque non inferiore a 50 euro, mentre oggi può oscillare tra il 100% e il 200%.
  • Dichiarazione infedele, cioè con dati incompleti o sbagliati: scende al 40% del tributo non versato, contro l'attuale forbice tra il 50% e il 100%.
In molti casi la riforma comporta un risparmio reale. Se una dichiarazione errata fa emergere una maggiore Tari di 1.000 euro, la sanzione sarà di 400 euro, mentre con le regole attuali poteva arrivare fino a 1.000. Il taglio è particolarmente rilevante per chi ha commesso un errore in buona fede, per esempio indicando una superficie sbagliata.

Nulla cambia per quanto riguarda tempi e modalità di pagamento dei tributi: per l'Imu restano le consuete rate di acconto e saldo, fissate a giugno e a dicembre, mentre per la Tari calendario e numero delle rate continuano a essere stabiliti dai singoli Comuni. A cambiare sono, invece, il modo e il momento in cui si comunicano i dati (telematico per l'Imu, 90 giorni per la Tari) e il conto da pagare se si sbaglia.

Le novità sono quindi soprattutto procedurali e sanzionatorie.

Chi paga o dichiara in ritardo: il ravvedimento operoso

Qui arriva la parte che interessa di più ai ritardatari. La disciplina del ravvedimento operoso per i tributi locali si allinea, dal 2027, a quella dei tributi erariali. In pratica il contribuente che si accorge di un errore o di un ritardo può sanarlo spontaneamente pagando una sanzione ridotta, tanto più bassa quanto più rapida è la regolarizzazione. 

Le principali novità sono due.

  • Più tempo per rimediare. Il contribuente potrà regolarizzare le violazioni anche dopo l'anno successivo, fino alla notifica dell'atto di accertamento esecutivo o di altri atti di contestazione. Prima, per i tributi locali, la finestra utile era molto più corta. Ora chi ha dimenticato un versamento Imu o una dichiarazione Tari ha una possibilità concreta di mettersi in regola, a patto di muoversi prima che arrivi l'atto del Comune.
  • Ravvedimento frazionato. Il decreto introduce l'applicazione del ravvedimento frazionato, che consente di sanare l'omesso versamento con pagamenti successivi, riducendo le sanzioni in proporzione alla quota di tributo effettivamente versata. Per famiglie e imprese in difficoltà di liquidità è un aiuto concreto: non serve avere subito tutta la somma per iniziare a ridurre la sanzione. 
Il consiglio pratico è semplice: prima si interviene, meno si paga. E se il Comune ha già avviato un controllo, il ravvedimento non è più utilizzabile.

Per chi valgono le novità

Le nuove regole riguardano un'ampia platea di cittadini

  • Proprietari di immobili, anche seconde e terze case, tenuti a dichiarare acquisti, cessioni, variazioni e perdita di agevolazioni.
  • Famiglie che cambiano casa, o che modificano il nucleo familiare, con impatto sulla Tari.
  • Imprese, negozi e professionisti che aprono, chiudono o trasferiscono locali e devono rispettare i 90 giorni.
  • Locatori e inquilini, per le dichiarazioni collegate ai contratti di affitto.
  • Strutture ricettive, coinvolte dalle nuove sanzioni su imposta di soggiorno e contributo di sbarco.
Il decreto rafforza anche il contraddittorio preventivo, cioè la possibilità di confrontarsi con l'ente prima che l'atto diventi definitivo. È una tutela in più per il contribuente, che potrà far valere le proprie ragioni con maggiore anticipo.

Domande frequenti

Le nuove sanzioni valgono anche per le violazioni passate?
No. Le regole non sono retroattive e si applicano alle violazioni commesse dal 2027.

La dichiarazione Imu si potrà ancora presentare in cartaceo?
No. Dal 2027 la trasmissione telematica diventa l'unica modalità ammessa.

Quanto si rischia con una dichiarazione Tari omessa?
Il 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro.

Posso ancora rimediare a un errore dopo un anno?
Sì, con il ravvedimento operoso esteso, purché prima della notifica di un atto di accertamento o di contestazione.

 






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...