Il rapporto Mal’Aria 2026 fotografa la qualità dell’aria in Lombardia: tra miglioramenti in alcune città, criticità in altre e nuove sfide europee, emergono dati sulle principali fonti di inquinamento e sulle strategie necessarie per il futuro.
L'analisi della situazione atmosferica presentata nel dossier "Mal’Aria 2026" di Legambiente mette in luce un quadro fatto di progressi e nuove sfide per i territori lombardi. Nonostante un trend di miglioramento negli ultimi anni, la Lombardia rimane distante dagli standard fissati dalla nuova direttiva europea, chiamata ad abbattere sostanzialmente i livelli di inquinamento entro il 2030. I risultati del rapporto evidenziano come il miglioramento sia il risultato di una serie di azioni settoriali, dall’ammodernamento dei mezzi di trasporto al progresso tecnologico in ambito industriale e domestic, ma il ritmo di adeguamento alle regole europee non appare ancora sufficiente. Questa “distanza” dai parametri europei è alimentata anche da politiche giudicate deboli e da investimenti ritenuti insufficienti da parte delle principali associazioni ambientaliste.
Negli ultimi dieci anni la Lombardia ha compiuto alcuni passi avanti nella riduzione delle concentrazioni di inquinanti atmosferici, in particolare delle polveri sottili (PM10 e PM2.5) e dei biossidi di azoto (NO2). La media regionale annuale delle polveri sottili nel 2025 si è attestata intorno ai livelli minimi dell’ultimo triennio, con una diminuzione graduale delle concentrazioni e una riduzione del numero di superamenti dei limiti imposti. Le tabelle di Arpa Lombardia mostrano che, in diversi capoluoghi, il valore limite di 40 µg/m³ (media annuale di PM10) è stato rispettato e in alcuni casi persino abbattuto in modo significativo.
Tabella riepilogativa dei capoluoghi lombardi (Valori 2025):
| Città | PM10 (µg/m³) | PM2.5 (µg/m³) | NO2 (µg/m³) | Superamenti limiti PM10 |
| Varese | 18 | 13 | 19 | 2 |
| Lecco | 19 | 13 | 23 | 5 |
| Sondrio | 21 | 17 | 19 | 9 |
| Milano | — | — | 32 | 66 |
| Monza | — | 25 | — | 48 |
| Cremona | 31 | — | — | 44 |
Il trend positivo si registra principalmente nei centri storicamente meno esposti, come Lecco, Sondrio e Varese, con valori in taluni casi già in linea con i parametri comunitari. In controtendenza invece la Bassa Padana e diversi grossi capoluoghi, dove permangono livelli di inquinamento critici, in particolare rispetto a PM10 e PM2.5.
Varese e Lecco emergono nel panorama regionale per le performance più soddisfacenti nella qualità dell'aria. Varese, definita “città giardino" anche per l’estensione di aree verdi, presenta i valori annuali più bassi di tutta la regione sia per PM10 che per NO2, situandosi già oggi sotto il futuro limite europeo di 20 µg/m³ per entrambi i parametri. Anche per il PM2.5 il valore cittadino (13 µg/m³) si contraddistingue come il più contenuto tra i capoluoghi, sebbene sia richiesta ancora una riduzione del 25% per rispettare la direttiva 2030.
Lecco segue a breve distanza con risultati altrettanto incoraggianti: PM10 e PM2.5 ai minimi storici e un livello di superamenti dei limiti giornalieri molto contenuto (5 giorni nel gennaio 2026, contro una soglia annuale di 35). Entrambe le città dimostrano una traiettoria virtuosa anche grazie a strategie di mobilità sostenibile, interventi su edifici pubblici e uso più efficiente delle risorse energetiche.
Se numerosi capoluoghi lombardi hanno registrato trend in miglioramento, il quadro resta preoccupante nella Bassa Padana e nei poli urbani di Milano e Monza. Nel 2025 Milano ha contato 66 superamenti del limite giornaliero di PM10 (contro i 35 consentiti), mentre Monza ha registrato ben 48 giorni sopra soglia. Anche altre città come Lodi e Cremona risultano lontane dai nuovi parametri europei, con periodi prolungati di sforamento.
Questi territori presentano livelli particolarmente elevati di inquinanti legati sia all’elevata densità veicolare che all’intensa presenza di allevamenti e attività agricole zootecniche. La zona rossa, secondo il report, continua a coinvolgere i territori della bassa bresciana, bergamasca, cremonese e mantovana dove le condizioni meteo sfavorevoli e la concentrazione degli allevamenti limitano l’efficacia dei provvedimenti adottati finora.
Alcuni dati di rilievo per gennaio 2026:
L’analisi delle fonti di emissione in Lombardia mostra specificità settoriali marcate:
| Fonte | % Riduzione |
| Traffico (NOx) | -28% |
| Riscaldamento (PM2.5) | -21% |
| Industria (COV) | -18% |
| Agricoltura (NH3) | 0% |
La presenza di allevamenti intensivi è particolarmente rilevante nella bassa lombarda, rappresentando l’ostacolo principale a ulteriori miglioramenti.
L’entrata in vigore della nuova direttiva europea impone uno scenario di cambiamento drastico per tutta la regione. Dal 2030 i limiti saranno più stringenti: PM10 e NO2 a 20 µg/m³, PM2.5 a 10 µg/m³, rispetto agli attuali 40 µg/m³ per il PM10 e 25/30 µg/m³ per le altre categorie. Se queste soglie fossero applicate già ora, oltre la metà dei capoluoghi lombardi sarebbe fuori legge, soprattutto per PM10 e PM2.5.
La nuova procedura di infrazione lanciata a inizio 2026 dalla Commissione Europea sottolinea come l’Italia non abbia ancora adeguato il proprio Programma di controllo dell’inquinamento atmosferico alla direttiva NEC 2016/2284. Questa nuova azione si aggiunge alle tre sanzioni extragiudiziali degli ultimi anni (sentenze della Corte di Giustizia UE su PM10 nel 2020 e NO2 nel 2022, oltre al mancato rispetto per PM2.5). Di fatto, l’inadempienza alle direttive europee rischia di avere costi sanitari ed economici sempre più gravi per la cittadinanza lombarda.
Secondo i dati ISPRA, la sola Lombardia immette nell’atmosfera 420.000 tonnellate di inquinanti “transfrontalieri”—più del 20% del totale nazionale—senza contare le 325.000 tonnellate di metano. Il divario tra risultati ottenuti e target 2030 impone, dunque, un’accelerazione sostanziale nelle politiche ambientali locali e nazionali.
Il confronto tra le scelte della Regione Lombardia e le proposte di Legambiente riflette visioni differenti sulla via da intraprendere per migliorare la qualità atmosferica nei prossimi anni.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...