Doppia prova su Jeep Compass ibrida plug-in 2026 e 4xe: design rinnovato, tecnologie avanzate, nuovi motori plug-in ed elettrici, esperienza su strada e off-road, consumi, autonomia, pro e contro.
Quando si parla di SUV mid-size elettrificati, il marchio americano con anima italiana si conferma protagonista anche nel 2026. Ho avuto la possibilità di mettere alla prova, su strada e fuori, sia la versione plug-in del nuovo modello Compass sia la variante a trazione integrale 4xe, oggi regina full electric delle prestazioni off-road nel segmento.
L'esperienza acquisita durante questo doppio test mi ha permesso di cogliere profonde differenze ma anche inaspettate somiglianze tra queste due anime del SUV Jeep, tra gestione cittadina, itinerari extraurbani e percorsi impervi da veri appassionati. L'evoluzione rispetto alla passata generazione è netta, e la rivoluzione tecnologico-stilistica emerge fin dal primo contatto.
Il design della nuova generazione si impone con un'impronta robusta e moderna, mantenendo i richiami iconici al DNA Jeep: la classica griglia anteriore a sette feritoie, ora ridisegnata e illuminata, e linee scolpite che accentuano il carattere avventuroso del modello. L'incremento delle dimensioni, lunghezza che sfiora i 4,55 metri e passo superiore a 2,8 metri, rende la silhouette più equilibrata e filante, senza togliere la tipica percezione di solidità e sicurezza.
Rispetto alla generazione precedente, si nota una maggiore attenzione all'efficienza aerodinamica e ai dettagli funzionali: scanner e telecamere sono protetti da posizionamenti rialzati, mentre paraurti e passaruota, soprattutto sulla 4xe, presentano protezioni aggiuntive per resistere all'uso gravoso. I grandi cerchi, fino a 20, e la firma luminosa a X delle luci posteriori, unite al logo illuminato, completano un profilo distintivo dal forte impatto visivo.
La qualità costruttiva è elevata. Le lamiere solidali alla piattaforma STLA Medium di Stellantis e le plastiche premium negli assemblaggi principali trasmettono un senso di cura vera. Il peso è importante (quasi due tonnellate nelle versioni da listino più ricche), ma la struttura è progettata per garantire sicurezza, rigidezza e confort anche in caso di uso intensivo. L'altezza minima da terra, sopra i 20 cm (fino a 21 sulla 4xe), consente di affrontare ostacoli e guadi ben oltre la media del segmento.
Entrando nell'abitacolo si percepisce un netto salto generazionale rispetto al passato: la plancia si fa moderna grazie a due grandi display, con un quadro strumenti digitale da 10 e un impressionante schermo centrale touch da 16 a sviluppo orizzontale, il più ampio del segmento, spesso affiancato da head-up display e dettagli hi-tech.
I comandi fisici, presenti e ben studiati sotto il monitor e sulle razze del volante di nuova concezione, aiutano nella gestione di clima, audio e settaggi rapidi. La qualità percepita è elevata sull'anteriore, con plastiche morbide e inserti antiscivolo ben lavorati. Appena meno raffinati ma funzionali i materiali dei pannelli posteriori.
La spaziosità a bordo sorprende: passo e dimensioni generose regalano ottima abitabilità sia davanti, sia dietro, dove il pavimento quasi piatto e l'ampio divano assicurano comfort anche per cinque. La presenza di numerose prese USB e vani portaoggetti (fino a 34 L totali) completa la dotazione utile per chi viaggia spesso in famiglia. ll bagagliaio raggiunge i 550 litri effettivi in tutte le versioni, con sedili posteriori abbattibili 40:20:40 e piano modulare.
Sul piano tecnologico, si evidenziano soluzioni come l'integrazione ChatGPT per i comandi vocali, la piastra di ricarica wireless ventilata e le dotazioni ADAS di livello 2 (dal cruise control adattivo all'assistente corsia e al traffic jam). Le differenze tra plug-in e 4xe, a livello di dotazione multimediale e funzionalità, sono principalmente legate alle esigenze specifiche di autonomia o gestione della trazione.
La gamma 2026 offre tre anime principali:
Durante il test su strada, la nuova versione plug-in ha mostrato un equilibrio notevole tra prestazioni, comfort e consumo effettivo. Si parte sempre in modalità elettrica: muoversi silenziosi tra traffico urbano, parcheggi e brevi spostamenti è routine concreta, specie se si ricarica quotidianamente la batteria. In città, la percorrenza in solo elettrico reale si attesta tra i 70 e gli 80 km, in linea con le promesse e più che sufficiente per le esigenze quotidiane di molti.
Sulle extraurbane, il sistema ibrido alterna con intelligenza termico ed elettrico, assicurando fluidità sia in modalità híbrida automatica sia in modalità conservazione della carica per lasciare energia in riserva (utile se si entra in ZTL o zone green). Le riprese sono pronte, il cambio automatico a 7 rapporti lavora in modo rapido e la transizione tra le due unità è morbida. Solo in accelerazioni decise si fa sentire acusticamente il 1.6, ma senza fastidio e con un buon livello di insonorizzazione dell'abitacolo.
I consumi reali si dimostrano molto competitivi se si sfrutta la ricarica giornaliera (2,7-2,9 L/100 km dichiarati; 3,5-4,5 reali in ciclo misto), mentre su percorsi solo autostradali e senza batterie cariche la media supera facilmente i 7,5 L/100 km. In sintesi: è una vettura che premia chi può gestirne la ricarica con regolarità e predilige tragitti urbani-extraurbani. La gestione energetica, monitorabile tramite l'app, permette di programmare la carica, visualizzare statistiche, preclimatizzare l'abitacolo e ottimizzare i costi di utilizzo. Il caricatore di bordo si limita ai 7,4 kW, quindi una ricarica completa richiede circa 3 ore alle colonnine AC.
Quando si passa al modello 4xe, il test si trasforma: il silenzio della marcia elettrica lascia spazio a una trazione integrale che sorprende in ogni occasione. La batteria da 96 kWh dà accesso a oltre 600 km di autonomia WLTP, con circa 400 in contesti reali anche su percorsi più movimentati. Ho affrontato diversi tipi di off-road, dal semplice sterrato al fango più impegnativo e guadi profondi, riscontrando spesso un livello di motricità e di controllo paragonabile solo a modelli di categoria superiore.
Gli angoli caratteristici eccellenti (28° attacco, 17° dosso, 31° uscita), il software di gestione della coppia tra avantreno e retrotreno e la funzione 4WD Lock garantiscono aderenza e modulazione istantanea: la risposta dei due motori elettrici è immediata, senza quei rallentamenti tipici delle 4x4 tradizionali. Il selettore Selec-Terrain, ora ancora più evoluto, consente di ottimizzare la trazione nei diversi scenari (Sand/Mud, Snow, Rock).
Le sospensioni rialzate e i pneumatici all-season, abbinati a tarature specifiche per la 4xe, rendono più precisa la gestione degli ostacoli, anche se su dossi ripetuti e fondo estremamente sconnesso la massa si fa sentire. L'autonomia elevata e la possibilità di ricarica DC fino a 170 kW permettono, tra un'escursione e l'altra, di ridurre i tempi di fermo. L'unica vera limitazione? L'esigenza di pianificare la ricarica in base ai punti disponibili se si parte per avventure lontane dalle vie principali. Pro e contro delle nuove Jeep Compass ibride e 4xe sono:
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...