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Liquidità 2026: dove e come investirla e quanto mantenerla sui conti correnti secondo gestori, banche ed esperti

di Marcello Tansini pubblicato il
Gestori, banche ed esperti

Nel 2026 la gestione della liquidità impone scelte consapevoli tra cautela ed opportunità, guidati dalle analisi di gestori, banche ed esperti. Strategie, rischi, strumenti e soluzioni.

L'attuale contesto è caratterizzato da grande incertezza geopolitica, volatilità nei mercati e nuove soluzioni a disposizione sia per il pubblico retail che per gli investitori istituzionali. Le oscillazioni di borsa degli ultimi anni e le tensioni internazionali hanno inciso sulla percezione del rischio, rendendo ancora più importante valutare in modo consapevole se e quanto capitale mantenere fermo sui conti e come diversificare gli investimenti.

La gestione della liquidità non coinvolge solo la ricerca di rendimento, ma anche la sicurezza dei propri risparmi e la possibilità di cogliere, quando disponibili, opportunità sui mercati. Secondo dati e analisi provenienti da realtà accreditate come Morningstar e dalla testimonianza di consulenti finanziari come Fabrizio Taccuso, gli italiani sono ancora molto orientati ad accumulare liquidità, con la somma sui conti correnti che ha raggiunto livelli record. Questa tendenza, tuttavia, presenta rischi sottovalutati: l'inflazione residua e i rendimenti modesti delle soluzioni più sicure rendono necessario ripensare l'approccio al risparmio.

Scenari economici e di mercato per il 2026 secondo gestori ed esperti

Sul piano macroeconomico il 2026 si preannuncia come un anno di transizione e alta complessità, con diversi punti di attenzione che influenzeranno l'allocazione della liquidità. Gli analisti di Morningstar evidenziano che i mercati hanno abituato gli investitori a repentini cambiamenti e che l'errore più comune resta quello di inseguire le mode di breve termine. Nel nuovo scenario, la presenza di conflitti geopolitici irrisolti (Russia-Ucraina, Medio Oriente), una ripresa selettiva nei settori tecnologici e industriali e la debolezza di alcune grandi valute come il dollaro, portano l'accento sulla necessità di equilibrio. Le case di investimento internazionali (tra cui BlackRock, Amundi, Goldman Sachs, Robeco e J.P. Morgan Asset Management) suggeriscono di puntare su una strategia flessibile e resistente agli shock:

  • Le obbligazioni tornano a risultare rilevanti grazie a tassi più interessanti e a dinamiche monetarie variegate tra Stati Uniti, Europa e Giappone.
  • L'azionario mantiene un ruolo chiave solo con una forte selettività settoriale e geografica, privilegiando la tecnologia, la transizione energetica, i settori difensivi (utilities, salute) e i mercati emergenti con crescita strutturale.
  • L'investimento immobiliare viene valorizzato, soprattutto in realtà come Stati Uniti e Asia, per capacità di offrire rendimento in ogni scenario.
L'incertezza sulle politiche fiscali, l'esposizione ai dazi e la volatilità legata ai dati macro hanno spinto gli asset manager a consigliare sulla base dei cicli e non delle previsioni estemporanee. Come ricorda Roberta Caffaratti, giornalista esperta di mercato, ogni fase economica porta con sé rischi e nuove chance: la competenza sta nel creare uno schema di allocazione robusto e adattivo.

Quanto mantenere in liquidità sui conti correnti

Quanto denaro detenere in liquidità è una delle domande più ricorrenti nelle fasi di incertezza. Banche, gestori e consulenti raccomandano di non eccedere con le somme lasciate sui conti correnti. Secondo Analisi&Ricerche Fabi, nel 2024 la liquidità depositata dagli italiani ha superato i 1.360 miliardi di euro, segnale di un atteggiamento di prudenza ma anche di rischi non trascurabili dovuti all'inflazione e al basso rendimento:

  • Consulenti indipendenti come Fabrizio Taccuso sottolineano che la liquidità dovrebbe essere proporzionata ai bisogni personali di sicurezza e pianificazione. In media, è consigliabile mantenere una quota tra 3 e 6 mesi di spese correnti, riservando il resto per investimenti diversificati.
  • Le banche suggeriscono ai clienti di distinguere tra fondi per le necessità immediate (conto corrente) e riserve per eventi inattesi (conto deposito o fondi monetari), chiarendo che eccedere nella ricerca di sicurezza può erodere il valore reale del risparmio.
La corretta gestione della liquidità sul conto deve essere uno degli elementi cardine del piano finanziario, non solo in periodi di incertezza ma anche in fasi di mercato favorevoli. L'eccesso di prudenza rischia, a lungo termine, di penalizzare la crescita del patrimonio personale.

Opzioni per investire la liquidità nel 2026

Chi intende remunerare la parte più liquida del proprio patrimonio nel 2026 può scegliere tra diversi strumenti a basso rischio. Conti deposito e titoli di Stato rappresentano le scelte preferite per chi cerca stabilità e semplicità, nonostante i rendimenti siano meno elevati rispetto ad altre fasi del mercato:

  • Conti deposito: le offerte standard sono divenute meno vantaggiose rispetto al picco dei tassi, con banche che riservano condizioni migliori solo in presenza di promozioni temporanee e nuovi clienti. Gestori e testate specializzate raccomandano una gestione attiva: confrontare periodicamente le condizioni, valutare l'affidabilità degli istituti ed evitare soluzioni a lunghissimo termine vincolate.
  • Titoli di Stato: nel 2026 i rendimenti dei BTP e dei buoni postali tornano interessanti ma richiedono attenzione alle tendenze sui tassi d'interesse e all'impatto fiscale. Gli esperti indicano che il rendimento reale è più rilevante del rendimento nominale.
  • Fondi monetari e liquidità gestita: consentono una diversificazione più ampia anche tramite strumenti di breve durata e basso rischio. Nuove formule di gestione (come i portafogli Liquidità+ proposti da gestori indipendenti) uniscono flessibilità, controllo del rischio e gestione attiva, anche a fronte di rendimenti contenuti.
La chiave è valutare attentamente il bilanciamento tra rischio, flessibilità e obiettivi finanziari personali.

Investire in obbligazioni e azioni nel 2026: strategie e rischi

Allocare una parte della liquidità verso strumenti più remunerativi resta centrale in ogni strategia. Secondo l'analisi di asset manager come Amundi, BlackRock e Robeco, il 2026 sancisce il ritorno d'interesse sulle obbligazioni, in particolare corporate di alta qualità e titoli high yield con selezione attenta dei rischi. L'ambiente di tassi in lenta discesa suggerisce prudenza sulla duration e focus su bond con rating favorevoli:

  • Azioni: le preferenze vanno verso titoli quotati su mercati evoluti (Stati Uniti, Europa e Giappone) e verso i settori legati a tecnologia, salute e transizione energetica. L'importanza della diversificazione geografica e settoriale è confermata da J.P. Morgan e Morgan Stanley, che evidenziano opportunità anche nei mercati emergenti (India e Cina) dove la crescita strutturale può offrire potenzialità superiori alla media mondiale.
  • Obbligazioni: i gestori suggeriscono di selezionare fondi o titoli orientati a emissioni governative solide o emissioni societarie con fondamentali stabili. Servono attenzione ai cambiamenti normativi e ai rischi macroeconomici, con la possibilità di ricorrere anche a debito dei mercati emergenti in valuta locale per chi cerca un extra-rendimento.
Il rischio maggiore, secondo gli specialisti, deriva dall'assenza di una strategia chiara e dalla concentrazione su singole soluzioni senza opportuna diversificazione. La costruzione del portafoglio nel 2026 va impostata con orizzonte di lungo periodo, attenzione alla volatilità e gestione attiva per bilanciare le incognite dei trend globali.

Gestione attiva della liquidità: quando e come spostarla

Il 2026 è contraddistinto dalla necessità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti e di adottare una gestione dinamica della propria liquidità. Le fonti consigliano di monitorare continuamente nuove offerte e condizioni sui prodotti a basso rischio come conti deposito, fondi monetari, titoli di Stato di breve periodo e soluzioni promozionali temporanee messe a disposizione dalle banche:

  • La diversificazione temporale: suddividere la liquidità tra strumenti a breve, medio e lungo termine consente di beneficiare, in modo quasi sempre più vantaggioso, della variabilità dei tassi di interesse.
  • Revisione periodica del portafoglio: l'attività di spostamento tra diversi strumenti deve essere guidata da esigenze personali ma anche da evoluzione dei tassi di mercato e profilatura del rischio.
  • Gestori come Moneyfarm sottolineano l'importanza di approfittare di campagne promozionali e di evitare il vincolo su singoli prodotti nel lungo periodo.
La gestione attiva della liquidità richiede competenza e attenzione ai dettagli: una postura troppo statica può portare a minore rendimento reale e maggior esposizione ai costi occulti.

Investire piccole somme e l'alternativa ETF, fondi e PAC

La rivoluzione dell'accesso ai mercati finanziari ha consentito anche a chi dispone di capitali contenuti di beneficiare di strategie normalmente riservate ai grandi investitori. Secondo dati di Fabi e le analisi dei team di gestori come Moneyfarm, oggi è possibile:

  • Investire piccole somme tramite app digitali, piani di accumulo (PAC) e servizi personalizzati basati su ETF (fondi a gestione passiva caratterizzati da costi minimi e ampia diversificazione)
  • Pianificare nel tempo attraverso versamenti ricorrenti, ad esempio con PAC da 100 euro al mese, per costruire gradualmente un portafoglio ampio e resiliente.
  • Accedere a fondi sostenibili ed etici, per conciliare i propri valori e la gestione del rischio, anche con capitali limitati.
Gli ETF - indicati dagli specialisti come la migliore soluzione a basso costo - consentono di investire in interi mercati o settori con un solo acquisto, minimizzando il rischio specifico e sfruttando l'effetto della diversificazione anche per micro-investitori.