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Lavorare subito, ITS, corsi post diploma o università: come scegliere basandosi su dati reali non con i luoghi comuni

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il
Lavorare subito ITS corsi post diploma universita come scegliere

Ogni anno, tra giugno e settembre, centinaia di migliaia di diciannovenni italiani si trovano davanti alla stessa domanda: cercare un lavoro subito dopo il diploma, iscriversi a un ITS Academy oppure puntare sull'università. Cosa scegliere.

Ogni anno, tra giugno e settembre, centinaia di migliaia di diciannovenni italiani si trovano davanti alla stessa domanda: cercare un lavoro subito dopo il diploma, iscriversi a un ITS Academy oppure puntare sull'università. Le opinioni che circolano tra parenti, insegnanti e social network sono spesso datate o basate su impressioni personali. I dati ufficiali di INDIRE, AlmaLaurea e ISTAT raccontano però una realtà più articolata, dove non esiste una scelta oggettivamente migliore in assoluto, ma solo una scelta più coerente con obiettivi, attitudini e territorio di partenza.

Lavoro subito dopo il diploma: cosa dicono davvero i numeri

Chi decide di entrare nel mercato del lavoro appena diplomato affronta un percorso più lento di quanto si creda. Le rilevazioni più recenti mostrano che appena il 38% dei diplomati ha trovato un'occupazione a due anni dalla maturità, un dato che smonta l'idea del diploma come lasciapassare immediato per un impiego stabile.

Anche sul fronte economico la partenza è modesta. A un anno dal diploma, chi lavora a tempo pieno percepisce in media 965 euro netti al mese, cifra che sale a 1.082 euro dopo tre anni e a 1.187 euro dopo cinque. Sono numeri che salgono con l'anzianità di servizio, ma restano nettamente inferiori a quelli di chi ha un titolo di studio terziario.

Questo non significa che entrare subito nel mondo del lavoro sia una scelta sbagliata: per alcuni indirizzi tecnici e professionali, per chi ha già competenze pratiche specifiche o per chi deve sostenere la famiglia, può essere l'opzione più razionale. Significa però che conviene farlo con consapevolezza, magari accompagnando l'ingresso nel lavoro con corsi di specializzazione o certificazioni che aumentino il valore di mercato nel tempo.

ITS Academy: numeri da record secondo il monitoraggio INDIRE 2025

Il sistema degli ITS Academy, i percorsi tecnici superiori post diploma della durata di due o tre anni, ha conosciuto una crescita costante negli ultimi dieci anni, passando da 63 percorsi attivi nel 2013 a 450 nel 2023. Il monitoraggio nazionale INDIRE 2025, realizzato su incarico del Ministero dell'Istruzione, fotografa un sistema con tassi di occupazione tra i più alti in assoluto tra i percorsi post diploma italiani.

I dati principali:

  • L'84% dei diplomati ITS trova un contratto di lavoro entro dodici mesi dal conseguimento del titolo, con punte del 90% nel Sistema meccanica e picchi ancora superiori in alcune fondazioni del Nord.
  • Il 93% degli occupati svolge un'attività coerente con il percorso di studi seguito, un valore che indica un basso livello di sovraqualificazione o di lavori "di ripiego".
  • Solo il 34,3% ha però un contratto a tempo indeterminato o un'attività autonoma stabile, il resto lavora con forme contrattuali più flessibili, un aspetto da tenere presente quando si valuta la solidità dell'inserimento.
  • Il divario territoriale resta marcato: nelle regioni del Nord il tasso storico di occupazione supera l'80%, con Veneto e Friuli Venezia Giulia oltre l'88%, mentre in Calabria e Campania scende sotto il 70%.
Sul fronte retributivo, i diplomati ITS partono spesso con stipendi vicini a quelli dei laureati triennali, con differenze che oscillano tra il 5% e il 15% a seconda del settore, un dato interessante se si considera che il percorso ITS dura la metà di una laurea magistrale.

Università: cosa emerge dal Rapporto AlmaLaurea 2025

Sul fronte universitario, il quadro tracciato dall'ultima indagine di AlmaLaurea, che ha coinvolto circa 690mila laureati di 81 atenei, è il più positivo dell'ultimo decennio.

I punti chiave:

  • Il tasso di occupazione a un anno dalla laurea è del 78,6%, sia per i laureati triennali sia per quelli magistrali, in crescita di 4,5 e 2,9 punti percentuali rispetto all'anno precedente.
  • A cinque anni dal titolo il tasso di occupazione sale oltre il 90%: 92,8% per i laureati di primo livello e 89,7% per quelli di secondo livello.
  • Le retribuzioni nette a un anno dalla laurea sono pari a 1.492 euro mensili per i triennali e 1.488 euro per i magistrali, con un aumento reale significativo rispetto al 2023 dopo due anni di erosione dovuta all'inflazione.
  • A cinque anni le cifre salgono a 1.770 euro per i triennali e a 1.847 euro per i magistrali.
Guardando al lungo periodo, i dati ISTAT confermano il vantaggio del titolo universitario: nel 2024 il tasso di occupazione dei laureati tra 25 e 64 anni ha toccato l'84,7%, il valore più alto mai registrato, superiore di 10,7 punti rispetto ai diplomati (74%) e di quasi 30 punti rispetto a chi ha al massimo la licenza media (55%). Sul piano retributivo, l'OCSE segnala che, posto a 100 lo stipendio di un diplomato italiano, un laureato guadagna in media 138.

Il confronto diretto: ITS, laurea e lavoro subito a bocce ferme

Mettendo in fila i dati, alcune conclusioni emergono con chiarezza, senza bisogno di ricorrere ai luoghi comuni su "la laurea che serve solo per un pezzo di carta" o su "gli ITS come scelta di serie B":

  • Sulla velocità di inserimento, gli ITS vincono nettamente: l'84% trova lavoro entro un anno, contro il 78,6% dei laureati e percentuali molto più basse per chi si ferma al diploma senza ulteriori percorsi.
  • Sulla coerenza tra studi e lavoro, gli ITS registrano il 93%, un valore altissimo dovuto alla progettazione dei corsi insieme alle imprese partner, che nel sistema ITS Academy sono oltre 4.400.
  • Sulla retribuzione di lungo periodo, la laurea magistrale mantiene un vantaggio strutturale, soprattutto dopo i cinque anni, quando il differenziale con diplomati e ITS tende ad ampliarsi ulteriormente con l'anzianità.
  • Sulla stabilità contrattuale, nessuno dei tre percorsi garantisce automaticamente un tempo indeterminato: solo un terzo circa dei diplomati ITS occupati ha un contratto stabile, mentre tra i laureati magistrali a cinque anni la quota di occupati in tempo indeterminato o lavoro autonomo cresce ma non è comunque garantita a tutti.
  • Sul rischio di restare fuori dal sistema, i dati ISTAT più recenti mostrano che il 13,3% dei giovani italiani tra 15 e 29 anni è NEET, cioè non studia, non lavora e non è in formazione, con punte superiori al 20% in Calabria, Sicilia e Campania. Questo dato ricorda che il vero rischio da evitare non è tanto scegliere il percorso "sbagliato", quanto restare fermi senza intraprenderne alcuno.

Come scegliere in base ai propri obiettivi e interessi

Con questi numeri sul tavolo, la scelta diventa più una questione di profilo personale che di gerarchia tra i percorsi.

Chi ha interessi tecnici e pratici, vuole entrare rapidamente nel mondo del lavoro con competenze specifiche e non ha particolare interesse per un percorso teorico lungo, trova negli ITS Academy un canale con tempi di inserimento brevi e alta coerenza tra formazione e impiego, soprattutto se residente in regioni del Nord o del Centro dove il tessuto industriale è forte.

Chi ha ambizioni professionali che richiedono un titolo abilitante (medicina, giurisprudenza, architettura, insegnamento) o punta a ruoli manageriali, di ricerca o internazionali, trova nell'università il percorso obbligato, con un ritorno economico che si consolida progressivamente nei cinque anni successivi alla laurea.

Chi valuta di iniziare subito a lavorare dovrebbe considerare seriamente l'affiancamento di corsi brevi, certificazioni di settore o percorsi serali, per non restare bloccato su retribuzioni di ingresso che, secondo i dati, restano sotto i mille euro netti per diversi anni.

In tutti i casi, la variabile che pesa di più non è il tipo di percorso in sé, ma la coerenza tra scelta formativa e settore produttivo del territorio in cui si vive, insieme alla disponibilità a informarsi con dati aggiornati prima di decidere, invece di affidarsi a stereotipi che i numeri di INDIRE, AlmaLaurea e ISTAT smentiscono puntualmente ogni anno.






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Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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