Ogni anno, tra giugno e settembre, centinaia di migliaia di diciannovenni italiani si trovano davanti alla stessa domanda: cercare un lavoro subito dopo il diploma, iscriversi a un ITS Academy oppure puntare sull'università. Cosa scegliere.
Ogni anno, tra giugno e settembre, centinaia di migliaia di diciannovenni italiani si trovano davanti alla stessa domanda: cercare un lavoro subito dopo il diploma, iscriversi a un ITS Academy oppure puntare sull'università. Le opinioni che circolano tra parenti, insegnanti e social network sono spesso datate o basate su impressioni personali. I dati ufficiali di INDIRE, AlmaLaurea e ISTAT raccontano però una realtà più articolata, dove non esiste una scelta oggettivamente migliore in assoluto, ma solo una scelta più coerente con obiettivi, attitudini e territorio di partenza.
Chi decide di entrare nel mercato del lavoro appena diplomato affronta un percorso più lento di quanto si creda. Le rilevazioni più recenti mostrano che appena il 38% dei diplomati ha trovato un'occupazione a due anni dalla maturità, un dato che smonta l'idea del diploma come lasciapassare immediato per un impiego stabile.
Anche sul fronte economico la partenza è modesta. A un anno dal diploma, chi lavora a tempo pieno percepisce in media 965 euro netti al mese, cifra che sale a 1.082 euro dopo tre anni e a 1.187 euro dopo cinque. Sono numeri che salgono con l'anzianità di servizio, ma restano nettamente inferiori a quelli di chi ha un titolo di studio terziario.
Questo non significa che entrare subito nel mondo del lavoro sia una scelta sbagliata: per alcuni indirizzi tecnici e professionali, per chi ha già competenze pratiche specifiche o per chi deve sostenere la famiglia, può essere l'opzione più razionale. Significa però che conviene farlo con consapevolezza, magari accompagnando l'ingresso nel lavoro con corsi di specializzazione o certificazioni che aumentino il valore di mercato nel tempo.
Il sistema degli ITS Academy, i percorsi tecnici superiori post diploma della durata di due o tre anni, ha conosciuto una crescita costante negli ultimi dieci anni, passando da 63 percorsi attivi nel 2013 a 450 nel 2023. Il monitoraggio nazionale INDIRE 2025, realizzato su incarico del Ministero dell'Istruzione, fotografa un sistema con tassi di occupazione tra i più alti in assoluto tra i percorsi post diploma italiani.
I dati principali:
Sul fronte universitario, il quadro tracciato dall'ultima indagine di AlmaLaurea, che ha coinvolto circa 690mila laureati di 81 atenei, è il più positivo dell'ultimo decennio.
I punti chiave:
Mettendo in fila i dati, alcune conclusioni emergono con chiarezza, senza bisogno di ricorrere ai luoghi comuni su "la laurea che serve solo per un pezzo di carta" o su "gli ITS come scelta di serie B":
Chi ha interessi tecnici e pratici, vuole entrare rapidamente nel mondo del lavoro con competenze specifiche e non ha particolare interesse per un percorso teorico lungo, trova negli ITS Academy un canale con tempi di inserimento brevi e alta coerenza tra formazione e impiego, soprattutto se residente in regioni del Nord o del Centro dove il tessuto industriale è forte.
Chi ha ambizioni professionali che richiedono un titolo abilitante (medicina, giurisprudenza, architettura, insegnamento) o punta a ruoli manageriali, di ricerca o internazionali, trova nell'università il percorso obbligato, con un ritorno economico che si consolida progressivamente nei cinque anni successivi alla laurea.
Chi valuta di iniziare subito a lavorare dovrebbe considerare seriamente l'affiancamento di corsi brevi, certificazioni di settore o percorsi serali, per non restare bloccato su retribuzioni di ingresso che, secondo i dati, restano sotto i mille euro netti per diversi anni.
In tutti i casi, la variabile che pesa di più non è il tipo di percorso in sé, ma la coerenza tra scelta formativa e settore produttivo del territorio in cui si vive, insieme alla disponibilità a informarsi con dati aggiornati prima di decidere, invece di affidarsi a stereotipi che i numeri di INDIRE, AlmaLaurea e ISTAT smentiscono puntualmente ogni anno.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...