La guida completa e aggiornata sul 5x1000 per il 730 2026: novità legislative, destinatari, categorie beneficiarie e modalità operative. Tutto ciò che occorre sapere per gestire correttamente la scelta e comprendere il suo impatto sociale.
La finestra per scegliere il destinatario del 5x1000 nel 730 2026 è già aperta e cresce la competizione tra enti di ogni settore. Decidere con consapevolezza oggi può creare un impatto sociale duraturo, ma occorre orientarsi tra migliaia di organizzazioni accreditate in liste sempre più dinamiche. Nel 2026 il rischio di commettere errori tecnici o perdere opportunità aumenta: la riforma normativa e la soppressione delle vecchie ONLUS impongono aggiornamenti della lista degli enti ammissibili e nuove attenzioni pratiche da parte di chi compila la dichiarazione. Quali sono i passaggi chiave per scegliere davvero bene? Perché questa azione pesa ancora di più rispetto agli anni precedenti? In un contesto sempre più selettivo, la corretta individuazione del beneficiario non è più un dettaglio formale: è la leva che consente di tradurre una quota della propria Irpef in sostegno reale e monitorabile. In queste righe, supportate da dati ufficiali e spiegazioni tecniche, si affrontano opzioni concrete e domande cruciali sull’attuale panorama del 5x1000.
Significative novità caratterizzano l’assegnazione del 5x1000 per il 2026. Il cambiamento più impattante riguarda la soppressione definitiva dell’Anagrafe delle ONLUS dal 1° gennaio 2026. Gli enti che erano iscritti come ONLUS devono presentare domanda di iscrizione al Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS) entro il 31 marzo 2026, pena la decadenza dal diritto di ricevere il 5x1000. Per i contribuenti significa che molti enti storicamente presenti ora devono soddisfare criteri aggiornati e il proprio ente preferito potrebbe aver cambiato status.
La migrazione al RUNTS comporta una lista revisionata degli enti. In aggiunta, le scadenze rimangono allineate ai principali adempimenti fiscali, ma variano leggermente nelle modalità operative delle associazioni sportive dilettantistiche (ASD), che devono riferirsi all’elenco permanente del CONI o iscriversi nelle finestre annuali previste.
Altra modifica rilevante è una maggiore trasparenza nei dati: il cassetto fiscale degli enti beneficiari mostra ora ripartizioni territoriali, scelte espresse per Regione e Provincia, e importi suddivisi per categoria. Maggiore tracciabilità e aggiornamenti sugli elenchi ufficiali diventano cruciali per enti e contribuenti.
La normativa prevede che ogni contribuente possa destinare il 5x1000 della propria Irpef a un ente iscritto nell’elenco degli ammessi attraverso la dichiarazione dei redditi (modello 730, Modello Redditi Persone Fisiche) o, per chi non presenta la dichiarazione, tramite la scheda allegata alla Certificazione Unica.
Il funzionamento è semplice:
L’attribuzione avviene dopo la raccolta e verifica degli elenchi, con accredito ai beneficiari nella seconda metà dell’anno successivo; la somma assegnata dipende dall’Irpef pagata e dalle scelte espresse.
Scegliere con attenzione il beneficiario permette di supportare realtà che riflettano i propri valori o che garantiscano un impatto sociale elevato. La destinazione va pensata tenendo conto di trasparenza, aggiornamento e efficacia delle attività dell’ente.
Nel 2026 le scadenze per esprimere la scelta sul 5x1000 seguono il calendario fiscale della dichiarazione dei redditi. Gli appuntamenti fondamentali sono:
L’elenco aggiornatissimo dei beneficiari 2026 si articola in settori precisi. Gli enti possono ricevere il contributo se sono ammessi nelle seguenti categorie:
Gli enti del Terzo Settore sono associazioni, fondazioni, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato ed ex ONLUS attive in ambiti sociali, assistenziali, educativi, culturali e sanitari. Dal 2026 la loro presenza tra i beneficiari è subordinata all’iscrizione nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Solo le ONLUS già accreditate al 31 dicembre 2025 possono accedere al contributo, a condizione che abbiano completato la trasmigrazione amministrativa entro il 31 marzo 2026.
I requisiti principali sono:
I soggetti ammessi operano nell’ambito della ricerca scientifica (università, enti pubblici o privati riconosciuti, fondazioni) e della ricerca sanitaria (ospedali, IRCCS, fondazioni sanitarie). L’inserimento nell’elenco avviene tramite accreditamento presso i Ministeri competenti (Salute, Università) e verifica annuale dei requisiti scientifici e amministrativi.
Le attività sostenibili includono: ricerche mediche, progetti contro malattie gravi, innovazione scientifica, sperimentazioni cliniche e borse di studio.
Anche il proprio Comune di residenza può essere destinatario, limitatamente alle attività sociali a beneficio dei residenti in difficoltà (supporto a famiglie con minori, sostegno ai disoccupati, servizi contro l’emarginazione sociale). Il contribuente, firmando la casella specifica, destina la quota all’ente locale; le somme restano vincolate dalle normative di trasparenza e devono essere utilizzate secondo criteri sociali.
Nella medesima area degli enti per beni culturali e paesaggistici rientrano soggetti che svolgono attività di conservazione, valorizzazione e diffusione del patrimonio culturale italiano.
Le ASD sono ammesse se iscritte nell’elenco permanente gestito dal CONI e se mantengono regolarmente i requisiti (affiliazione, svolgimento di attività sportiva dilettantistica, assenza di fini di lucro). La lista viene aggiornata ogni anno: le ASD di nuova costituzione o che hanno acquisito i requisiti possono iscriversi tra il 10 marzo e il 10 aprile, le altre vengono migrate d’ufficio. In caso di ritardo, è prevista la “remissione in bonis” fino al 30 settembre, con versamento di 250 euro.
La quota ricevuta va documentata nelle rendicontazioni annuali, obbligatoria sopra i 20.000 euro.
La scelta del destinatario determina direttamente l’impatto della quota Irpef destinata. Orientarsi solo su organizzazioni note personalmente o mediaticamente non garantisce la massima efficacia: alcune realtà utilizzano le risorse in modo molto più efficiente di altre.
Criteri utili per la scelta ragionata dell’ente:
Per esprimere la propria scelta basta apporre la firma nel riquadro destinato alla categoria prescelta della dichiarazione dei redditi (730, Redditi Persone Fisiche) e, se desiderato, del codice fiscale dell’ente specifico.
Per chi non presenta la dichiarazione, va compilata la scheda apposita allegata alla Certificazione Unica e trasmessa secondo le modalità previste (CAF, patronato, posta, intermediario, servizi online).
Se la dichiarazione viene presentata fuori termine, non è più possibile esprimere la scelta per il 5x1000 di quell’anno, e la possibilità resta rinviata all’anno fiscale successivo.
Perdite e ritardi possono essere parzialmente recuperati grazie alla dichiarazione tardiva (entro 90 giorni con sanzione ridotta) o dichiarazione integrativa/correttiva nell’apposita finestra autunnale (dal 25 ottobre all’11 novembre 2026).
I tre istituti sono scelte distinte e cumulabili tra loro: non si escludono a vicenda e possono essere tutte espresse nella stessa dichiarazione.
| Tipo | Destinazione | Note |
| 5x1000 | ETS, ricerca, Comuni, beni culturali, ASD | Quota IRPEF a finalità sociali e collettive |
| 8x1000 | Stato o confessioni religiose | Per opere religiose, assistenziali, umanitarie |
| 2x1000 | Partiti politici | Per il finanziamento pubblico alla politica |
La scelta del 5x1000 viene esercitata nella sezione omonima, senza influenzare le altre due opzioni. La destinazione di una quota non preclude l’esercizio dell’altra. Ogni sezione richiede una firma e, se desiderato, l’indicazione della specifica organizzazione.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...