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Terzo settore: le spiegazioni su iscrizione al Runts, imposte sui redditi e regime forfettario in circolare 1/E Agenzia Entrate

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di Marianna Quatraro pubblicato il

E' stata pubblicata la nuova circolare dell'Agenzia delle Entrate su Disposizioni in materia di imposte sui redditi e sulla qualificazione fiscale degli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore: cosa prevede e per chi

Con la pubblicazione della circolare n. 1/E, l'Agenzia delle Entrate apre una nuova fase per la disciplina fiscale degli enti del Terzo settore in Italia. Questo documento, firmato dal direttore Vincenzo Carbone e frutto di una consultazione pubblica con operatori e professionisti, fornisce una guida chiara sull’applicazione delle più recenti norme contenute nel Codice del Terzo settore (CTS). L’intervento normativo interessa la gestione fiscale di organismi che perseguono finalità civiche e solidaristiche, innalzando i livelli di trasparenza e favorendo una gestione più efficiente e conforme degli obblighi tributari.

Iscrizione al RUNTS e qualificazione fiscale degli Enti del Terzo Settore

La circolare delinea in dettaglio le modalità di iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo settore (RUNTS), che oggi rappresenta lo strumento centrale per la qualificazione degli enti non lucrativi. Per le realtà già censite nell’anagrafe delle Onlus fino al 31 dicembre dell’anno precedente, l’accesso al nuovo status di Ente del Terzo settore richiede la presentazione della domanda di iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo 2026. La domanda deve includere:

  • l’atto costitutivo e lo statuto aggiornati in base alle previsioni del CTS,
  • gli ultimi due bilanci approvati.
Una volta accolta la domanda, la qualifica di ETS decorre dall’inizio del periodo d’imposta, assicurando la continuità giuridica e fiscale dell’ente. La nuova normativa prevede inoltre la definitiva soppressione dell’anagrafe delle Onlus, con il conseguente passaggio verso il modello gestionale più attuale.

Dal punto di vista delle imposte sui redditi, diventa rilevante il criterio della non commercialità, parametro decisivo per l’inquadramento fiscale delle attività svolte. Un’attività di interesse generale è considerata "non commerciale" quando i corrispettivi non superano i costi effettivi di gestione; una soglia di tolleranza concede che i ricavi possano eccedere i costi fino al 6% per massimo tre periodi d’imposta consecutivi senza perdere tale carattere.

Particolare attenzione è data agli enti con proventi sotto i 300mila euro, che possono valutare la propria situazione in modo unitario rispetto alle diverse attività svolte, garantendo semplicità e coerenza al sistema.

Nuovo regime forfettario, imposte e vantaggi fiscali per OdV e APS

Una delle principali novità riguarda l'introduzione di un regime fiscale forfettario specifico per le Organizzazioni di Volontariato (OdV) e le Associazioni di Promozione Sociale (APS). Dal periodo d’imposta che ha inizio nel 2026, questi enti possono scegliere il regime agevolato se in possesso di specifici requisiti:

  • iscrizione al RUNTS nella sezione dedicata a OdV o APS,
  • ricavi di natura commerciale non superiori a 85.000 euro nell’esercizio precedente, ragguagliati all’anno.
Il regime forfettario (art. 86 CTS) comporta numerose semplificazioni: a favore della trasparenza gestionale e della riduzione degli adempimenti amministrativi. Gli enti che ne beneficiano vedono applicate aliquote semplificate ed esclusive, e godono di una gestione Iva più agile.

Dal punto di vista delle agevolazioni:

  • Le attività di interesse generale non sono considerate commerciali ai fini IRES se rispettano il rapporto costi/ricavi indicato dalla circolare. Questo aspetto favorisce la deducibilità dei costi e preserva la missione solidaristica dell’ente.
  • L’accesso ad aliquote ridotte e regole ad hoc consente una gestione più prevedibile degli obblighi fiscali, rafforzando sostenibilità e correttezza verso il fisco.
Nel nuovo contesto regolamentare, i proventi derivanti da attività diverse perdono la natura agevolata se superano la soglia prevista, ma la circolare chiarisce scenari concreti e modalità di calcolo, assicurando agli enti una guida pratica per l’interpretazione delle norme.




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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...