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Matematica e Stem: le facoltà universitarie che fanno trovare sempre lavoro (ben pagato) ma l'Italia è indietro

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di Chiara Compagnucci pubblicato il

In Italia le lauree STEM offrono tra le migliori prospettive lavorative ed economiche, ma il nostro Paese resta indietro rispetto all'Europa. Dati, cause, divari di genere e scenari futuri nel settore.

Le aziende e le istituzioni ricercano competenze avanzate nei campi della scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, determinando la crescita degli iter formativi correlati. Tuttavia, il panorama europeo evidenzia disparità nella preparazione dei giovani. L'Italia si colloca ancora in una posizione arretrata rispetto alla media dell'Unione Europea per numero di laureati STEM e per adeguamento dell'offerta formativa rispetto alle esigenze produttive. Questo ritardo rischia di penalizzare il sistema economico nazionale, incidendo negativamente sulla capacità di innovare, attrarre investimenti e competere con i principali partner europei.

Il rafforzamento delle facoltà scientifico-tecnologiche rappresenta, quindi, una delle principali sfide strutturali per il sistema educativo e per il tessuto produttivo nazionale. Colmare il gap con i paesi più avanzati comporta non solo un intervento sui numeri e sulla qualità della formazione, ma anche una riflessione culturale che coinvolge scuole, università e mondo del lavoro. Le statistiche mostrano che i laureati STEM hanno accesso a occupazioni più qualificate e a remunerazioni superiori alla media, un dato non trascurabile in un contesto occupazionale in continua trasformazione.

Che cosa sono le discipline STEM e perché sono strategiche

L'acronimo STEM si riferisce a Science, Technology, Engineering and Mathematics: discipline accomunate dall'alto contenuto tecnico e dall'impatto sulle innovazioni industriali, tecnologiche e digitali. Questi rami del sapere comprendono lauree che spaziano dalla matematica alle neuroscienze, dall'ingegneria meccanica all'informatica, includendo settori emergenti come l'intelligenza artificiale e la sostenibilità energetica.

Queste facoltà promuovono la cultura della risoluzione dei problemi, il pensiero critico e l'analisi quantitativa, con un approccio didattico fortemente orientato alla pratica, come laboratori, progetti interdisciplinari e attività esperienziali. L'importanza di tale metodo risiede nella sua capacità di preparare figure professionali adattabili ai rapidi cambiamenti del contesto lavorativo, rendendo i laureati richiesti sia da grandi aziende che da start-up innovative.

Le competenze maturate nei percorsi STEM permettono di inserirsi in numerosi ambiti industriali e tecnologici strategici: dai settori dell'automazione all'ICT, dalla finanza quantitativa alle biotecnologie, offrendo una vasta gamma di opportunità lavorative. L'interdisciplinarità, la padronanza delle tecniche digitali avanzate e la capacità di utilizzare tecnologie all'avanguardia rappresentano un vantaggio competitivo notevole per chi si affaccia sul mercato del lavoro.

L'Italia e il gap nelle lauree STEM: dati, cause e confronto

I dati mostrano che il 24% degli studenti universitari italiani è iscritto a corsi scientifico-tecnologici, posizione inferiore rispetto alla media europea (27%), con paesi leader come Germania e Finlandia che superano il 35%. Tale squilibrio non riguarda solo la quantità, ma anche la distribuzione; mentre il Belpaese primeggia per studenti nelle scienze umanistiche, resta indietro rispetto ai profili STEM.

La Commissione Europea e rapporti come quelli di Eurostat e Istat hanno più volte sottolineato che questo divario pesa sull'innovazione e sulla produttività nazionale. Nell'ultimo decennio, la produttività italiana è cresciuta appena del 2,5%, contro il 16% della Germania. Secondo le stime della Commissione e del Boston Consulting Group, la mancanza di professionalità tecnico-scientifiche comporta un deficit di competitività valutato tra il 3% e il 7% del PIL italiano:

  • Carenza di orientamento scolastico verso materie scientifiche
  • Mancato allineamento fra programmi formativi e richieste delle aziende
  • Insufficienza di investimenti in laboratori e infrastrutture universitarie
Questi i principali fattori che alimentano il gap. Inoltre, il tasso di laureati in età 25-34 anni rimane intorno al 32% rispetto a una media UE del 44%, sottolineando una questione strutturale sull'accesso agli studi superiori. La conseguenza è un rallentamento nell'adozione di innovazioni, minori investimenti esteri, difficoltà di crescita economica e una maggiore incidenza del fenomeno dei cervelli in fuga.

Le facoltà STEM più richieste e i settori con maggiori sbocchi

L'analisi dei dati occupazionali mostra che i percorsi STEM rappresentano una garanzia di inserimento rapido e qualificato. Alcune facoltà si distinguono per tassi di occupazione e contratti stabili superiori al 90%. Ingegneria informatica, sicurezza informatica, data science, ingegneria dell'automazione si collocano ai vertici della domanda del mercato:

Facoltà più richieste

Tasso di occupazione 5 anni

Sicurezza informatica

90-100%

Ingegneria dell'automazione

96%

Scienze della difesa e sicurezza

96%

Informatica e tecnologie ICT

94,6%

Ingegneria industriale e dell'informazione

95,6%

Matematica e statistica

89-90%

I settori con maggiori possibilità spaziano dall'ICT al manifatturiero avanzato, passando per energetica, biotecnologie, cybersecurity, automazione industriale e data analysis. Ruoli altamente tecnici e manageriali vengono richiesti in centri di ricerca, aziende multinazionali e startup innovative.

  • Programmatori, project manager IT, analisti dati
  • Ingegneri meccanici, elettronici, biomedici
  • Specialisti in AI, robotica, cybersecurity
  • Tecnici del risparmio energetico, ambientale e delle energie rinnovabili

Retribuzioni e prospettive economiche per i laureati STEM

L'analisi dei dati Almalaurea e Istat evidenzia che i titoli scientifico-tecnologici consentono di raggiungere retribuzioni medie superiori rispetto ad altri percorsi. A cinque anni dalla laurea, gli specialisti in informatica superano i 2.200 euro netti mensili, ingegneri oltre i 2.170 euro; la media nazionale per tutte le lauree si ferma invece intorno ai 1.800 euro netti:

Professione

Stipendio medio mensile (netto, 5 anni)

Informatica

2.220 €

Ingegneria

2.177 €

Matematica e statistica

~2.100 €

Media nazionale laureati

~1.800 €

Anche il tasso di stabilità contrattuale è superiore: più del 55% ottiene un contratto a tempo indeterminato entro i primi cinque anni dal titolo. I percorsi STEM sono quindi tra le soluzioni più vantaggiose in termini di ritorno economico, non solo per la retribuzione iniziale ma soprattutto per le possibilità di crescita professionale, managerializzazione e accesso a settori innovativi internazionalmente competitivi.

La scelta di uno di questi percorsi accademici incide anche sulla spendibilità all'estero e sulla capacità di affrontare i cambiamenti richiesti dalla digitalizzazione e dall'automazione avanzata dei processi produttivi.

Gender gap nelle STEM: dati, stereotipi e iniziative

Una delle principali sfide riguarda la disparità di genere nell'accesso e nella prosecuzione degli studi tecnico-scientifici. Nonostante le donne rappresentino in Italia quasi il 60% dei nuovi immatricolati complessivi, la percentuale di immatricolate ai corsi STEM si ferma sotto il 20% per molte aree (ICT in particolare, con appena il 16% di ragazze iscritte secondo Istat).

Queste basse percentuali derivano anche da pregiudizi culturali e stereotipi di ruolo, che indirizzano ancora una parte significativa delle giovani verso percorsi meno tecnici. La situazione peggiora in alcuni ambiti specifici: meno del 25% delle iscritte nei corsi di ingegneria industriale e informazione, a fronte di una maggioranza femminile nelle bioscienze e nella matematica:

  • Progetti di orientamento fin dalla scuola primaria e secondaria
  • Iniziative nazionali come la Settimana delle discipline STEM, istituita nel 2023
  • Dottorati tematici sul contributo femminile alla scienza
  • Percorsi di mentoring accademico e nei contesti lavorativi
  • Campagne di comunicazione per superare i pregiudizi
La mancanza di diversità nei team tecnico-scientifici rende meno efficaci i processi di innovazione e aumenta il rischio di produrre tecnologie non inclusive. Per questo, l'inclusione di un maggior numero di studentesse rappresenta un obiettivo strategico per lo sviluppo del paese.

Strategie e iniziative per colmare il divario STEM in Italia

Per ridurre il gap tra domanda e offerta di competenze STEM, le istituzioni hanno avviato una serie di strategie integrate. Tra queste, risaltano:

  • Attivazione di fondi per progetti di orientamento e formazione dei docenti delle scuole secondarie
  • Collaborazione fra scuole, università ed enti di ricerca per avvicinare gli studenti alle materie tecnico-scientifiche attraverso attività laboratoriali e visite ai dipartimenti universitari
  • Promozione delle competenze trasversali e delle metodologie didattiche innovative, con attenzione a esperienze di alternanza scuola-lavoro
  • Sostegno a iniziative di mentorship, in particolare per le ragazze
Alcune università, inoltre, collaborano con le aziende per definire percorsi formativi allineati alle reali esigenze del tessuto produttivo. Il potenziamento dei corsi telematici STEM, l'ampliamento delle borse di studio per studenti appartenenti a fasce svantaggiate e la creazione di campi estivi e campus orientativi sono strategie che mirano ad ampliare la platea degli studenti e contrastare la dispersione.


Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...