L'accordo UE-Mercosur ridefinisce i rapporti commerciali tra Europa e Sud America, portando benefici e sfide per l'Italia: tra nuove opportunità per l'export, timori degli agricoltori e attenzione a qualità e sostenibilità.
L’intesa commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur segna l’inizio di una nuova fase per le relazioni economiche tra Europa e Sud America. Dopo oltre venticinque anni di negoziati, la recente approvazione da parte del Coreper, con un voto che ha visto la posizione italiana come ago della bilancia, ha dato l’avvio a uno dei più vasti accordi di libero scambio al mondo, coinvolgendo oltre 700 milioni di persone tra i due blocchi economici. L’Italia, terzo Paese più popoloso dell’UE e leader riconosciuto nell’export di prodotti agroalimentari, ha giocato un ruolo di rilievo nella definizione delle clausole a tutela del settore agricolo. Premiata per la capacità di coniugare posizione negoziale e attenzione alle istanze produttive interne, Roma ha condizionato il proprio via libera al rafforzamento delle misure di salvaguardia e reciprocità, divenendo un interlocutore strategico e ottenendo così l’introduzione di garanzie necessarie per la competitività delle proprie imprese. Le trattative hanno rappresentato un banco di prova sia per la capacità negoziale che per il posizionamento italiano all’interno dell’arena europea, sottolineando l’importanza della diplomazia nel determinare il futuro dell’intero comparto agroalimentare e industriale nazionale.
Il nuovo accordo tra Bruxelles e il blocco sudamericano – comprensivo di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay – stabilisce la cancellazione progressiva dei dazi su oltre il 91% delle esportazioni europee e circa il 92% di quelle del Mercosur verso l’Europa. Questo si traduce in una rivoluzione nei flussi commerciali tra le due aree: se da un lato l’UE potrà esportare beni industriali, macchinari, veicoli, farmaceutici e prodotti chimici con costi azzerati o drasticamente ridotti (ad esempio, le tariffe sulle automobili raggiungevano il 35% in precedenza), allo stesso tempo i Paesi del Sud America avranno accesso agevolato ai mercati europei per prodotti agricoli e alimentari, quali carne bovina, pollame, zucchero, riso e bioetanolo, spesso considerati sensibili dalle filiere produttive europee. L’intesa introduce contingenti tariffari per le importazioni di prodotti ritenuti "delicati": vanno segnalate quote aggiuntive per carne bovina (99.000 tonnellate in sei anni), pollame, carne suina, riso e miele, con dazi ridotti o azzerati.
Le aspettative per il tessuto produttivo italiano sono consistenti: si stima un incremento dell’export agroalimentare verso l’area Mercosur attorno al 50%, favorito dall’eliminazione di barriere tariffarie che attualmente penalizzano settori strategici come l’automotive, il farmaceutico e la meccanica avanzata. Secondo i dati comunicati dalle istituzioni europee, oltre 8.000 imprese italiane esportano nel Mercosur, generando un valore di circa 1,9 miliardi di euro l’anno per quanto riguarda i soli servizi. Il comparto industriale (meccanica, chimico-farmaceutico, automotive) potrà beneficiare di risparmi annuali di circa 4 miliardi di euro in dazi, generando effetti moltiplicatori in termini di occupazione: quasi un milione di posti di lavoro in Italia dipende già dagli scambi con questa area. A tali prospettive occupazionali si accompagna la possibilità di penetrare un mercato con una domanda in crescita, caratterizzato anche da una vasta comunità di origine italiana particolarmente recettiva verso il Made in Italy. I vantaggi previsti non coinvolgono solo le grandi imprese: le PMI sono le principali candidate a cogliere le opportunità di accesso preferenziale agli appalti e alle filiere produttive del Sud America. Secondo stime di impatto elaborate dal Ministero degli Esteri, l’Italia si confermerebbe tra i maggiori beneficiari dell’intera UE con incrementi dinamici che potrebbero raggiungere anche il 14% del volume delle esportazioni UE aggiuntive generate dall’intesa, consolidando così la leadership nel settore manifatturiero e agroalimentare a livello globale.
La posizione determinata dell’Italia nelle negoziazioni ha portato al rafforzamento delle misure di tutela per le produzioni agricole più esposte alla concorrenza. È stato ottenuto l’abbassamento della soglia di attivazione del meccanismo di salvaguardia dal 10% iniziale al 5%, superando la precedente proposta dell’8%. Ciò consente all’UE di avviare indagini accelerate e sospendere le concessioni tariffarie se, a seguito dell’aumento delle importazioni dal Mercosur, si registrano variazioni superiori al 5% per prezzi o volumi di prodotti "sensibili" (come carne bovina, pollame, riso, zucchero o miele). Si tratta di una protezione specifica richiesta a gran voce dalle principali associazioni italiane di categoria, che invocano anche l’applicazione di meccanismi equi (“reciprocità”) tra produttori europei e sudamericani. In aggiunta, il principio di reciprocità import-export riconosciuto nell’accordo impone che i beni agroalimentari provenienti dal Sud America rispettino gli stessi requisiti sanitari, ambientali e sociali vigenti per chi produce nell’Unione. Questo si traduce in:
In contemporanea all’approvazione dell’accordo, gli agricoltori italiani sono scesi in piazza in numerose città, tra cui Milano, con cortei di trattori e manifestazioni che hanno bloccato il traffico. Secondo le principali organizzazioni di categoria, come Coldiretti, Cia-Agricoltori Italiani e Confagricoltura, i timori restano legati alla possibile concorrenza sleale derivante dall’ingresso di prodotti sudamericani con standard produttivi, ambientali e lavorativi differenti rispetto a quelli imposti dal sistema europeo. Le richieste avanzate includono:
Le principali criticità sollevate dalle organizzazioni del settore agricolo e da diversi attori politici riguardano la potenziale asimmetria negli standard tra i due blocchi e l’efficacia dei controlli alle frontiere. Al momento, solo una piccola percentuale delle merci in ingresso è sottoposta a verifica sistematica, rendendo necessarie azioni più incisive per garantire parità di condizioni. I rischi identificati includono:
Sul fronte della sostenibilità, il testo del trattato incorpora, per la prima volta in questa forma, clausole vincolanti legate agli Accordi di Parigi e all’implementazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030. Tra gli impegni assunti vi sono: