Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Monopattini, dubbi sulle nuove regole nonostante slittamento date

WhatsApp X Telegram
di Alberto Pelletti pubblicato il

Mentre il nuovo Codice della Strada introduce targhe, assicurazione e casco obbligatori per i monopattini, restano molti dubbi e carenze normative che generano incertezza tra utenti e operatori.

L'adozione delle nuove regole per la micro-mobilità elettrica ha generato un vivace dibattito tra operatori, utenti ed enti regolatori. Le disposizioni, effettive dal 16 maggio 2026, segnano un passaggio storico nella mobilità urbana, imponendo standard uniformi ma lasciando in sospeso numerose domande operative e interpretative. L'obiettivo dichiarato dal legislatore è rafforzare la sicurezza stradale e tutelare sia chi sceglie i veicoli a due ruote sostenibili sia l'intera collettività, spesso coinvolta in dinamiche di traffico complesse.

Tuttavia, la complessità stessa delle nuove norme e la presenza di dettagli ancora poco chiari alimentano un senso di incertezza tanto tra i possidenti quanto tra i fruitori occasionali. In questo contesto, emergono questioni relative alla concreta applicabilità degli obblighi, alle responsabilità personali e ai rischi di sanzioni. Si ricorre, così, a fonti normative come la Legge n.177/2024 e i decreti ministeriali per orientare scelte pratiche di migliaia di cittadini e imprese, ma il quadro resta soggetto a interpretazioni divergenti e frequenti richieste di chiarimento.

Targa, assicurazione e casco: cosa prevede il nuovo CdS

Sotto la spinta delle modifiche legislative introdotte negli ultimi mesi, gli obblighi per i monopattini elettrici sono cambiati. Oggi, la legislazione italiana prevede per chiunque utilizzi questi veicoli su strada pubblica l'uso di:

  • Contrassegno identificativo personale (targa adesiva plastificata prodotta dalla Zecca dello Stato), collegato al soggetto proprietario più che al veicolo stesso;
  • Copertura assicurativa per responsabilità civile (RC), in linea con le previsioni dell'art. 2054 del Codice Civile e delle dirette UE in materia;
  • Casco omologato per tutti i conducenti, indipendentemente dall'età, conforme agli standard europei UNI EN 1078 o EN 1080.
Oltre a questi tre pilastri, sono imposti standard tecnici obbligatori: indicatori di direzione, doppio freno, luci sempre attive e segnalatore acustico. Gli orientamenti normativi attuali vietano inoltre la circolazione dei monopattini su marciapiedi e strade extraurbane, limitando l'uso alle sole strade urbane con velocità massima di 50 km/h. Il quadro normativo enfatizza la responsabilità nella conduzione e nella regolarità dei mezzi, mentre le regole per lo sharing prevedono obblighi assicurativi a carico dell'operatore, lasciando pochi margini di flessibilità sull'adeguamento alle prescrizioni di legge.

Come ottenere targa e assicurazione: procedure e costi

La procedura per ottenere la targa/contrassegno per monopattino richiede l'accesso telematico al Portale dell'Automobilista, utilizzando identità digitale (SPID L2 o CIE), compilazione dell'istanza e pagamento tramite PagoPA. Il costo totale si aggira attorno ai 33 euro, includendo diritti di segreteria e bolli, mentre il ritiro avviene presso la Motorizzazione civile o studi accreditati. Il contrassegno è nominativo: se il proprietario cambia, il nuovo deve eseguire una nuova domanda; la targa non può essere trasferita tra veicoli. In caso di vendita, furto o dismissione del monopattino, è obbligatoria la cancellazione dalla piattaforma nazionale.

La copertura RC può essere richiesta da tutti i maggiorenni, o dai genitori/tutori per i minori di almeno 14 anni. I costi medi oscillano tra 25 e 45 euro annui per la polizza base, salendo fino a 150 euro per formule con garanzie accessorie. Attenzione alle condizioni di polizza: molte familiari non sono valide, occorre un'assicurazione specifica per il veicolo, collegata al codice univoco del contrassegno. Le compagnie registrano i dati in una piattaforma nazionale (ANIA), consentendo verifiche delle forze dell'ordine in tempo reale. La legge prevede massimali minimi identici a quelli delle auto: 6,45 milioni di euro per danni personali e 1,3 milioni per cose, con meccanismi di rivalsa in caso di violazioni gravi (guida senza casco, trasporto passeggeri non consentito, ecc.).

Obblighi di circolazione: limiti, divieti e dotazioni tecniche

Chi guida deve rispettare restrizioni rigorose riguardanti itinerari, velocità e equipaggiamento tecnico:

  • Circolazione consentita solo nei centri abitati, su carreggiate urbane (fino a 50 km/h), piste ciclabili, corsie ciclabili, aree pedonali e percorsi ciclopedonali (a 6 km/h massimo), mentre su marciapiedi e strade extraurbane è vietata.
  • Limiti di velocità fissati a 20 km/h su strada e 6 km/h nelle zone pedonali.
  • Obbligo di tenere entrambe le mani sul manubrio, vietato trainare, essere trainati o trasportare passeggeri, animali o oggetti che compromettano la stabilità.
  • Illuminazione frontale/posteriore e catarifrangenti sempre attivi in caso di scarsa visibilità, giubbotto ad alta visibilità dove necessario.
  • Freni su entrambe le ruote e indicatori di direzione obbligatori.
  • Sosta regolamentata: solo negli stalli per bici o nelle aree dedicate, vietata sui marciapiedi salvo ordinanze locali.
I monopattini che superano i 500W o hanno dotazioni non conformi (motore termico, sellini da ciclomotore) rischiano direttamente il sequestro: devono rispettare la marcatura CE e tutte le prescrizioni di legge. La normativa nazionale è stata configurata per equiparare, anche in termini di responsabilità, questi veicoli a quelli motorizzati tradizionali.

Dubbi, carenze normative e richieste di chiarimento

L'impianto della regolamentazione presenta molteplici aspetti ancora indefiniti, con forti richieste di chiarimenti da parte degli utenti e delle associazioni di categoria. Un nodo centrale è rappresentato dalla sovrapposizione di fonti e dalle modalità interpretative dei decreti attuativi, che spesso lasciano zone grigie, soprattutto in relazione al collegamento tra targa, assicurazione e responsabilità. La scelta italiana di associare il contrassegno al proprietario e non al mezzo ha alimentato discussioni sulla validità dei controlli e sull'efficacia in caso di incidenti causati da utilizzatori diversi.

Esistono inoltre criticità nell'aderenza alla Direttiva UE 2021/2118, che prevede per altri paesi la possibilità di escludere dall'obbligo assicurativo i dispositivi sotto i 25 km/h o 25 kg: in Italia si è preferito restringere l'ambito applicativo senza cogliere questa opportunità, generando malcontento per l'inasprimento burocratico. Altro elemento di incertezza riguarda le coperture assicurative: spesso le RC famiglia o vita privata non valgono, mentre le compagnie non erano pronte con prodotti su misura finché i decreti attuativi non sono stati pubblicati.

Un altro fronte di richiesta di chiarimento riguarda la presenza di monopattini in condivisione e la distinzione delle responsabilità tra gestori, utenti e legislatori locali: la normativa impone blocchi automatici per i servizi di sharing fuori dalle aree consentite, ma la realizzazione pratica è ancora in fase di rodaggio. Infine, gli operatori temono che la stringenza delle nuove regole penalizzi l'adozione della micro-mobilità elettrica rispetto a soluzioni meno sostenibili, soprattutto in assenza di una campagna informativa capillare e coordinata.

Sanzioni e controlli: rischi per chi non si adegua alle norme

Le nuove regole impongono una serie di sanzioni mirate per le violazioni, che si aggiungono ai controlli sempre più frequenti da parte delle forze dell'ordine. Il rischio per chi non rispetta le nuove prescrizioni include:

  • Multe da 100 a 400 euro per assenza di targa o mancata assicurazione;
  • Sanzioni da 200 fino a 800 euro per la carenza di dotazioni quali luci, frecce o doppi freni;
  • Possibili sequestri del veicolo in caso di non conformità tecnica, ad esempio motore superiore ai 500W o assenza di marcatura CE;
  • Multe per guida pericolosa, sosta non conforme, superamento dei limiti di velocità (con importi rimodulati tra 50 e oltre 200 euro a seconda della violazione specifica).
I controlli stanno diventando più stringenti, grazie al collegamento tra la piattaforma dei contrassegni MIT e la banca dati delle polizze ANIA, consentendo verifiche incrociate in tempo reale. Le compagnie assicurative possono esercitare il diritto di rivalsa in caso di incidente dovuto a violazione dell'obbligo di indossare il casco o di altre condizioni di sicurezza. In casi di utilizzo di mezzi non conformi, le multe possono superare i 2.000 euro e si rischia la confisca.




Leggi anche

Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...