Negli ultimi anni la diffusione dei monopattini a propulsione elettrica ha reso necessario un aggiornamento delle norme specifiche all’interno del Codice della Strada. L’attenzione del legislatore si è concentrata sull’adattamento tecnico dei veicoli, ponendo particolare enfasi sulla sicurezza e sulla regolarità della circolazione. In questo contesto, le modifiche non autorizzate ai monopattini sono emerse come una delle principali criticità, anche alla luce delle statistiche che evidenziano un aumento delle violazioni correlate alla manomissione dei mezzi. L
Cosa significa monopattino modificato: definizione e inquadramento normativo
Per comprendere quando un monopattino si considera "modificato" è fondamentale partire dalla definizione tecnica fornita dalle disposizioni di legge. Il monopattino elettrico, secondo il decreto MIT del 18 agosto 2022, è un veicolo a due assi, dotato di un solo motore elettrico, manubrio, senza sedile e condotto in piedi. Sono stabiliti precisi requisiti costruttivi: potenza massima del motore non superiore a 0,5 kW, presenza di dispositivi di illuminazione e acustici, assenza di posto a sedere, freni su entrambe le ruote, frecce direzionali e stop posteriore.
Di conseguenza, si intende modificato un monopattino quando subisce interventi che alterano questi parametri tecnici essenziali. Le modifiche possono riguardare sia la potenza del motore, sia qualsiasi elemento che incida sulle performance, sicurezza o conformità del veicolo rispetto ai limiti fissati dalla normativa.
Dal punto di vista normativo, ogni intervento non certificato che comporta un cambio delle caratteristiche costruttive omologate dal Ministero e previste dal Codice della Strada rende il mezzo irregolare. Inoltre, il riferimento legislativo all’articolo 213 del Codice della Strada evidenzia che la presenza di un motore “difforme nelle caratteristiche costruttive” o con potenza superiore ai limiti implica l’applicazione di sanzioni, fino alla confisca del veicolo.
Le modifiche, anche parziali, che ledono la sicurezza, la riconoscibilità o la tracciabilità tecnica prevista dalla normativa vigente rientrano a pieno titolo nelle irregolarità sanzionabili.
Modifiche tecniche più comuni e loro implicazioni
Sono numerose le pratiche di modifica dei monopattini diffuse tra gli utenti. I principali interventi riguardano:
- Aumento della potenza del motore: la sostituzione o la manomissione degli elementi elettronici per superare il limite di 0,5 kW, oppure l’installazione di motori aggiuntivi.
- Rimozione o disattivazione dei limitatori di velocità: le normative impongono il rispetto delle soglie di 25 km/h in carreggiata e 6 km/h nelle aree pedonali. La disattivazione consente al veicolo di raggiungere o superare velocità superiori, con gravi rischi per la sicurezza.
- Installazione di batterie non omologate: modifica delle batterie con capacità superiore alle specifiche di legge, con rischi anche di natura elettrica e di incendio.
- Alterazione dei sistemi di frenata: manomissione o sostituzione dei freni con componenti non originali, in grado di compromettere la stabilità del mezzo.
- Aggiunta di sedili o elementi strutturali: tale modifica comporta il cambio di categoria da "monopattino" a "ciclomotore", con conseguente applicazione di normative più stringenti e divieto di circolazione se non omologato.
Le conseguenze di tali interventi vanno dal
rischio diretto per la sicurezza stradale all’impossibilità di individuare il mezzo in caso di incidente o controllo. Dal punto di vista tecnico,
ogni modifica non autorizzata influisce sulle condizioni di affidabilità e può determinare il decadimento di ogni copertura assicurativa eventualmente stipulata.
Sanzioni previste per i monopattini modificati
L’attuale ordinamento prevede un sistema sanzionatorio articolato per chi circola con mezzi manomessi. Le sanzioni variano in base al tipo di intervento eseguito e possono consistere in:
- Sanzioni amministrative pecuniarie da 100 a 400 euro, secondo quanto disposto dall’art. 1, comma 75-undevicies della legge n. 160/2019, per chi altera le caratteristiche costruttive e tecniche del monopattino.
- Rimozione del veicolo dalla circolazione: nei casi più gravi è prevista la rimozione immediata, specie se la modifica mette a rischio la sicurezza o ostacola l’azione di controllo da parte delle forze dell’ordine.
- Confisca del mezzo: l’articolo 213 del Codice della Strada dispone che il veicolo sia sottoposto a confisca qualora la potenza nominale del motore superi i 2 kW o le caratteristiche costruttive risultino profondamente alterate.
- Decadenza di eventuali coperture assicurative: se un incidente coinvolge un monopattino modificato, ogni copertura assicurativa può essere revocata per irregolarità del mezzo.
Il quadro sanzionatorio si è inasprito anche in risposta all’aumento dei sinistri connessi all’uso di veicoli non conformi. La personalizzazione tecnica che supera i limiti regolamentari, infatti, viene letta come
potenziale causa di pericolo per sé e per gli altri, giustificando un rafforzamento delle pene. In caso di recidiva, le autorità hanno facoltà di procedere anche al
sequestro precauzionale del veicolo e, in presenza di incidenti gravi, possono applicare ulteriori sanzioni accessorie.
| Tipologia modifica |
Sanzione prevista |
| Superamento potenza motore |
Multa 100-400€, rimozione e possibile confisca |
| Manomissione dispositivi di sicurezza |
Multa 100-400€, rimozione |
| Aggiunta elementi non ammessi |
Multa 100-400€, possibile sorveglianza tecnica |
Controlli e casi pratici: come vengono accertate le violazioni
I controlli finalizzati all’individuazione di monopattini con caratteristiche alterate sono sempre più capillari. Le forze dell’ordine, anche in risposta alle statistiche che segnalano un incremento delle sanzioni, adottano procedure mirate che prevedono:
- Verifica documentale e tecnica su strada, con ispezione del mezzo per identificare elementi non conformi come la modifica del motore o dei dispositivi di sicurezza.
- Misurazioni strumentali della potenza del motore e del funzionamento dei limitatori di velocità.
- Accertamenti su segnalazioni di incidenti o comportamenti anomali, specie in presenza di sinistri dove la velocità o la stabilità del mezzo risultano determinanti.
- Collaborazione con i produttori e utilizzo di banche dati tecniche per identificare differenze rispetto ai parametri ufficiali forniti dai costruttori.
Nella pratica, ogni qualvolta le autorità rilevano
caratteristiche tecniche difformi da quelle omologate, sono tenute a elevare la sanzione immediata e, nei casi più gravi, a procedere con la rimozione forzata del monopattino. Le operazioni di controllo sono intensificate in presenza di eventi come manifestazioni pubbliche, incidenti o campagne di vigilanza straordinaria.
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