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Obblighi e sanzioni per i pedoni che ci sono già adesso e le 6 inedite in arrivo con nuovo Codice della Strada

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di Alberto Pelletti pubblicato il
Codice della Strada 2026

Il Codice della strada impone già obblighi e sanzioni ai pedoni, dagli attraversamenti alla precedenza. In arrivo sei novità, ma non nel 2026: ecco cosa cambia e quali regole valgono oggi.

Il Consiglio dei ministri ha approvato uno schema di riforma che introduce nuove cautele per i pedoni e prevede sanzioni fino a 160 euro per alcune condotte. Il provvedimento non è ancora legge. Per chi cammina restano quindi applicabili gli obblighi degli articoli 190 e 191 del Codice della strada, mentre le proposte circolate durante l’estate sono state in parte modificate o cancellate prima del via libera del Governo.

Pedoni, gli obblighi già in vigore

Il Codice della strada stabilisce regole anche per chi si muove a piedi. L’articolo 190 impone di usare marciapiedi, banchine e spazi predisposti per i pedoni. Se non ci sono, si cammina sul margine della carreggiata, in senso opposto a quello di marcia dei veicoli. Sulle strade a senso unico, invece, il pedone deve tenersi sul lato destro. Fuori dai centri abitati, quando mancano marciapiede e banchina, occorre procedere sul margine opposto alla direzione dei veicoli.

Chi cammina in gruppo deve organizzare il passaggio in modo da non ostacolare la circolazione. Per i gruppi di pedoni e i cortei, la norma prevede in particolare il transito in fila, secondo le condizioni stabilite. Sulla carreggiata e sulla banchina non si può sostare o indugiare senza necessità. Sono vietati anche giochi, esercizi e altre attività che possano creare pericolo o intralcio agli utenti della strada.

Per le violazioni delle regole di comportamento dei pedoni, l’articolo 190 prevede attualmente una sanzione da 26 a 102 euro. L’importo dipende dalla violazione contestata e dalle regole generali sul pagamento in misura ridotta. Pattini, skateboard e altri acceleratori di andatura non si possono usare sulla carreggiata; sono ammessi nelle aree consentite, nel rispetto delle disposizioni specifiche.

Attraversamenti e precedenza: cosa impone il Codice

Per attraversare la strada si devono usare le strisce quando si trovano entro cento metri. In presenza di sottopassi o sovrappassi, l’articolo 190 ne prescrive l’utilizzo. Se non c’è un attraversamento vicino, è possibile passare fuori dalle strisce: bisogna però attraversare perpendicolarmente alla carreggiata, procedere con prudenza e dare la precedenza ai veicoli. Agli incroci non si può attraversare in diagonale, a meno che le strisce lo consentano.

Davanti a un autobus, un tram o un filobus fermo alla fermata non si può attraversare quando il passaggio comporta un rischio. L’articolo 190 vieta inoltre di attraversare piazze e carreggiate fuori dagli attraversamenti predisposti, nei casi in cui siano presenti. Le regole attuali escludono così passaggi improvvisi tra veicoli in sosta e attraversamenti che mettano in pericolo gli utenti.

La sanzione per la violazione dell’articolo 190 va da 26 a 102 euro. È l’importo previsto dal Codice della strada oggi in vigore: le fasce più alte prospettate dalla riforma per specifiche condotte non si applicano ancora.

Ai conducenti si rivolge invece l’articolo 191. In prossimità delle strisce devono rallentare e fermarsi se i pedoni hanno iniziato ad attraversare o stanno per farlo, adottando le precauzioni necessarie. Chi non dà la precedenza ai pedoni rischia una multa da 167 a 665 euro. Gli obblighi sono distinti: il pedone deve attraversare con prudenza, mentre il conducente deve rispettare la precedenza di chi si trova sulle strisce.

Le sei novità previste per chi cammina

Lo schema presentato dal Governo interviene su alcune regole per i pedoni. Il testo ha ricevuto un’approvazione preliminare il 13 ottobre 2026 e deve ancora completare il proprio iter. Tra le misure che riguardano più direttamente chi si muove a piedi figurano sei cambiamenti.

  • Controllo prima di attraversare. Il pedone dovrebbe verificare che i veicoli in arrivo lo abbiano visto e possano fermarsi. La proposta rende esplicita una cautela che oggi rientra nei principi generali di prudenza.
  • Traiettoria regolare. Durante l’attraversamento non si dovrebbero fare scatti o cambiare direzione all’improvviso, a meno che sia necessario. L’obiettivo è rendere prevedibile il movimento di chi attraversa.
  • Visibilità notturna. Fuori dai centri abitati, sulle strade non illuminate, chi cammina dovrebbe indossare o utilizzare dispositivi retroriflettenti, catarifrangenti o luci. Per questa condotta la bozza indica sanzioni da 40 a 60 euro.
  • Uso dei passaggi predisposti. Se sono presenti strisce, sottopassi o sovrappassi, il pedone dovrebbe servirsi di queste strutture. In loro assenza, oppure quando le strisce distano almeno cento metri, l’attraversamento dovrebbe avvenire perpendicolarmente alla strada e dando la precedenza ai veicoli.
  • Divieti contro gli attraversamenti rischiosi. La proposta comprende il passaggio davanti a bus e tram fermi, l’attraversamento in diagonale, l’uscita improvvisa tra auto parcheggiate e il passaggio fuori dalle strisce nelle rotatorie quando sono presenti attraversamenti dedicati. Per queste diverse violazioni sono state prospettate sanzioni da 25 a 100 euro oppure da 40 a 160 euro.
  • Regole su marciapiedi e gruppi. Lo schema prevede limiti all’uso di pattini e tavole sui marciapiedi e sanzioni per i gruppi che ostacolano il passaggio. Se il marciapiede manca, resta l’indicazione di camminare sul margine della strada, secondo il senso previsto per quel tipo di strada.
Le misure fanno parte dello schema di riforma. Importi e singole violazioni dipenderanno dalla formulazione definitiva; fino ad allora si applicano le sanzioni dell’articolo 190.

Tra le ipotesi discusse nelle prime versioni della proposta c’era una multa di 75 euro per chi attraversava usando il cellulare. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato il 14 ottobre 2026 che la sanzione per l’uso dello smartphone durante l’attraversamento è stata eliminata dal testo approvato dal Consiglio dei ministri.

La versione approvata in via preliminare, dunque, non introduce una contravvenzione specifica per questa condotta. Resta l’obbligo per il pedone di rispettare le regole vigenti e attraversare senza mettere in pericolo sé stesso o gli altri. Nel testo governativo descritto dal MIT non compare la multa specifica da 75 euro.

Le altre misure che proteggono chi attraversa

Il pacchetto interviene anche sulla tutela di chi attraversa correttamente. La violazione della precedenza dovuta a pedoni e ciclisti potrebbe essere accertata a distanza, attraverso dispositivi di controllo. La misura amplia il possibile ricorso ai sistemi elettronici per rilevare infrazioni che mettono a rischio gli utenti più vulnerabili.

Per i monopattini lo schema prevede restrizioni alle manovre improvvise e ai movimenti a zig-zag. Quelli a noleggio dovrebbero essere fotografati al termine dell’utilizzo, così da documentare il corretto parcheggio. La sosta sui marciapiedi sarebbe consentita soltanto nelle aree in cui restano garantiti il passaggio dei pedoni e l’accessibilità per le persone con disabilità. Sono norme rivolte anche ad altri utenti della strada, con ricadute sugli spazi condivisi ogni giorno con chi cammina.

Iter e decorrenza: nessuna entrata in vigore nel 2026

Il via libera del Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2026 è preliminare. Il provvedimento dovrà ricevere i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza unificata e delle commissioni parlamentari competenti; tornerà poi al Governo per la decisione definitiva. Il calendario prospettato indica marzo 2027 come possibile data per il via libera finale e il 1° gennaio 2028 come ipotesi per l’entrata in vigore. Si tratta delle tappe previste finora: la decorrenza dovrà essere stabilita dal testo definitivo pubblicato.

Nel 2026 e durante il successivo iter, quindi, i pedoni devono fare riferimento agli articoli 190 e 191 nella formulazione vigente. Le nuove prescrizioni, comprese quelle sulla visibilità notturna e le sanzioni fino a 160 euro annunciate per alcune condotte, si applicheranno dopo l’approvazione definitiva e dalla data di decorrenza fissata nel testo finale.

Oggi chi cammina deve utilizzare gli spazi pedonali, attraversare sulle strisce quando si trovano nelle vicinanze ed evitare diagonali e passaggi pericolosi. Per le violazioni si applicano le sanzioni già previste dall’articolo 190. Chi guida, invece, deve rallentare e dare la precedenza secondo quanto stabilisce l’articolo 191. La riforma aggiungerebbe indicazioni più dettagliate sulle cautele da adottare, sulla visibilità notturna e sui divieti per i pedoni, ma le regole attuali restano in vigore.

La distinzione da tenere presente è tra gli obblighi già applicabili e le modifiche ancora all’esame delle istituzioni. La multa specifica per l’uso del cellulare è stata eliminata dalla versione governativa, mentre il testo mantiene l’indicazione di prestare maggiore attenzione prima e durante l’attraversamento. Fino alla pubblicazione della versione definitiva, gli importi annunciati per le nuove violazioni non sono sanzioni applicabili.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...