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Nuovo Codice della strada 2026: quando entrano in vigore le 7 misure approvate dal Cdm di ieri 13 ottobre

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Il Cdm ha approvato sette misure per il Codice della strada 2026, ma quando saranno effettive? Tra multe, patenti, sicurezza dei bus, veicoli stranieri e over 85, ecco i passaggi e le date da conoscere.

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera il 13 ottobre 2026 al nuovo Codice della strada. Il testo interviene su sette aree, dalle multe alla circolazione dei veicoli privi di assicurazione. Perché le nuove regole diventino legge, il provvedimento dovrà completare l’iter previsto e arrivare alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; la decorrenza sarà quella fissata nell’atto definitivo, con eventuali date successive per singole disposizioni. Con una precisazione: le novità non avranno valore retroattivo.

Per chi guida, il passaggio operativo arriverà con l’efficacia della norma. Le misure annunciate riguardano la graduazione delle sanzioni, i termini per notificare le violazioni e le procedure sui veicoli senza copertura assicurativa. Prima di modificare comportamenti o scadenze, occorrerà quindi fare riferimento alla legge pubblicata e alla decorrenza prevista per ciascuna regola.

Via libera del Cdm: i passaggi successivi

L’approvazione del Consiglio dei ministri definisce la posizione del Governo sul testo. Seguono il completamento dell’iter istituzionale, la definizione della versione finale e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La legge indicherà da quale data si applicano le disposizioni; tra la pubblicazione e l’entrata in vigore può essere previsto un intervallo.

Ci sono poi gli atti attuativi. Una norma può stabilire un principio e affidare a decreti, procedure amministrative o aggiornamenti tecnici la sua applicazione concreta. In questi casi la legge entra in vigore secondo la propria decorrenza, mentre uno specifico adempimento può diventare operativo in un momento successivo.

Per cittadini e Comuni, la sequenza da tenere presente è dunque questa: approvazione del Governo, conclusione dell’iter, pubblicazione, entrata in vigore e, dove previste, decorrenze differite. Il testo presentato il 13 ottobre 2026 è descritto come una revisione organica del Codice della strada. La linea dichiarata combina multe più basse e più eque con sanzioni più severe per le condotte considerate pericolose.

Nel testo definitivo andranno verificati importi, termini, eccezioni e modalità operative. Sono le disposizioni promulgate e gli eventuali provvedimenti applicativi a fissare le regole da seguire.

Multe: velocità e termini di notifica

La revisione punta a graduare le sanzioni in base alla gravità della violazione. Per l’eccesso di velocità, gli importi saranno proporzionati ai chilometri orari oltre il limite: il superamento di pochi chilometri e quello più consistente rientreranno in fasce differenti. Il criterio lega quindi la sanzione all’entità dello scarto rispetto al limite stradale.

Importi e fasce saranno definiti dalle disposizioni finali. Per chi è al volante resta necessario rispettare i limiti indicati; l’eventuale margine di tolleranza previsto dalla disciplina vigente è regolato separatamente rispetto alla quantificazione della multa.

Cambia anche il termine per notificare le violazioni accertate da remoto. In questi casi il tempo scende a 45 giorni per la notifica. Per gli altri accertamenti rimane il termine ordinario di 90 giorni. La modalità di rilevazione determina dunque quale scadenza si applica: le infrazioni rilevate da dispositivi senza contestazione immediata seguono il termine più breve, mentre gli altri casi conservano quello ordinario.

La modifica coinvolge soprattutto i Comuni e gli organi incaricati di gestire verbali e sistemi di rilevazione. Gli uffici dovranno organizzare l’accertamento e l’invio degli atti in base alla scadenza prevista per ciascun verbale. Chi riceve una multa potrà controllare la data di notifica insieme ai dati dell’infrazione e alle modalità con cui è stata contestata.

Patenti e domicilio digitale: la Pec resta facoltativa

Tra le ipotesi considerate durante la revisione figurava l’obbligo di associare una Pec alla patente e ai veicoli. La prescrizione è stata eliminata dal testo: possedere una patente o un mezzo non comporta l’obbligo di attivare una posta elettronica certificata.

Resta la possibilità di eleggere un domicilio digitale, indicando un recapito elettronico valido per ricevere comunicazioni secondo le regole applicabili. Questa scelta può rendere più semplice la gestione delle notifiche. Chi non indica un domicilio digitale continuerà a ricevere le comunicazioni attraverso i canali previsti dalla disciplina vigente e secondo le modalità riportate negli atti.

Per le pratiche amministrative rimane utile mantenere aggiornati i recapiti richiesti. Il domicilio digitale è una scelta a disposizione di conducenti e proprietari, non un requisito per guidare o possedere un veicolo; le comunicazioni formalmente inviate seguono le regole che disciplinano le notifiche.

Sicurezza: requisiti per autobus e trasporto scolastico

Il pacchetto prevede sanzioni più rigorose per chi conduce autobus o veicoli destinati al trasporto di scolari e studenti senza i requisiti necessari. La misura riguarda conducenti e servizi che trasportano passeggeri, con un’attenzione specifica ai minori.

Imprese e gestori dovranno verificare che le persone assegnate alla guida abbiano le abilitazioni e i requisiti richiesti per il servizio. Per il trasporto professionale o scolastico possono essere necessari titoli ulteriori rispetto alla patente ordinaria. La violazione comporta conseguenze più pesanti, in ragione delle responsabilità legate al trasporto dei passeggeri.

La revisione distingue tra infrazioni meno gravi e comportamenti che espongono gli altri utenti della strada a rischi maggiori. L’indirizzo annunciato è ridurre il peso delle multe nei casi meno seri e rafforzare il contrasto alle condotte pericolose; la risposta varia in base alla natura della violazione e al rischio che comporta.

Veicoli stranieri: copertura assicurativa e pagamenti

Chi circola in Italia con un veicolo immatricolato all’estero dovrà sottoscrivere un’assicurazione conforme alle regole italiane quando la permanenza supera 30 giorni. Il provvedimento introduce anche procedure per recuperare le somme dovute e non pagate da utenti stranieri. La copertura assicurativa dovrà accompagnare la circolazione sul territorio e gli importi dovuti potranno essere riscossi attraverso i meccanismi previsti.

Per chi si ferma in Italia oltre il periodo indicato sarà necessario verificare che la polizza rispetti la normativa italiana e conservare la documentazione assicurativa. La soglia di 30 giorni si riferisce alla permanenza prevista dalla disciplina.

Le procedure di recupero riguardano anche le amministrazioni che accertano le violazioni. Dopo la gestione del verbale, gli uffici dovranno occuparsi delle somme dovute e delle attività necessarie per riscuoterle. Le modalità concrete saranno quelle stabilite dalle regole definitive e dagli strumenti amministrativi applicabili.

Over 85 e veicoli senza Rc auto

Il testo elimina le limitazioni automatiche alla guida per le persone con più di 85 anni. L’età, da sola, non comporterà il divieto generalizzato ipotizzato nel percorso di revisione. Restano in vigore le regole ordinarie su rinnovo della patente, idoneità e validità del titolo: ogni conducente dovrà rispettare gli accertamenti e le condizioni previsti.

Per gli automobilisti anziani e le loro famiglie, il riferimento sarà quindi la valutazione individuale prevista dalle procedure per la patente. Il superamento della soglia anagrafica non farà scattare automaticamente la perdita della possibilità di guidare; rimangono gli obblighi di rinnovo e i controlli stabiliti dalla normativa.

Per i veicoli senza Rc auto è previsto un percorso specifico. Il proprietario riceverà un avviso e avrà 30 giorni per regolarizzare la posizione. Trascorso il termine senza che l’assicurazione sia stata sistemata, scatterà il divieto di circolazione, che durerà fino alla regolarizzazione. La procedura collega così l’individuazione del veicolo alla comunicazione al proprietario e alle conseguenze previste in caso di mancata copertura.

Ricevuto l’avviso, il proprietario dovrà provvedere a stipulare o ripristinare l’assicurazione entro la scadenza. Il divieto impedisce di usare il veicolo finché resta privo di copertura. Comuni e organi di controllo dovranno collegare l’accertamento all’invio della comunicazione e alla verifica dell’eventuale regolarizzazione.

Le date da seguire dopo il via libera e quando sarà in vigore

Per cittadini, imprese e amministrazioni, l’entrata in vigore si articola in passaggi distinti:

  • 13 ottobre 2026: il Consiglio dei ministri approva il testo del nuovo Codice della strada.
  • Completamento dell’iter: il provvedimento raggiunge la forma definitiva secondo la procedura legislativa prevista.
  • Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: viene reso conoscibile il testo di legge e si individua la decorrenza generale fissata nell’atto.
  • Entrata in vigore e decorrenze specifiche: le disposizioni si applicano dalle date stabilite; gli adempimenti affidati ad atti attuativi possono seguire tempi propri.
Fatti due conti, il nuovo codice della strada sarà in vigore non prima del secondo semestre 2027 o probabilmente direttamente nel 2028

I termini di 45 giorni per le notifiche da remoto, i 30 giorni per regolarizzare un veicolo senza assicurazione e i 30 giorni di permanenza che fanno scattare l’obbligo assicurativo per gli utenti stranieri decorreranno quando le rispettive norme saranno applicabili. Per le multe legate alla velocità, il riferimento pratico sarà il sistema di fasce indicato nel testo definitivo.

Cittadini e uffici comunali dovranno quindi distinguere le regole già vigenti da quelle introdotte dalla riforma. Quando la legge sarà efficace, le amministrazioni adegueranno notifiche, controlli e procedure; le nuove disposizioni potranno incidere su verbali, assicurazioni, requisiti di guida e circolazione secondo le decorrenze stabilite.






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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...