Il nuovo Codice della Strada 2026 introduce regole stringenti per i pedoni: sanzioni per l'uso del cellulare, obbligo di giubbotto riflettente, nuovi divieti di attraversamento e chiarimenti.
Importanti aggiornamenti stanno ridefinendo il panorama delle regole per chi si muove a piedi sulle strade italiane. Il testo base della nuova riforma, al centro della discussione pubblica e istituzionale, inaugura un approccio più severo riguardo alla sicurezza e alle distrazioni dei pedoni. Tra le misure di maggiore rilievo spiccano il divieto esplicito di utilizzo di smartphone e dispositivi elettronici durante l'attraversamento o la marcia sulla carreggiata, accompagnato da nuove sanzioni amministrative. Oltre alla stretta su cellulari e tablet, la normativa introduce obblighi inediti per la prevenzione della distrazione sulle strade: i pedoni dovranno fermarsi prima di attraversare e accertarsi della volontà degli automobilisti di cedergli il passo. Novità di particolare interesse riguardano anche l'introduzione dell'obbligo di indossare giubbotti riflettenti o dispositivi di segnalazione, e specifici divieti di attraversamento in situazioni potenzialmente pericolose come curve e dossi. Le nuove regole promettono di cambiare abitudini consolidate, rafforzando la responsabilità dei pedoni e la consapevolezza dei rischi legati alla distrazione tecnologica. Si approfondiranno di seguito, con attenzione alle sanzioni previste e alle modalità pratiche di applicazione.
L'attuale testo in consultazione estende per la prima volta il concetto di distrazione anche all'utenza pedonale, specificando chiaramente che l'utilizzo di smartphone, tablet, computer portatili, notebook e apparecchi analoghi è vietato durante l'attraversamento della carreggiata e la marcia su strada. L'obiettivo è ridurre gli incidenti causati da comportamenti imprudenti legati alla tecnologia:
Il legislatore ha chiuso il cerchio sulla coerenza normativa: le regole stringenti sull'uso dei telefoni già applicate agli automobilisti vengono ora estese anche a chi si muove a piedi, in nome della sicurezza stradale condivisa. Il riferimento normativo, se approvato, si inserirà nelle note del Codice della Strada e sarà supportato da eventuali circolari di attuazione, che definiranno nei dettagli modalità operative e strumenti di accertamento.
Le innovazioni, tuttavia, non colpiscono indistintamente: dal tenore delle bozze emerge un'attenzione particolare all'equilibrio tra sicurezza e libertà personale. Questa rivoluzione nella visione dell'utenza stradale mira a responsabilizzare senza penalizzare comportamenti prudenti o necessari nell'interazione digitale odierna.
Tra le novità chiave figurano precisi obblighi di condotta per l'utenza pedonale. Non basterà più attraversare sulle strisce per sentirsi al sicuro: occorre fermarsi, osservare e attendere la certezza di essere stati visti dagli autisti in arrivo. Secondo il testo proposto:
Si rileva un orientamento giurisprudenziale consolidato che aveva già iniziato a delineare precise responsabilità in capo ai pedoni: la pressione normativa s'incardina su questa linea giurisdizionale per sottolineare come la sicurezza sia un concetto collettivo. Secondo le note illustrative, il passaggio da un generico richiamo alla prudenza a una serie di obblighi puntuali rafforza la prevenzione e consente controlli più efficaci da parte delle forze dell'ordine.
Questa nuova disciplina mira soprattutto a prevenire comportamenti imprevedibili e a migliorare la consapevolezza dei rischi al momento più critico: quello dell'attraversamento.
Pochi conoscono un'altra novità destinata a incidere significativamente sulle abitudini dei pedoni, ossia l'obbligo di indossare un giubbotto o bretelle retroriflettenti o dispositivi luminosi in circostanze specifiche. Questa prescrizione vuole ridurre il numero degli incidenti notturni e in condizioni di visibilità ridotta, rendendo più sicura la presenza di pedoni in carreggiata.
Questa innovazione rientra nella strategia europea di Vision Zero, volta a minimizzare le vittime sulle strade attraverso strumenti semplici ma efficaci. Concentrandosi sulle situazioni di maggior rischio, fuori dai centri abitati e in assenza di illuminazione pubblica, si vuole dare priorità assoluta alla salvaguardia della vita umana rispetto a qualsiasi altra considerazione.
Il pacchetto di riforme prevede anche nuovi e specifici divieti rispetto alle modalità di attraversamento. In particolare:
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Situazione |
Comportamento vietato |
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Curve, dossi, ostacoli |
Attraversare anche fuori dai centri abitati |
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Carreggiate separate o barriere |
Passare fuori dagli attraversamenti designati |
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Attraversamento di corsa |
Sempre vietato, salvo emergenza |
Queste norme seguono una logica di prevenzione proattiva, in linea con le indicazioni europee sulla mobilità sicura. In tal modo si introduce un'interruzione netta rispetto al passato, in cui il rischio veniva spesso sottovalutato dai pedoni stessi.
Il percorso verso l'approvazione delle nuove regole non è ancora concluso: il testo attualmente in circolazione rappresenta una bozza avanzata sottoposta a consultazione pubblica. Enti come ACI e associazioni di settore hanno tempo fino alla metà di settembre per esprimere le proprie osservazioni. Le successive fasi prevedono:
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...