Il nuovo permesso unico di soggiorno e lavoro per extracomunitari introduce regole, requisiti e procedure semplificate. Dal 22 maggio 2026, cambiano obblighi e tutele per i datori di lavoro e chi vuole lavorare in Italia
L’Italia introduce una importante innovazione normativa per favorire l’inserimento regolare dei cittadini di Paesi extra UE nel mercato del lavoro, adeguandosi agli standard europei previsti dalla direttiva (UE) 2024/1233. Approvato in esame preliminare durante il Consiglio dei Ministri del 20 gennaio, il decreto legislativo introduce una procedura semplificata e più chiara per ottenere il permesso che consente soggiorno e accesso al lavoro retribuito in ambito nazionale.
Cambia radicalmente l’approccio burocratico: la domanda unificata per soggiorno e lavoro sostituisce l’articolato percorso amministrativo, riducendo barriere d’accesso, rallentamenti e frammentazioni precedenti. Il nuovo iter amministrativo è più trasparente e rispondente alle reali esigenze di imprese e lavoratori stranieri, assicurando anche maggiore certezza e velocità nella risposta alle istanze.
Il nuovo permesso unico di soggiorno prevede una procedura unica e standardizzata, finalizzata al rilascio del titolo che consenta, in modo simultaneo, il soggiorno legale e lo svolgimento di attività lavorativa retribuita sul territorio italiano. Questa soluzione accoglie una delle principali richieste da parte di imprese e cittadini stranieri, mirando a semplificare le modalità di ingresso e permanenza per ragioni professionali.
Il futuro richiedente deve soddisfare alcune condizioni essenziali:
La domanda di permesso unico si presenta attraverso un iter snellito:
Particolare attenzione viene posta al rispetto dei diritti procedurali:
In ottica di tutela e prevenzione dello sfruttamento, il titolo non viene revocato in caso di perdita involontaria del lavoro: il cittadino extra UE potrà quindi restare sul territorio fino a tre mesi per cercare una nuova occupazione regolare. Questa finestra di tutela rafforza la protezione sociale e giuridica dei lavoratori, favorendo una loro permanenza regolare e legittima.
In sintesi, la nuova procedura rende più efficace e ragionevole la gestione dell’immigrazione lavorativa, stimolando un rapporto equilibrato tra esigenze economiche e rispetto dei diritti umani, in piena coerenza con la normativa europea e i valori di accoglienza e legalità.
A partire dal 22 maggio 2026 si realizzerà l’entrata in vigore della disciplina aggiornata sul rilascio del permesso unico per stranieri, introducendo precise tempistiche, responsabilità per i datori di lavoro e significative garanzie per i lavoratori.
Dal punto di vista delle tempistiche procedurali, il testo del decreto stabilisce che:
Tra le nuove tutele vengono delineati obblighi rafforzati per i datori di lavoro:
Inoltre, durante la validità del permesso unico, è consentito cambiare datore di lavoro, previa semplice notifica alle autorità senza dover ricorrere a pratiche complesse o rischiare situazioni di irregolarità.
Per una migliore comprensione delle diverse tempistiche, si riporta una sintetica tabella:
| Procedura | Termine massimo |
| Rilascio permesso unico | 90 giorni |
| Rilascio permesso unico dopo domanda completa | 30 giorni |
| Rinnovo permesso di soggiorno (altri casi) | 90 giorni |
| Permanenza in caso di disoccupazione | 3 mesi |
Da sottolineare che nessun aggravio economico è previsto per la finanza pubblica: il nuovo impianto amministrativo si sostiene con risorse già in essere, favorendo efficienza gestionale e sostenibilità a lungo termine.
In definitiva, il nuovo sistema garantisce procedure più rapide e trasparenti, maggiore mobilità nel mercato del lavoro e una tutela rafforzata dei diritti dei cittadini di Paesi terzi, segnando una svolta attesa da anni per l’integrazione lavorativa e la legittimità del soggiorno.