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Nuovo piano casa in Veneto 2026, per acquisto case a prezzi calmierati e affitto con canoni bassi

di Marcello Tansini pubblicato il
Acquisto case a prezzi calmierati

Il nuovo Piano Casa Veneto 2026 affronta l'emergenza abitativa con misure su case a prezzi calmierati, affitti bassi, tutela per inquilini e proprietari, valorizzazione dell'edilizia pubblica, fondi, incentivi e attenzione alle fasce deboli.

Il nuovo piano casa si inserisce in uno scenario segnato da criticità, con costi di acquisto e affitto crescenti che mettono in difficoltà soprattutto giovani, famiglie a basso reddito e lavoratori in mobilità. L'emergenza abitativa non interessa più solo le fasce sociali tradizionalmente vulnerabili, ma si estende anche al ceto medio, alle famiglie monogenitoriali e a chi si trasferisce per lavorare nelle città dinamiche del Nord.

Obiettivo centrale delle nuove misure regionali è quello di favorire l'accesso alla casa attraverso politiche integrate e sostenibili. L'intento dichiarato degli amministratori è ridurre la pressione economica sulle famiglie, valorizzare il patrimonio immobiliare esistente e promuovere una solida collaborazione tra enti pubblici, società civile e settore privato. Le scelte strategiche per la rigenerazione urbana puntano così a coniugare inclusione sociale, sostenibilità e sviluppo territoriale.

Le misure proposte: case a prezzi calmierati e affitti bassi

Tra le linee guida adottate dalla Regione Veneto vi è un ampio ventaglio di interventi volti ad incrementare l'offerta di immobili in vendita e locazione a condizioni vantaggiose. Punto focale è il concetto di prezzo calmierato: la progettazione di nuovi complessi abitativi e la riconversione di edifici dismessi intendono garantire alloggi con prezzi di vendita e canoni d'affitto inferiori rispetto ai valori di mercato.

Il piano prevede di:

  • Mettere a disposizione migliaia di nuovi alloggi nei prossimi anni tramite bandi regionali e comunali dedicati
  • Favorire l'accesso prioritario per under 36, giovani coppie, famiglie numerose e soggetti economicamente vulnerabili
  • Introdurre canoni agevolati con formule per l'affitto a lungo termine e soluzioni di rent to buy
  • Promuovere sgravi fiscali per i proprietari che concedono locazioni a prezzi contenuti
  • Prevedere contributi pubblici per la ristrutturazione di immobili privati da destinare ad affitti calmierati
Merita attenzione anche la proposta di estendere a categorie ulteriori il sistema degli affitti scontati del 30%, già sperimentato per i lavoratori stagionali del turismo, anche a giovani coppie e lavoratori del settore pubblico e privato. Vengono valutati incentivi fiscali, bonus affitto fino a 5.000 euro e una garanzia pubblica sui mutui per l'acquisto della prima casa, in particolare con plafond dedicati agli under 36. Diverse misure puntano inoltre a sostenere la ristrutturazione energetica degli edifici, agganciandosi alle evoluzioni normative europee in materia di case green.

Emergenza abitativa in Veneto: numeri, categorie e criticità

I dati confermano l'acuirsi della pressione abitativa nella regione. Il Veneto conta oltre 7.500 immobili di edilizia pubblica attualmente sfitti perché in attesa di manutenzione o riconversione. A fronte di ciò, l'offerta di alloggi a canone calmierato in Veneto rimane tra le più basse d'Europa, ferma al 2,4% del totale, ben distante dalla media UE dell'8%.

Le famiglie con difficoltà di accesso al mercato immobiliare sono oltre 1,2 milioni a livello nazionale; in Veneto il fenomeno colpisce:

  • Giovani in cerca di autonomia
  • Lavoratori delle grandi aree urbane e zone turistiche
  • Famiglie monogenitoriali e numerose
  • Persone in condizione di vulnerabilità economica
  • Studenti fuori sede
Le criticità emergenti includono anche l'aumento della morosità nei contratti di locazione: nella regione nel 2024 sono state presentate oltre 81.000 richieste di sfratto, con un incremento di quasi il 10% rispetto all'anno precedente. In particolare, l'incidenza del canone di locazione o del mutuo supera il 30% del reddito per la maggior parte delle famiglie nelle principali città. Un ulteriore aspetto di rilievo riguarda il mancato utilizzo di parte consistente del patrimonio immobiliare privato, spesso mantenuto vuoto per motivi economici o di preferenza per gli affitti turistici di brevissima durata, con impatti rilevanti anche sulla disponibilità di alloggi a lungo termine.

Strategie di recupero del patrimonio pubblico e privato

Recuperare il patrimonio esistente rappresenta uno degli assi portanti della strategia abitativa regionale. Le amministrazioni locali e la Regione hanno individuato diversi strumenti per riportare sul mercato alloggi pubblici e privati oggi inutilizzati. Fra questi, si annoverano:

  • Piani straordinari di restauro e manutenzione per alloggi pubblici sfitti
  • Bandi per sostenere l'autorestauro delle abitazioni assegnate
  • Incentivi per la rigenerazione urbana di edifici privati, anche attraverso cambi di destinazione d'uso semplificati
  • Partnership con soggetti privati e terzo settore per la creazione di alloggi service housing
L'esperienza di alcune province, come quella di Belluno, mostra la rilevanza di strumenti come il fondo di garanzia per proprietari che affittano a canone moderato, pensato per coprire i rischi legati a morosità o danni all'immobile. Ulteriori iniziative comprendono la riconversione di ex strutture militari, canoniche e immobili comunali dismessi in mini alloggi destinati sia alla residenzialità, sia al personale sanitario e ai dipendenti pubblici. La razionalizzazione e l'efficientamento del patrimonio immobiliare sono visti come leve essenziali per accrescere l'offerta senza un impatto eccessivo sul bilancio pubblico.

Fondi e incentivi: finanziamenti pubblici, partnership e risorse

L'attuazione del piano regionale si basa su una combinazione di risorse pubbliche, europee e investimenti privati. Analizzando le linee di finanziamento, emergono:

  • Fondi strutturali europei e riprogrammazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) finalizzati all'housing sociale
  • Miliardi provenienti dal bilancio UE 2021-2027, Fondo sociale per il clima e Fondo investimenti e sviluppo infrastrutturale
  • Cofinanziamenti regionali (come i 7,6 milioni impiegati nel Bellunese), fondi di garanzia comunali e statali
  • Collaborazioni con fondi immobiliari e soggetti istituzionali per il coinvolgimento di investitori pazienti nel social housing
La tabella sintetica delle principali risorse stimate rivela allora che:

Voce di finanziamento

Importo stimato (€)

Riprogrammazione PNRR

1,5 miliardi

Fondi strutturali UE

2,5 miliardi

Fondo investimenti/infrastrutture

2 miliardi

Fondo sociale clima

3 miliardi

Cofinanziamenti e risorse private

Variable

Questi fondi alimentano la realizzazione di nuovi alloggi, programmi di ristrutturazione, sostegni diretti per affitti e mutui agevolati, incentivi fiscali dedicati sia agli affittuari sia ai proprietari. Il partenariato pubblico-privato viene promosso anche per velocizzare i tempi di intervento e ampliare l'efficacia della risposta abitativa.

Normativa su affitti, sfratti e tutele per inquilini e proprietari

La normativa vigente e in corso di riforma si sta adattando alle esigenze emergenti con diverse misure:

  • Accelerazione delle procedure giudiziarie per sfratti, soprattutto in caso di morosità, con l'introduzione di una Autorità pubblica Amministrativa nazionale (AES) incaricata di gestire le esecuzioni
  • Possibilità di esecuzione dello sfratto in due-quattro mesi, verificando la tutela dei diritti di tutte le parti coinvolte
  • Fondo nazionale per l'emergenza abitativa a sostegno degli inquilini con ISEE inferiore a 12.000 euro in difficoltà per motivi indipendenti dalla volontà
  • Norme specifiche di tutela dei soggetti fragili (minori, anziani, disabili) con il coinvolgimento dei servizi sociali nei casi di emergenza
  • Reato di occupazione arbitraria di immobile introdotto con l'art. 634-bis c.p., con sanzioni penali per l'occupazione abusiva
Ulteriori disposizioni prevedono esenzioni fiscali o riduzioni IMU per i proprietari che affittano a canone moderato, sgravi su imposte per locazioni durature, e l'istituzione di agenzie comunali per la gestione degli affitti garantiti. Tali interventi puntano a garantire un equilibrio tra diritti dei proprietari e protezione degli inquilini, in particolare attraverso la prevenzione e il supporto nei casi di morosità incolpevole.

Ruolo delle locazioni turistiche, impatto e regolamentazioni

Il mercato delle locazioni brevi per turisti è una delle variabili più rilevanti nello scenario regionale. L'aumento delle abitazioni affittate per brevi periodi, specie nelle città d'arte e nelle aree montane del Veneto, riduce l'offerta per la residenza stabile. A Venezia, ad esempio, il numero di posti letto turistici ha da tempo superato quello dei residenti, generando effetti diretti sia sui prezzi che sulla disponibilità di alloggi per chi lavora, studia o risiede stabilmente nella città.

Proposte legislative locali e regionali prevedono di:

  • Introdurre limiti temporali (ad es. massimo 120 giorni anno per nuove locazioni turistiche)
  • Implementare sistemi di zonizzazione con restrizioni nei quartieri più esposti all'overtourism
  • Obbligare, tramite sistemi di compensazione, la creazione di un nuovo alloggio residenziale per ogni unità immessa nel mercato degli affitti brevi
Tale disciplina intende trovare un equilibrio tra attrattività turistica e diritto all'abitare a lungo termine, favorendo la permanenza delle famiglie e garantendo soluzioni per studenti e lavoratori.

Focus su fasce deboli: giovani, lavoratori, studenti e famiglie

Un asse strategico delle politiche abitative riguarda la protezione delle fasce vulnerabili. Giovani under 36, lavoratori a basso reddito, studenti fuori sede e nuclei familiari in situazione di disagio sono al centro di misure mirate che includono:

  • Stanziamento di fondi specifici per mutui agevolati e contributi affitto
  • Bandi regionali per residenze studentesche con vincolo su prezzi accessibili
  • Riserva di quote nei nuovi interventi di edilizia sociale per giovani coppie e famiglie numerose
  • Servizi di supporto e piattaforme gestite da enti locali per incrociare domanda e offerta
  • Fondo di garanzia comunale in caso di morosità incolpevole a tutela di proprietari e inquilini
L'attenzione verso studenti e lavoratori fuori sede è ulteriormente rafforzata mediante convenzioni con università e imprese, incentivi all'housing cooperativo, e vincoli sulla destinazione d'uso delle nuove residenze universitarie. Queste soluzioni contribuiscono a ridurre gli ostacoli all'accesso alla casa e a promuovere l'inclusione sociale in un contesto regionale fortemente attrattivo ma caratterizzato da un costo della vita in crescita progressiva.