Negli ultimi anni, l'espansione dell'e-commerce internazionale ha portato a una crescita esponenziale delle spedizioni di pacchi provenienti da Paesi non appartenenti all'Unione Europea. Questa tendenza, favorita dalla presenza di marketplace asiatici e da costi di spedizione ridotti, ha avuto come conseguenza l'adozione di nuove politiche fiscali e doganali sia a livello europeo che italiano.
Oltre ai balzelli noti come dazi e IVA, dal 2026 si aggiungerà una tassa amministrativa di 2 euro per ogni spedizione di basso valore. Analizzare nei dettagli tutti questi costi è essenziale per comprendere perché i prezzi dei pacchi extra UE stanno aumentando rapidamente e quali saranno le reali implicazioni per consumatori e imprese a partire dall'anno corrente.
La nuova tassa di 2 euro sui pacchi extra UE
La legge di Bilancio italiana 2026 ha introdotto una handling fee di 2 euro su tutte le spedizioni con valore dichiarato non superiore a 150 euro provenienti da Paesi extra UE. Il provvedimento, formalizzato dall'art. 29 della manovra e chiarito dalla Circolare ADM n. 37/2025, si propone di coprire le spese amministrative sostenute dalle autorità doganali.
Tale contributo si applica sia alle transazioni commerciali (B2C e B2B) sia alle spedizioni private e viene riscosso dall'Agenzia delle Dogane al momento dell'importazione definitiva, indipendentemente dal tracciato dati usato (H1 e/o H7) e dalla natura della merce, purché satifatta la soglia di valore. Sono escluse le spedizioni già sdoganate in altro Stato UE o per merce in viaggio accompagnata dal passeggero con dichiarazione verbale:
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La tassa colpisce ogni singolo pacco; ordini suddivisi generano il balzello su ciascuna spedizione.
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Non si applica alle spedizioni interne UE, salvo mancato sdoganamento nell'hub comunitario.
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Nel caso di marketplace con magazzini in Europa, la tassa si applica se la merce non risulta già in libera pratica comunitaria.
L'importo può essere addebitato in fase d'acquisto da alcuni marketplace, richiesto dal corriere alla consegna o anticipato dall'operatore logistico. Il provvedimento si inserisce in un panorama internazionale che vede
altri Stati UE (es. Romania) già introdurre misure simili e una proposta UE di fee armonizzata in arrivo (2 euro B2C, 0,50€ B2B). L'obiettivo dichiarato è doppio: copertura dei costi doganali e contrasto alla frammentazione delle spedizioni da piattaforme asiatiche come Temu e Shein.
Dazi doganali: perché si pagano e come impattano sui costi
I dazi doganali sono tributi applicati sulle merci che entrano nel territorio doganale dell'UE da Paesi terzi. Tradizionalmente, la normativa prevedeva una franchigia (soglia de minimis) che esentava dai dazi gli acquisti di valore fino a 150 euro. Dal luglio 2026 questa esenzione verrà abolita nell'intero Spazio Economico Europeo.
La Commissione UE ha infatti confermato l'introduzione di un dazio doganale fisso temporaneo di 3 euro su ogni pacco extra UE sotto i 150 euro, in attesa del sistema definitivo con aliquote ordinarie sulla base della categoria merceologica. I motivi della riforma sono molteplici:
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Contrasto alla concorrenza sleale: i colossi dell'e-commerce extra UE hanno beneficiato di vantaggi fiscali che hanno penalizzato le imprese europee.
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Rafforzamento dei controlli: la sottovalutazione delle merci e la frammentazione artificiosa delle spedizioni hanno ridotto l'efficacia delle verifiche doganali.
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Equità contributiva: l'aumento delle entrate pubbliche per finanziare controlli e infrastrutture.
L'impatto sui costi per chi acquista dall'estero è evidente. Ad esempio, un prodotto da 10 euro può subire un rincaro del 30% solo per il dazio UE, a cui vanno sommati gli ulteriori oneri nazionali e fiscali. Le associazioni di categoria sottolineano come il prelievo, pensato per scoraggiare microspedizioni di basso valore, sia destinato a
modificare le abitudini d'acquisto e a ridurre la competitività dei rivenditori non europei.
IVA all'importazione: funzionamento, aliquote e conseguenze
L'IVA all'importazione si applica a tutti i beni che entrano in Italia da Paesi extra UE, indipendentemente dal valore della merce. Dal 2021 è stata eliminata la soglia di esenzione IVA sui beni di basso valore, rendendo questo tributo obbligatorio anche su spedizioni minime:
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L'IVA si calcola su valore della merce + dazio + spese di spedizione fino al punto di ingresso + altri eventuali oneri.
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Per la gran parte delle merci, l'aliquota ordinaria applicata è del 22%, sebbene alcune categorie (alimentari, libri, farmaceutici) possano beneficiare di aliquote ridotte.
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Il pagamento può avvenire direttamente alla dogana, oppure anticipato dal corriere (con successiva richiesta al destinatario), o già incluso nel caso di piattaforme aderenti al sistema IOSS.
Per i clienti finali, l'applicazione dell'IVA all'importazione significa
un aumento del prezzo finale a sorpresa poiché l'importo da corrispondere può risultare superiore a quanto pagato inizialmente online, soprattutto se le spese di spedizione sono elevate o se la corretta classificazione fiscale viene contestata in dogana. È fondamentale verificare, prima dell'acquisto, se il marketplace applica l'IVA nazionale già al check-out: in tal caso non vi saranno richieste aggiuntive alla consegna.
Infine, la responsabilità del corretto versamento ricade sull'importatore (Privato o azienda), che deve presentare documenti chiari e puntuali. Errori nella dichiarazione o sottovalutazione dei corrispettivi possono generare accertamenti e ritardi nello sdoganamento.
Diritti postali, commissioni e balzelli nascosti
Oltre ai dazi e all'IVA, ogni spedizione extra UE comporta una serie di costi accessori legati allo sdoganamento. L'onere amministrativo non è omogeneo e può comprendere:
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Diritti postali o oneri di sdoganamento: tariffa fissa o variabile richiesta dal corriere o dal servizio postale per la gestione della pratica doganale.
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Commissioni per anticipo tributi: la società di trasporto può richiedere un rimborso per l'anticipo di IVA e dazi a favore delle autorità.
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Balzelli occulti: alcuni operatori internazionali aggiungono piccole somme per pratiche amministrative o gestione dei dati EAD.
Per maggiore chiarezza,
si propone una tabella esemplificativa dei costi riscontrati:
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Voce
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Importo Tipico (€)
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Modalità di Addebito
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Oneri di sdoganamento
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7-15
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Fissi o a percentuale
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Commissione anticipo tributi
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2-5
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Fissa
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Fee gestione dati elettronici
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0,5-2
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A pacco
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La mancata trasparenza su questi aspetti porta spesso a sorprese in fase di consegna. Il pagamento deve essere documentato formalmente, e il mancato versamento comporta il blocco del pacco e potenziali sanzioni. Solo i marketplace più avanzati forniscono una stima completa dei costi complessivi direttamente in fase di ordinazione online.
I costi di trasporto e la logistica dei pacchi extra UE
Il trasporto delle merci dall'estero comporta variabili logistiche e costi che incidono sensibilmente sul prezzo finale. Le emissioni ambientali, la gestione delle ultime miglia e la suddivisione artificiosa degli ordini hanno portato anche l'UE a valutare una handling fee per internalizzare parte dei costi generati:
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I corrieri espresso devono integrare sistemi di calcolo e rendicontazione in tempo reale per monitorare il pagamento delle nuove tasse
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L'elevato numero di micro spedizioni crea colli di bottiglia nei centri di smistamento, con potenziali ritardi nella consegna
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L'applicazione delle tasse alla consegna obbliga il driver a fungere da agente esattore, dilatando i tempi di scarico e aumentando il rischio di mancata consegna
La tendenza degli operatori è quindi indirizzata verso:
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Consolidamento dei carichi (groupage) per ridurre il numero di pacchi soggetti a tassa unitaria
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Uso di magazzini doganali comunitari per abbassare la fee, dove applicabile
Tutti questi elementi spingono verso un
aumento dei prezzi di spedizione per i pacchi extra UE, aggravato dalle nuove esigenze di compliance e monitoraggio dei dati elettronici. Anche le condizioni climatiche e la sostenibilità giocano un ruolo nella rimodulazione delle strategie distributive.
Sovrapposizioni di tasse e rischio di doppia imposizione
L'anno 2026 segna l'ingresso di una doppia barriera fiscale sulle spedizioni extra UE. Accanto alla tassa italiana di 2 euro, l'UE ha introdotto un dazio fisso di 3 euro per lo stesso target di merce (spese inferiori a 150 euro). Il coordinamento tra le due misure è ancora in fase di definizione, con il rischio che si generino sovrapposizioni che aumentano il prelievo sui consumatori italiani:
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Secondo stime Codacons, il costo complessivo potrebbe raggiungere i 5 euro a spedizione se le due operazioni si cumulano
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L'applicazione sia a spedizioni business to consumer sia business to business rende difficile distinguere tra import diretto e transito in hub europei
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Le norme UE vietano barriere unilaterali nazionali, ma alcune eccezioni sono ammesse per copertura di costi amministrativi effettivi
In prospettiva, l'introduzione dell'EU Customs Data Hub dovrebbe armonizzare i controlli e consentire l'accredito del tributo direttamente alla fonte, ma nel periodo transitorio resta il dubbio operativo su quali spedizioni siano soggette a uno, a entrambi o a nessun balzello. Una
corretta integrazione normativa sarà decisiva per evitare una penalizzazione eccessiva degli acquirenti finali residenti in Italia.
A partire dal 2026 il quadro dei costi legati agli acquisti transfrontalieri online subirà una profonda trasformazione:
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Le spedizioni di basso valore provenienti da piattaforme extra UE saranno gravate da almeno una tassa fissa, con rischio di cumulo con il dazio comunitario
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Il prezzo d'acquisto rischia di non essere più trasparente
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Le aziende del settore logistico saranno costrette a rinegoziare i contratti per la gestione del credito d'imposta
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La modalità di gestione cambia: il focus si sposta da mera distribuzione merci a gestione integrata di flussi finanziari e fiscali
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Per le imprese italiane, si prospetta una riduzione della concorrenza sleale di player internazionali che abbattevano i prezzi grazie alla franchigia, ma anche un aumento delle complessità operative nei rapporti con fornitori e piattaforme online
Per i consumatori, la conseguenza più immediata sarà
un incremento delle spese impreviste sulle consegne, specialmente per gli acquisti d'impulso su market asiatici e piattaforme che non rendono trasparente la composizione del prezzo.