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Papā pragmatico, figli sognatori: la Dacia Bigster in versione Cybertruck mette d'accordo tutta la famiglia

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di Dott. Stefano Gallo pubblicato il

Un rendering trasforma la Dacia Bigster in un Cybertruck: forme geometriche, passaruota marcati e tetto fastback accendono la fantasia dei figli. Ma misure, motori e consumi della SUV reale riportano il papā con i piedi per terra.

Il rendering di una Dacia Bigster trasformata in una sorta di Cybertruck è stato pubblicato il 15 settembre 2026 da Giuliano Belfiore: una reinterpretazione digitale che immagina il SUV familiare con pannelli metallici a vista, forme taglienti e tetto fastback. L’immagine mette in scena un incontro curioso: da una parte il papà pragmatico, attento allo spazio e ai consumi, dall’altra i figli attratti da un’auto che sembra arrivare da un film di fantascienza. Il progetto grafico sposta la Bigster verso un’estetica futuristica; la vettura di serie, invece, si giudica attraverso misure, motori e capacità di carico.

Il rendering che accende la fantasia

La base è riconoscibile. Il frontale conserva l’impronta della Bigster, mentre il resto della carrozzeria cambia carattere. Nell’immagine pubblicata da Belfiore, le superfici sembrano rivestite da pannelli metallici lasciati a vista, con giunzioni e dettagli che richiamano il linguaggio visivo del Tesla Cybertruck. Il risultato è una proposta grafica spigolosa, costruita per accentuare l’aspetto futuristico del SUV.

Il contrasto è facile da immaginare anche in famiglia. I figli vedono un’auto da avventura, lontana dai modelli che incontrano ogni giorno; chi guida pensa alla spesa, ai tragitti scolastici e ai viaggi con i bagagli. L’immagine accende la fantasia. Per scegliere un’auto, però, contano le caratteristiche della Bigster reale e il modo in cui si adattano alla vita quotidiana.

Linee geometriche, passaruota e tetto fastback

La trasformazione più evidente è nelle forme. Al posto delle superfici arrotondate compaiono linee geometriche e spigoli marcati; i passaruota sono trapezoidali e più vistosi. Dietro, il tetto scende verso la coda con un profilo fastback, allungando la silhouette e avvicinando il SUV all’immagine di una coupé.

Anche i pannelli metallici accentuano l’impressione di robustezza. La carrozzeria sembra fatta per mostrare giunzioni e superfici nette, anziché nasconderle sotto forme morbide e verniciature convenzionali. La Bigster di serie ha proporzioni da SUV e una coda verticale, funzionale al vano di carico. Nel rendering, invece, il profilo fastback privilegia la presenza scenica e cambia l’idea che ci si fa del bagagliaio.

Per un genitore, a quel punto, la domanda viene naturale: quanto spazio resta dietro con il tetto che scende? La linea della coda è uno degli elementi più distintivi dell’immagine, ma il bagagliaio da considerare per l’uso familiare è quello della Bigster commercializzata. È su quel modello che si misurano le esigenze di carico.

La Bigster vera: misure da SUV familiare

La Bigster di serie è lunga circa 4,57 metri, misura riferita al modello in gamma nel 2026. Siamo nelle dimensioni di un SUV di segmento C: una presenza importante su strada, con spazio per cinque persone. Nei parcheggi stretti e nei box di dimensioni contenute, però, la lunghezza si fa sentire. Chi arriva da un’auto più piccola può aver bisogno di un po’ di pratica nelle manovre; l’impostazione della carrozzeria è pensata per sfruttare lo spazio a bordo.

Dacia descrive l’abitacolo come particolarmente generoso per chi siede dietro, sia per lo spazio destinato alle gambe sia per quello sopra la testa. Nei viaggi lunghi, questo può offrire più margine rispetto a una vettura compatta. La percezione cambia in base alla corporatura, ai seggiolini e alla posizione dei sedili: provare l’auto con i passeggeri abituali è il modo più diretto per capire come ci si sta.

Il bagagliaio cambia secondo la motorizzazione e la configurazione. Per il 2026, i dati dichiarati indicano sotto la cappelliera 612 litri sulla hybrid 155, 660 litri sulla mild hybrid-G 140 e 556 litri sulla Hybrid-G 150 4x4. Abbattendo i sedili posteriori, i volumi massimi salgono rispettivamente a 1.912, 1.960 e 1.856 litri. Le misurazioni seguono il metodo VDA.

Per la spesa e i viaggi con tutti i posti occupati, il riferimento è il volume con i sedili in uso. Abbattendo il divano si guadagna spazio per oggetti ingombranti, attrezzature sportive o traslochi occasionali, rinunciando ai posti posteriori. La versione 4x4 ha il bagagliaio più piccolo fra le tre motorizzazioni elencate: un dato da tenere presente quando la priorità è trasportare carichi voluminosi.

Motori reali e consumi dichiarati

Nel 2026 la gamma Bigster comprende motorizzazioni ibride e versioni a doppia alimentazione benzina-GPL. La hybrid 155 è una full hybrid: abbina un motore a benzina a unità elettriche e a una batteria che si ricarica durante la marcia. La mild hybrid-G 140 combina un motore a benzina, un sistema mild hybrid a 48 volt e l’alimentazione GPL; è proposta con diverse configurazioni di trasmissione. La Hybrid-G 150 4x4 aggiunge la trazione integrale elettrica all’alimentazione bifuel.

Per la hybrid 155 Dacia dichiara un consumo combinato WLTP di 4,6 litri ogni 100 chilometri. La mild hybrid-G 140 registra, nei dati dichiarati, 5,7 litri ogni 100 chilometri a benzina e 7,0 a GPL. Per la Hybrid-G 150 4x4 i valori sono 5,9 litri a benzina e 7,1 a GPL ogni 100 chilometri, sempre nel ciclo combinato WLTP. Il protocollo standardizzato permette di confrontare i modelli; nell’uso quotidiano incidono il percorso, lo stile di guida, il carico, il meteo e l’allestimento.

Per chi controlla la spesa, il numero più basso in tabella è solo uno dei criteri da considerare. La full hybrid è una possibilità da valutare soprattutto per i tragitti urbani. Chi percorre molti chilometri può guardare al bifuel, tenendo conto della presenza di distributori GPL lungo gli itinerari abituali e del prezzo dei carburanti nel periodo d’uso. La trazione integrale ha senso per chi affronta spesso fondi difficili o strade con aderenza variabile; comporta consumi dichiarati più alti e meno spazio nel bagagliaio rispetto alle altre versioni citate:

Versione Bigster 2026

Consumo WLTP combinato 2026

Bagagliaio massimo 2026

Hybrid 155

4,6 l/100 km

612 litri, fino a 1.912 litri con sedili abbattuti

Mild hybrid-G 140

5,7 l/100 km a benzina; 7,0 a GPL

660 litri, fino a 1.960 litri con sedili abbattuti

Hybrid-G 150 4x4

5,9 l/100 km a benzina; 7,1 a GPL

556 litri, fino a 1.856 litri con sedili abbattuti

La fantasia dei 300 CV e i motori in gamma

Il rendering suggerisce una Bigster più potente e tecnologicamente estrema. Nel progetto entrano ipotesi di potenze comprese tra 250 e 300 CV, un range extender alimentato a GPL e una meccanica specifica per la carrozzeria fastback. Le motorizzazioni della gamma reale dichiarano invece 140, 150 o 155 CV, a seconda della versione.

La trazione integrale elettrica è presente nella Bigster Hybrid-G 150 4x4 di serie. Il modello abbina un motore termico anteriore a un’unità elettrica sull’asse posteriore e usa l’alimentazione benzina-GPL. È una delle tecnologie effettivamente disponibili nella gamma. Nel concept, la stessa idea di una meccanica avanzata si accompagna invece alla carrozzeria ispirata al Cybertruck e alle potenze ipotizzate.

Per chi sta valutando l’acquisto, la distinzione tra le caratteristiche a listino e le soluzioni immaginate nel rendering aiuta a leggere correttamente i dati. Una motorizzazione di serie ha una potenza, consumi e configurazione definiti; l’immagine digitale propone un’interpretazione visiva e tecnica della Bigster.

Per i figli, la Bigster Cybertruck-style è l’auto più originale del quartiere: pannelli argentati, passaruota squadrati e profilo da astronave trasformano il SUV familiare in un veicolo da immaginare. Per chi organizza la vita di tutti i giorni, il passo successivo è guardare all’accesso ai sedili, alla comodità di chi viaggia dietro, alla capienza del bagagliaio e ai consumi sui tragitti abituali.

La Bigster reale risponde alle esigenze di spazio con dimensioni da SUV e volumi di carico che variano in modo sensibile tra le motorizzazioni. La scelta fra full hybrid, GPL e versione 4x4 dipende dalle percorrenze e dalle priorità: efficienza nei tragitti misti, flessibilità del doppio carburante o maggiore motricità sui fondi difficili.




Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) č un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacitā di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...