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Parcheggia la sua Fiat Grande Panda al supermercato, va a fare la spesa e trova 990 euro di multa: cosa è successo

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Una sosta nel parcheggio di un supermercato si è trasformata in una multa da 990 euro e nella perdita di sei punti per il conducente di una Fiat Grande Panda perchè anche un’area privata può essere soggetta alle regole stradali.

Un automobilista parcheggia la sua Fiat Grande Panda in uno stallo riservato alle persone con disabilità, nel parcheggio di un supermercato e ha preso una sanzione di 990 euro e la perdita di 6 punti della patente.

Il parcheggio di un supermercato può rientrare, infatti, nelle regole della circolazione anche se il terreno è privato. A determinare il regime dell’area è la sua accessibilità a una platea indeterminata di utenti. Per stabilire quale violazione sia stata commessa occorre poi considerare la condotta accertata, la segnaletica e le circostanze concrete.

Perché il parcheggio privato è soggetto alle regole stradali

Con la sentenza n. 17279 del 2009, la Cassazione ha riconosciuto che il parcheggio di un ipermercato può essere considerato aperto all’uso pubblico quando è accessibile a una pluralità indeterminata di persone. La natura privata del terreno, quindi, non esclude l’applicazione delle norme generali sulla circolazione.

Conta l’uso effettivo dello spazio. Un parcheggio destinato ai clienti e normalmente accessibile a chi si reca nel punto vendita ha caratteristiche diverse da quelle di un cortile condominiale o di un’area chiusa, riservata a poche persone autorizzate. Anche la presenza di una sbarra all’ingresso va valutata insieme alle modalità di accesso e di utilizzo del parcheggio.

Quando uno stallo è segnalato come riservato alle persone con disabilità e viene occupato da un veicolo privo del titolo necessario, l’accertamento può seguire le disposizioni del Codice della strada. Il riferimento è l’articolo 158, che disciplina i divieti di fermata e di sosta.

Quando la sosta può costare 990 euro

Per i veicoli diversi da ciclomotori e motocicli, l’occupazione non autorizzata di uno stallo riservato può comportare, nei casi previsti dall’articolo 158, comma 4-bis, una sanzione da 330 a 990 euro e la decurtazione di 6 punti. I 990 euro indicano il limite massimo della fascia prevista dalla norma.

Nel verbale deve essere indicata la violazione contestata. Chi lo riceve può controllare la norma richiamata, la descrizione del fatto e la segnaletica presente nel parcheggio, oltre a verificare che lo stallo fosse riservato e riconoscibile. L’accertamento riguarda l’uso dello spazio protetto.

I punti vengono attribuiti al conducente identificato, secondo le regole della patente a punti. Quando il verbale non è contestato direttamente al guidatore, può essere richiesta una comunicazione separata dei dati di chi era al volante. È quindi necessario leggere gli avvisi e rispettare le scadenze riportate nell’atto, tenendo distinti gli adempimenti relativi alla somma da pagare e quelli riferiti al conducente.

Il CUDE, contrassegno unificato disabili europeo, deve essere valido e visibile quando si utilizzano le agevolazioni per la sosta. La sua esposizione consente agli organi di controllo di verificare il titolo durante l’accertamento.

La mancata esposizione del CUDE può essere contestata con una sanzione distinta, indicata fino a 600 euro, 4 punti e possibile rimozione a spese dell’interessato. Per l’occupazione dello stallo da parte di un veicolo senza il titolo necessario si applicano invece gli importi e i punti previsti per la violazione contestata. La norma applicabile dipende dalla condotta rilevata.

Chi ha un contrassegno dovrebbe esporlo in modo leggibile e controllarne la validità prima di lasciare l’auto. Se il documento era presente ma non visibile al momento del controllo, è utile conservare una copia e i documenti che attestano la titolarità. Questi elementi possono servire a ricostruire i fatti e a valutare come contestare il verbale:

Situazione

Possibili conseguenze

Verifica utile

Stallo disabili occupato senza titolo

Da 330 a 990 euro e 6 punti per i veicoli non esclusi dalla norma

Norma citata, segnaletica e dinamica dell’accertamento

Sosta senza esposizione del CUDE

Fino a 600 euro, 4 punti e possibile rimozione

Validità e disponibilità del contrassegno

Richiesta economica del gestore privato

Richiesta formulata sulla base delle condizioni applicate dal gestore

Identità di chi ha emesso l’atto e motivazione della richiesta

Chi può effettuare i controlli

In un’area privata aperta alla circolazione del pubblico possono intervenire le forze dell’ordine per gli accertamenti di loro competenza, in base alle regole applicabili e alle circostanze del caso. L’accessibilità pubblica del parcheggio consente l’intervento anche quando il terreno appartiene a un privato. Cartelli e richieste del gestore seguono invece le rispettive regole.

Una sanzione amministrativa prevista dal Codice della strada e una richiesta di pagamento inviata da una società che gestisce il parcheggio hanno origine diversa. Un avviso sul parabrezza o una comunicazione del gestore va esaminato verificando chi lo ha inviato, quale condotta viene contestata e su quale base viene richiesto il pagamento.

La distinzione interessa anche i parcheggi con limiti di permanenza o condizioni d’uso fissate dal gestore. Un’eventuale richiesta contrattuale non comporta l’attribuzione di punti alla patente: la decurtazione è prevista per determinate violazioni del Codice della strada.

Chi riceve una contestazione dovrebbe partire dal documento. Nel verbale vanno verificati la norma indicata, il luogo e la data, la descrizione della condotta e l’autorità che ha svolto l’accertamento. Anche la segnaletica e la visibilità delle indicazioni dello stallo aiutano a ricostruire la situazione.

Fotografie scattate sul posto, ricevute, comunicazioni con il gestore e ogni elemento utile a identificare chi guidava possono documentare l’accaduto. Se il cartello era coperto, danneggiato o poco leggibile, le immagini scattate sul momento possono mostrare le condizioni dello stallo. Le modalità e i termini per contestare il verbale variano in base all’atto ricevuto: è bene controllare con attenzione le indicazioni riportate.

Se il proprietario non era alla guida, la responsabilità per la condotta e gli adempimenti relativi ai dati del conducente seguono regole specifiche. La comunicazione ricevuta va gestita rispettando le scadenze; anche il pagamento della multa e gli obblighi relativi ai punti richiedono verifiche distinte. Ogni indicazione contenuta nel verbale va letta con attenzione.

Le responsabilità del gestore

Nel parcheggio possono sorgere anche questioni legate alle condizioni dell’area. Una buca, un dislivello o un altro difetto che provoca un danno può chiamare in causa l’articolo 2051 del Codice civile, relativo alla responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia. Per applicare la norma contano la prova del danno, il legame con le condizioni dell’area e le circostanze rilevanti per la responsabilità.

Chi subisce un danno dovrebbe documentare subito il punto, fotografare il difetto e raccogliere i dati di eventuali testimoni. Se nell’area sono installate telecamere, è opportuno chiedere tempestivamente al gestore di conservare le immagini dell’episodio, indicando con precisione il luogo e l’orario, o almeno l’intervallo interessato.

Le registrazioni di videosorveglianza sono conservate per tempi proporzionati alle finalità del sistema e alle regole sulla protezione dei dati. Nella pratica, le immagini possono essere sovrascritte dopo un periodo breve. Una richiesta tempestiva permette al titolare dell’impianto di valutare la conservazione delle riprese pertinenti, quando sussistono i presupposti.

Nel parcheggio di un supermercato aperto ai clienti, l’accessibilità al pubblico può rendere applicabili le norme della circolazione. Di conseguenza, uno stallo riservato alle persone con disabilità resta vincolato alla sua funzione anche quando si trova su una proprietà privata.

Per la Fiat Grande Panda, la sanzione di 990 euro e la decurtazione di 6 punti corrispondono al limite massimo previsto per l’occupazione non autorizzata di uno stallo disabili da parte di un’automobile, se il verbale contesta quella specifica violazione. La norma citata, la segnaletica e le circostanze dell’accertamento sono gli elementi da controllare nell’atto ricevuto.






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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...