Il nuovo Codice della Strada 2026 rafforza i diritti di chi ha il CUDE: sosta gratuita sulle strisce blu, regole per ottenere e usare il pass e sanzioni più severe per chi occupa gli stalli riservati.
Nel 2025 la Polizia Locale di Rimini ha contestato 565 violazioni legate alla sosta irregolare negli spazi destinati alle persone con disabilità, contro le 509 del 2023. Il numero fotografa un problema concreto, al quale la riforma del Codice della Strada risponde con due interventi: rafforza la tutela di chi usa il contrassegno e aumenta il costo dell’occupazione abusiva degli stalli riservati. La novità più rilevante riguarda i veicoli al servizio di persone con disabilità. Possono sostare gratuitamente anche sulle strisce blu, purché siano rispettate le condizioni previste per l’utilizzo del contrassegno.
La modifica dell’articolo 188, comma 3-bis, del Codice della Strada ha esteso l’agevolazione. Un veicolo munito di contrassegno speciale può fermarsi senza pagare tanto negli stalli riservati quanto nelle aree di sosta a pagamento, comprese le strisce blu. La regola si innesta sulla disciplina introdotta nel 2021. All’epoca, la gratuità negli stalli tariffati operava soprattutto quando i posti riservati non erano disponibili perché occupati. La formulazione più recente elimina questa limitazione: per sostare gratis sulle strisce blu non è più necessario, in base a quanto riportato nelle fonti, dimostrare che tutti gli stalli riservati siano già occupati.
Questo non autorizza qualsiasi automobile a parcheggiare senza pagare. Occorrono un contrassegno valido e correttamente esposto e la presenza a bordo della persona titolare, come conducente oppure come passeggero. Restano fermi gli altri divieti. La sosta continua a essere vietata, per esempio, sugli attraversamenti pedonali, in corrispondenza delle intersezioni, sulle rampe, nelle discese e nei raccordi tra marciapiede e carreggiata quando la fermata ostacola la mobilità o contrasta con la segnaletica.
Una disciplina diversa può valere nei parcheggi in struttura, negli aeroporti, nei porti e nelle stazioni. In questi luoghi il gestore può stabilire proprie regole tariffarie: il fatto che esistano posti riservati non significa automaticamente che si applichino le stesse condizioni previste per le strisce blu.
Il documento che consente di accedere alle agevolazioni è il Contrassegno Unificato Disabili Europeo, noto come CUDE. È personale e non resta legato in modo permanente a una targa. Può quindi essere utilizzato su automobili diverse, ma soltanto quando il mezzo è effettivamente al servizio della persona autorizzata.
Il rilascio definitivo è previsto per chi ha una capacità di deambulazione sensibilmente ridotta e per le persone non vedenti. Esiste anche un contrassegno temporaneo, destinato a chi attraversa una fase di riduzione momentanea della capacità di camminare o si trova in una condizione che richiede assistenza continua per raggiungere luoghi di cura.
Il diritto non dipende dal modello dell’auto, da chi ne è proprietario o dal legame familiare con il titolare. Un’automobile intestata a un parente può essere usata, a condizione che stia trasportando la persona alla quale il CUDE è stato rilasciato. Il pass segue la persona, non il veicolo. Non può essere prestato per consentire all’accompagnatore di svolgere spostamenti privati quando la persona disabile non è presente.
La richiesta viene gestita dal Comune di residenza, spesso attraverso la Polizia Locale. Prima di presentare la domanda occorre acquisire la documentazione sanitaria necessaria. Può essere il verbale di invalidità oppure il certificato del medico legale dell’ASL, l’azienda sanitaria locale, con l’attestazione dei requisiti richiesti.
La domanda può essere consegnata allo sportello anche da una persona delegata, seguendo le istruzioni fissate dall’amministrazione comunale. La documentazione normalmente comprende:
La data di scadenza va verificata prima di esporre il pass. Un contrassegno scaduto non garantisce la stessa tutela di un’autorizzazione ancora valida.
Il CUDE deve essere l’originale e deve trovarsi sul parabrezza anteriore, in una posizione leggibile dall’esterno. Alcuni Comuni consentono anche di associare le targhe alla piattaforma nazionale informatica dedicata. Questa registrazione può rendere più semplici i controlli e l’accesso alle ZTL, ma non sostituisce le condizioni di utilizzo del contrassegno né gli eventuali adempimenti richiesti localmente.
Gli stalli riservati si riconoscono dalle strisce gialle e dal simbolo internazionale della disabilità. Sono realizzati per lasciare lo spazio necessario alla salita e alla discesa dall’auto, all’apertura della portiera e alle manovre di una persona con mobilità ridotta. Prima di lasciare il veicolo bisogna comunque leggere la segnaletica verticale e quella orizzontale.
Con un CUDE valido il titolare può utilizzare gli stalli riservati e le aree dedicate. In base alla disciplina ampliata, può anche sostare negli spazi a pagamento senza corrispondere la tariffa. Nelle zone con disco orario può inoltre fermarsi oltre il normale limite temporale, nei casi previsti dalla normativa.
La gratuità sulle strisce blu è legata al servizio svolto in favore della persona con disabilità. Non è un beneficio generalizzato per chi possiede un’automobile o per chi trasporta abitualmente un familiare.
Particolare attenzione richiedono gli stalli numerati o assegnati individualmente. Il CUDE permette di usare gli spazi riservati in generale, ma non autorizza automaticamente a occupare il posto attribuito a uno specifico titolare quando la segnaletica indica una concessione personale. La differenza tra stallo generico e spazio ad personam va controllata direttamente sul posto.
Una persona con CUDE valido viaggia come passeggera nell’auto del figlio. Il veicolo può fermarsi in uno stallo riservato oppure sulle strisce blu senza pagare, se il contrassegno originale è esposto e la titolare si trova a bordo. L’intestazione dell’auto non deve necessariamente essere a suo nome.
La situazione cambia quando il familiare prende la stessa automobile per fare commissioni senza la persona disabile. In quel caso il contrassegno non può essere lasciato esposto: il mezzo non sta svolgendo un servizio a favore della titolare e l’utilizzo del pass è improprio.
Un’auto priva di CUDE si ferma per pochi minuti in uno stallo giallo. La durata ridotta non cancella l’infrazione. Anche una semplice fermata, se occupa lo spazio riservato o impedisce l’accesso e le manovre, può creare un ostacolo a chi ha diritto a utilizzarlo e giustificare l’intervento degli organi di controllo.
La legge n. 177 del 2024 ha aggravato le sanzioni per la sosta abusiva negli spazi destinati alle persone con disabilità. Le fonti disponibili indicano, per ciclomotori e motocicli a due ruote, una multa compresa tra 165 e 660 euro. Per le automobili e gli altri veicoli la fascia va invece da 330 a 990 euro. Per un’automobile la sanzione può quindi arrivare a 990 euro, con un intervallo di 330-990 euro.
Il raddoppio rispetto agli importi precedenti è stato presentato come deterrente contro una condotta che può impedire l’ingresso in un’abitazione, l’accesso a un luogo di cura o la fruizione di un servizio pubblico. L’importo concreto dipende dall’accertamento e dalle regole applicabili al pagamento in misura ridotta. Le fonti consultate non permettono di indicare un’unica somma finale valida per ogni caso e per tutti i Comuni.
Alla multa può aggiungersi la rimozione forzata del veicolo. In questa eventualità, le spese di recupero e di custodia restano a carico del responsabile. Pagare la sanzione non rende lecita la sosta già effettuata e non elimina i costi eventualmente sostenuti per rimuovere l’auto.
L’utilizzo irregolare del CUDE costituisce una violazione diversa dall’occupazione dello stallo da parte di un veicolo che non dispone di autorizzazione. Rientrano nell’uso improprio l’esposizione del pass quando il titolare non è presente, la cessione del documento a un familiare e l’impiego di una copia o di un contrassegno contraffatto.
Le fonti riportano la decurtazione di sei punti dalla patente per l’occupazione abusiva degli spazi riservati. L’applicazione concreta dipende però dalla qualificazione della violazione contestata e dall’identificazione del conducente. Per questo il verbale resta il riferimento decisivo per verificare la misura applicata.
Un contrassegno falso o contraffatto può comportare anche conseguenze penali, oltre a quelle amministrative.
Nei casi più gravi, l’occupazione di uno stallo individuale o il blocco intenzionale del passaggio di un veicolo utilizzato da una persona disabile può essere valutato come violenza privata, reato previsto dall’articolo 610 del Codice penale. Non è la conseguenza automatica di ogni multa: devono esserci ulteriori circostanze, che spetta alle autorità competenti accertare.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...