La gestione dei costi previdenziali rappresenta una delle principali voci di ottimizzazione del reddito per imprenditori, commercianti e artigiani titolari di una propria attività. In questo scenario, le regole contributive dell’INPS offrono strumenti di agevolazione che possono avere impatti significativi sul bilancio annuale delle piccole imprese. Chi apre o possiede una posizione ordinaria o tradizionale nell’ambito delle attività artigianali o commerciali può valutare concrete strategie per ridurre l’onere previdenziale, scegliendo, a seconda dei requisiti, fra più regimi agevolati.
Negli anni recenti, il legislatore italiano ha introdotto norme volte ad alleggerire la pressione contributiva, con il chiaro intento di sostenere la crescita e stimolare la natalità delle microimprese. Il risparmio generato da specifiche agevolazioni INPS può ammontare a migliaia di euro l’anno, ma va sempre ponderato con attenzione, poiché simili benefici si traducono in minori accrediti ai fini pensionistici. La scelta fra contribuzione ordinaria e ridotta, oggi disciplinata da regole precise e scadenze stringenti, è quindi strategica, specie alla luce dell’aggiornamento annuale delle aliquote e delle soglie di reddito, come avvenuto anche per il 2026.
Chi può pagare meno contributi INPS: agevolazioni 2026 tra ordinario e ridotto (35% e 50%)
Secondo quanto previsto dalla normativa vigente, può pagare meno di contributi previdenziali chi svolge attività di impresa come artigiano o commerciante. A seconda delle caratteristiche soggettive e temporali, nel 2026 risulta possibile accedere ad agevolazioni del 35% o del 50% sui contributi INPS dovuti. In particolare, è prevista:
- Riduzione del 35%: riservata ai titolari di partita IVA che applicano il regime forfettario e sono iscritti alle gestioni speciali di artigiani o commercianti. Questa agevolazione, prevista dalla Legge 190/2014, consente il pagamento di soli due terzi dei contributi previsti a regime. Il beneficio spetta sia ai già attivi, sia a chi apre l’attività nel corso del 2026, purché rispetti i requisiti fiscali e previdenziali.
- Riduzione del 50%: introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (art. 1, comma 186, Legge 207/2024), è destinata esclusivamente ai nuovi iscritti alle gestioni INPS per artigiani e commercianti che aprono partita IVA o entrano in società tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025. Consente una riduzione a metà dei contributi previdenziali dovuti, per la durata di 36 mesi a decorrere dall’avvio attività. Tale misura è alternativa, e non cumulabile, rispetto alla riduzione del 35%.
I soggetti che possono beneficiare delle riduzioni dei pagamenti di contributi relativi a
Partite Iva ordinarie nel 2026:
- Imprenditori individuali (inclusi collaboratori e familiari coadiuvanti/coadiutori) iscritti alle gestioni artigiani o commercianti;
- Soci lavoratori di società di persone (Snc, Sas) e di capitali (Srl), sempre in presenza di iscrizione alla gestione INPS di riferimento;
- Lavoratori autonomi di età pari o superiore a 65 anni, già titolari di pensione INPS, che possono richiedere la riduzione a metà dell’importo dovuto;
- Coloro che, oltre a essere titolari di partita IVA per un’attività commerciale secondaria, svolgono anche un lavoro dipendente a tempo pieno (in quest’ultimo caso, è possibile ottenere l’esonero integrale dal versamento degli importi fissi a certe condizioni, se l’attività svolta in proprio è effettivamente secondaria e non prevalente).
Le
condizioni per accedere alle singole agevolazioni sono rigorosamente definite:
- Per la riduzione del 50%, il contribuente non deve mai essere stato iscritto in passato alle gestioni INPS interessate. È necessario aver avviato (o essere entrati in società) nel 2025; la possibilità di fare domanda persiste fin tanto che sono rispettate queste condizioni.
- La riduzione del 35%, invece, può essere richiesta ogni anno da chi mantiene i presupposti fiscali e previdenziali previsti dalla normativa forfettaria. La domanda va presentata entro il 2 marzo 2026 per chi era già attivo nel 2025, mentre chi apre una nuova impresa nel corso dell’anno deve muoversi tempestivamente dopo l’iscrizione.
- Per i soggetti già beneficiari nel 2025 della riduzione al 35%, la prosecuzione avviene in automatico salvo esplicita rinuncia.
| Aliquota ordinaria 2026: |
Artigiani: 24% / Commercianti: 24,48% |
| Minimale di reddito: |
18.808 euro |
| Contributi minimi annui: |
Artigiani: 4.521,36 € / Commercianti: 4.611,64 € |
| Contribuzione ridotta del 35%: |
Riduzione di circa 1.500-1.600 € l’anno sulle quote minime; risparmio ancora maggiore per redditi eccedenti il minimale. |
| Riduzione del 50%: |
Dimezzamento dell’importo dovuto (solo per aventi diritto triennale 2025-2027) |
Il calcolo del contributo da versare si basa sul
reddito d’impresa dichiarato fiscalmente: alla quota minima si aggiunge una percentuale proporzionale alla parte eccedente il minimale, con aliquota maggiorata oltre una seconda soglia prestabilita.
L’applicazione di aliquote ridotte comporta un grande risparmio annuo, ma riduce la pensione futura, dato che i contributi accreditati saranno proporzionalmente inferiori. Questa decisione ha quindi un impatto diretto sia sul breve che sul lungo periodo.
Come richiedere la riduzione: procedura telematica per domanda INPS e dettagli operativi
L’INPS ha ormai digitalizzato ogni fase della domanda di agevolazione contributiva. La partecipazione a uno dei regimi ridotti (sia 35% sia 50%) avviene esclusivamente in modalità telematica attraverso il “Cassetto previdenziale artigiani e commercianti” disponibile sul portale dell’Istituto. Non sono accettate, né considerate valide, richieste inviate con modalità tradizionali (cartacee o per posta).
- Per il 35% (forfettari):
- Gli utenti già in attività che intendano aderire al regime agevolato devono presentare la propria richiesta entro il 2 marzo 2026 tramite l’area personale INPS utilizzando le credenziali digitali SPID, CIE o CNS.
- I soggetti che avviano l’attività nel corso dell’anno devono inoltrare la domanda in tempi brevi rispetto all’iscrizione alla gestione contributiva, così da garantire all’ente la corretta predisposizione delle somme dovute.
- In caso di adesione già attiva negli anni precedenti, non è necessario ripresentare la domanda. Fa eccezione la rinuncia, anch’essa da comunicare telematicamente entro la medesima scadenza: tale rinuncia avrà effetto dall’anno successivo e non sarà più possibile rientrare nel regime agevolato.
- Per il 50% (nuovi iscritti 2025):
- La domanda può essere presentata tecnicamente anche successivamente all’avvio, purché la data di apertura attività rientri nel 2025 (la normativa fa fede sulla data di apertura). Non esistono proroghe esplicite ma, data la natura triennale del diritto, conviene muoversi tempestivamente.
- Dopo aver effettuato l’accesso al portale, occorre compilare il modulo specifico e inviarlo tramite la sezione dedicata alle “domande di agevolazione contributiva”. È opportuno verificare l’avvenuta ricevuta nella sezione “domande presentate”.
Le
indicazioni operative aggiornate dell’INPS chiariscono una serie di aspetti di dettaglio:
- Tutti i versamenti contributivi devono essere effettuati utilizzando il modello F24 (anche per le quote ridotte);
- Le scadenze per il pagamento della quota minima rimangono fissate a maggio, agosto, novembre e febbraio;
- In presenza di redditi superiori a 18.808 euro (minimale), il contributo sulla parte eccedente va calcolato in sede di dichiarazione dei redditi e saldato con gli altri tributi IRPEF (saldo e acconti);
- L’eventuale trasferimento dell’attività in altra provincia non comporta la necessità di ripetere la domanda di regime agevolato (resta valido il diritto già acquisito);
Ricordiamo, infine, che
l’applicazione delle riduzioni non è cumulabile: per l’annualità di riferimento è possibile beneficiare solo di una misura, dovendo operare una scelta consapevole tra le opzioni disponibili. L’efficacia della riduzione dei contributi decorre dalla data di presentazione della domanda, fatta salva l’osservanza dei termini previsti.
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Il Dott. Ugo Terenzi è un esperto consulente senior con oltre 15 anni di esperienza nel campo della gestione delle Partite IVA. Attualmente opera a Roma, dove supporta professionisti e imprenditori nell’organizzazione delle loro attività fiscali e nella pianificazione finanziaria. Nel corso della sua carriera ha affiancato numerosi clienti, offrendo indicazioni pratiche per affrontare le normat...