Le regole confermate e le modifiche normative introdotte dalla Manovra Finanziaria 2026 aprono nuovi scenari ai titolari di Partita Iva, soprattutto per chi adotta il regime agevolato. Negli ultimi mesi sono state discusse diverse proposte, ma il quadro di riferimento rimane stabile per ampie fasce di lavoratori, con particolare attenzione alle soglie di reddito ed ai requisiti di accesso.
Regime Forfettario 2026: caratteristiche, soglie e funzionamento
Il regime forfettario continua a rappresentare la formula fiscale semplificata più diffusa tra professionisti, autonomi e microimprese di dimensioni ridotte. Introdotto nel 2015 e regolarmente aggiornato dalla normativa, questo modello offre una gestione fiscale agevolata e una semplificazione burocratica importante, sostituendo Irpef, addizionali e Irap con un’unica imposta sostitutiva. Ecco i principali elementi salienti:
- Limite di ricavi/compensi confermato a 85.000 euro: la soglia resta invariata rispetto all’anno precedente, nonostante il dibattito su un possibile incremento. L’eventuale superamento di questa cifra comporta la perdita delle agevolazioni, con regole diverse a seconda dell’entità dello sforamento.
- Reddito imponibile calcolato in modo forfettario, tramite coefficiente di redditività assegnato a ciascun codice Ateco, senza possibilità di dedurre costi reali: questo aspetto, pur semplificando i calcoli, può risultare penalizzante per chi sostiene spese significative.
- Assenza di obblighi IVA (salvo eccezioni specifiche) e regime contabile ridotto: nessuna dichiarazione periodica IVA, adempimenti amministrativi minimi e facilità nelle procedure di apertura e gestione.
- Requisiti d’accesso stringenti: sono escluse particolari categorie di contribuenti e attività, dettagliate nei paragrafi successivi.
- Controlli di fine anno: verifica di rispetto delle soglie di ricavo, delle spese, e delle eventuali cause di incompatibilità.
Per le nuove aperture, il tetto di ricavo deve essere adeguato proporzionalmente ai mesi di attività, evitando contestazioni di fine anno. Il sistema agevolato si conferma attrattivo soprattutto per freelance, start-up, artigiani e piccoli commercianti che desiderano
contenere il carico fiscale e razionalizzare le procedure amministrative.
Limiti di ricavi e redditi da lavoro dipendente: conferme, esclusioni e casi particolari
Il 2026 segna la proroga della soglia di ricavi a 85.000 euro annui per restare nel regime forfettario, in linea con quanto previsto negli ultimi anni. Il superamento, anche minimo, comporta:
- ricavi tra 85.001 e 100.000 euro: permanenza agevolata solo per l’anno in corso, con passaggio all’ordinario dal successivo;
- oltre 100.000 euro: fuoriuscita immediata, con obblighi IVA e Irpef ordinari nello stesso anno.
Per la componente del reddito da lavoro dipendente o assimilato, la Manovra 2026 proroga il limite
innalzato a 35.000 euro lordi (anziché 30.000), sia per mantenere che per accedere al forfettario. Questa misura amplia la platea degli aventi diritto: chi nel 2025 ha percepito
meno di 35.000 euro da lavoro subordinato o pensione può usufruire delle agevolazioni nel 2026.
Si confermano alcune cause di esclusione rigide:
- Partecipazione in società di persone, associazioni professionali, imprese familiari o controllo diretto di società similari;
- Residenza fuori dall’Italia (esclusi Stati UE/SEE aventi convenzione di scambio di informazioni con l’Italia e reddito generato almeno per il 75% sul territorio nazionale);
- Utilizzo di regimi speciali o esoneri IVA;
- Spese per lavoro dipendente superiori a 20.000 euro lordi;
- Rapporti pregressi di lavoro con i principali committenti (ultimi due anni), salvo specifiche esenzioni normative.
Contratti misti, cause ostative ed esclusione dal forfettario
Le
ultime modifiche normative hanno introdotto importanti novità sui cosiddetti "contratti misti", ovvero situazioni in cui convivono lavori autonomi e subordinati, spesso con lo stesso datore. Dal 2025, la "causa ostativa d-bis" è stata eliminata in alcuni casi:
- Professionisti iscritti ad Albi possono accedere al forfettario anche se svolgono contemporaneamente attività autonoma e subordinata con il medesimo soggetto, purché i rapporti siano distinti e certificati dagli organi competenti.
- Anche chi non è iscritto ad Albi, ma sigla un contratto "di prossimità" rispettando la separazione tra le due attività, può restare nel regime.
Restano invece escluse le situazioni di sovrapposizione sostanziale delle attività (assenza di separazione reale dei ruoli, rapporti non certificati o non regolamentati da appositi contratti). Attenzione alle spese per collaboratori, che non devono superare mai i 20.000 euro annui pena la perdita del beneficio.
Aliquote del regime forfettario: conferme per il 5% e il 15% nel 2026
Con la Manovra 2026 restano confermate sia l’aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni di nuove attività, sia quella ordinaria al 15%. La tassazione avviene su base forfettaria:
- 5% per le start-up: applicabile a chi non ha esercitato attività simili nei tre anni precedenti, né prosegue attività svolta da altri (inclusi componenti della famiglia). Il mancato rispetto di queste condizioni comporta il ritorno all’aliquota ordinaria.
- 15% come imposta sostitutiva standard per tutti gli altri aventi diritto.
Entrambe
sostituiscono Irpef, addizionali e Irap, semplificando la determinazione dell’imposta complessiva. La base imponibile è calcolata traendo applicazione del coefficiente di redditività per codice Ateco: ad esempio, un professionista con coefficiente del 78% su 50.000 euro di ricavo dovrà dichiarare imponibile per 39.000 euro. L’imponibile così determinato sarà soggetto a tassazione del 5% o del 15%.
| Aliquota |
Chi può accedere |
Durata |
| 5% |
Nuove attività rispettando tutti i requisiti |
Primi 5 anni |
| 15% |
Tutti gli altri aventi diritto |
Illimitata finché si posseggono i requisiti |
Non si registrano modifiche agli altri parametri: la flat tax rimane un’opzione accessibile e vantaggiosa per molte tipologie di lavoratori autonomi che rispettino tutte le condizioni normative.
Le altre novità fiscali del 2026: seconda aliquota Irpef e casi ETS
Oltre alle regole sulla fiscalità agevolata, la Manovra 2026 introduce un rilevante taglio dell’aliquota nel secondo scaglione Irpef, passando dal 35% al 33%. Questa modifica riguarda chi è soggetto a tassazione ordinaria, come le partite IVA ordinarie e i contribuenti con ulteriori redditi sottoposti a Irpef. Il provvedimento non incide sulle imposte dovute in regime forfettario, ma può risultare vantaggioso per chi percepisce altri tipi di reddito oltre a quelli agevolati.
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