Cambiano gli importi delle pensioni di reversibilità nel 2026 per effetto della rivalutazione annua: cosa prevedono la normativa e la giurisprudenza in vigore
Le pensioni di reversibilità sono considerate una delle principali forme di protezione economica all’interno del sistema previdenziale italiano. Questa prestazione riguarda i superstiti di un lavoratore o pensionato deceduto, offrendo un sostegno per affrontare la perdita di una fonte di reddito rilevante.
Nel corso degli anni, la disciplina relativa a questa tipologia di trattamento ha subito continui aggiornamenti, sia per assicurare un’adeguatezza degli importi rispetto al costo della vita, sia per garantire maggiore equità e tutela nei confronti delle categorie più vulnerabili. Per il 2026 sono attese importanti modifiche sui criteri di calcolo, rivalutazioni e limiti reddituali.
La pensione di reversibilità costituisce una prestazione erogata agli eredi di un assicurato o pensionato deceduto, affinché possano affrontare con minor disagio la perdita di un sostegno economico.
Nel 2026 tale prestazione mantiene la sua natura assistenziale e previdenziale, ponendosi come strumento di continuità reddituale per i familiari a carico del soggetto defunto. Il diritto nasce quando il pensionato o assicurato aveva maturato i requisiti minimi contributivi previsti dalla legge, in genere almeno cinque anni di contributi.
L’importo riconosciuto ai superstiti è determinato sulla base della pensione spettante al defunto, sia essa di vecchiaia, anzianità o invalidità, ridotto secondo percentuali che variano in funzione della composizione del nucleo familiare rimasto.
Nel 2026, i meccanismi di attribuzione restano ancorati ai principi storici, ma trovano nuove applicazioni attraverso la rivalutazione. Tra le ragioni alla base degli adeguamenti annuali assume particolare rilievo la necessità di compensare gli effetti dell’inflazione e adeguare il potere d’acquisto delle famiglie di superstiti.
La pensione viene erogata a richiesta da parte degli aventi diritto, seguendo modalità burocratiche sempre più informatizzate, che velocizzano i tempi di riconoscimento e riducono i rischi di errori o ritardi. ai fini del beneficio, rilevano non solo le dinamiche familiari, ma anche eventuali altri redditi e la presenza di figli minorenni, studenti o disabili a carico.
L’accesso alla pensione di reversibilità è consentito esclusivamente a una categoria definita di soggetti. Il primo dei beneficiari è normalmente il coniuge superstite, incluso il partner unito civilmente, anche se separato o divorziato a determinate condizioni (ad esempio, con diritto all’assegno di mantenimento). Seguono i figli:
Nel 2026 l’evoluzione dei requisiti si traduce soprattutto nella semplificazione delle domande e nell’aggiornamento delle soglie reddituali, decisivi per la determinazione degli importi e il riconoscimento dell’assegno pieno.
Il calcolo degli importi per questa prestazione segue regole precise: l’ammontare viene determinato applicando una percentuale fissa alla pensione che percepiva (o avrebbe percepito) il defunto. Le fasce principali sono così strutturate:
Le modalità di calcolo tengono conto delle soglie legate al trattamento minimo (611,85 euro mensili nel 2026): quando l’importo è inferiore al minimo, scattano integrazioni e maggiorazioni sociali, che seguono specifiche regole di suddivisione. Tutti gli importi sono soggetti a ritenuta fiscale e, in caso di altri redditi nel nucleo, a possibili riduzioni secondo le fasce di legge.
L’adeguamento annuale delle pensioni deriva dalla variazione dei prezzi stimata dall’ISTAT: nel 2026, la rivalutazione ordinaria è fissata all’1,4%, superiore rispetto allo 0,8% dello scorso anno. La rivalutazione è applicata nella misura piena (100%) agli importi fino a quattro volte il trattamento minimo (circa 2.448 euro), al 90% fino a cinque volte il minimo e al 75% oltre questa soglia. Gli assegni minimi passano così a 611,85 euro mensili.
Per i trattamenti già a soglia minima, è prevista una rivalutazione straordinaria dell’1,3% aggiuntiva, che porta a un incremento ancora più avvertibile alle fasce fragili. Ad esempio, un importo di 500 euro sale a 507 euro per effetto dell’1,4% e poi a 513,59 euro con la seconda rivalutazione. Dopo questo doppio step, la pensione viene suddivisa pro quota tra i superstiti.
La rivalutazione non incide solo sulla rata mensile, ma anche su tredicesima, quattordicesima e altre prestazioni legate alla pensione (es. l’incremento al milione), con effetti positivi più marcati sulle famiglie numerose o monoparentali con redditi bassi.
La normativa vigente stabilisce precise fasce oltre cui scattano riduzioni all’assegno di reversibilità per il coniuge superstite (senza figli minori, studenti o disabili a carico). Dal 2026, i limiti annuali aggiornati sono:
Il sistema di suddivisione delle quote si basa su regole chiare, differenziate in base alla tipologia e al numero di superstiti:
La presenza di figli con gravi condizioni sanitarie comporta il riconoscimento della quota ai superstiti fino a vita naturale, senza limiti di età o di studi.
La disciplina delle pensioni di reversibilità poggia sul D.P.R. 1092/1973 e successive modifiche, nonché sulle recenti circolari INPS, tra cui la n. 153/2025 per i parametri aggiornati 2026. Negli ultimi anni la Corte di Cassazione è intervenuta più volte su casi specifici:
La disciplina della reversibilità si arricchisce di casistiche particolari che meritano un’attenzione specifica. Il coniuge divorziato ha diritto all’assegno solo se l’assegno di mantenimento era effettivamente riconosciuto. Se esistono più coniugi (prima e seconda moglie), la quota si divide tra loro secondo criteri fissati sia dalla legge che dalle sentenze della Cassazione, in proporzione alla durata delle rispettive unioni.
Per quanto riguarda i figli nati da diversi matrimoni, l’INPS attribuisce la quota di reversibilità a ciascun figlio proporzionalmente ai diritti di ciascuna famiglia, senza discriminazione rispetto all’ordine di nascita.
Figli inabili o disabili godono di protezione rafforzata: la quota spettante è loro riconosciuta anche in età adulta e senza limiti di studio o lavoro, a condizione che l’invalidità sia certificata secondo le procedure INPS. Per famiglie allargate o ricostruite (nuove unioni civili, figli acquisiti), la giurisprudenza recente tende a estendere la tutela anche a situazioni precedentemente escluse, in linea con la finalità assistenziale della misura.
Nel 2026 la procedura di presentazione delle richieste si è semplificata grazie alla digitalizzazione introdotta dalle ultime circolari INPS. La domanda può essere inoltrata tramite:
La materia delle pensioni ai superstiti genera spesso dubbi. Tra le domande più frequenti: