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Pensioni di revesibilità 2026: importi aggiornati e novità normative e giurisprudenza

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Cambiano gli importi delle pensioni di reversibilità nel 2026 per effetto della rivalutazione annua: cosa prevedono la normativa e la giurisprudenza in vigore

Le pensioni di reversibilità sono considerate una delle principali forme di protezione economica all’interno del sistema previdenziale italiano. Questa prestazione riguarda i superstiti di un lavoratore o pensionato deceduto, offrendo un sostegno per affrontare la perdita di una fonte di reddito rilevante.

Nel corso degli anni, la disciplina relativa a questa tipologia di trattamento ha subito continui aggiornamenti, sia per assicurare un’adeguatezza degli importi rispetto al costo della vita, sia per garantire maggiore equità e tutela nei confronti delle categorie più vulnerabili. Per il 2026 sono attese importanti modifiche sui criteri di calcolo, rivalutazioni e limiti reddituali. 

Cos'è la pensione di reversibilità e come funziona nel 2026

La pensione di reversibilità costituisce una prestazione erogata agli eredi di un assicurato o pensionato deceduto, affinché possano affrontare con minor disagio la perdita di un sostegno economico.

Nel 2026 tale prestazione mantiene la sua natura assistenziale e previdenziale, ponendosi come strumento di continuità reddituale per i familiari a carico del soggetto defunto. Il diritto nasce quando il pensionato o assicurato aveva maturato i requisiti minimi contributivi previsti dalla legge, in genere almeno cinque anni di contributi.

L’importo riconosciuto ai superstiti è determinato sulla base della pensione spettante al defunto, sia essa di vecchiaia, anzianità o invalidità, ridotto secondo percentuali che variano in funzione della composizione del nucleo familiare rimasto.

Nel 2026, i meccanismi di attribuzione restano ancorati ai principi storici, ma trovano nuove applicazioni attraverso la rivalutazione. Tra le ragioni alla base degli adeguamenti annuali assume particolare rilievo la necessità di compensare gli effetti dell’inflazione e adeguare il potere d’acquisto delle famiglie di superstiti.

La pensione viene erogata a richiesta da parte degli aventi diritto, seguendo modalità burocratiche sempre più informatizzate, che velocizzano i tempi di riconoscimento e riducono i rischi di errori o ritardi.  ai fini del beneficio, rilevano non solo le dinamiche familiari, ma anche eventuali altri redditi e la presenza di figli minorenni, studenti o disabili a carico.

A chi spetta la pensione di reversibilità: beneficiari e requisiti aggiornati

L’accesso alla pensione di reversibilità è consentito esclusivamente a una categoria definita di soggetti. Il primo dei beneficiari è normalmente il coniuge superstite, incluso il partner unito civilmente, anche se separato o divorziato a determinate condizioni (ad esempio, con diritto all’assegno di mantenimento). Seguono i figli:

  • minorenni fino ai 18 anni
  • studenti di scuola media superiore fino a 21 anni, se a carico e senza attività lavorativa
  • universitari, fino a 26 anni, in mancanza di lavoro e se a carico
  • figli maggiorenni inabili al lavoro, indipendentemente dall’età.
Nel caso in cui non vi siano coniuge o figli legittimati, l’assegno può andare a genitori del defunto, purché ultrasessantacinquenni, non titolari di pensione e a carico del deceduto, oppure ai fratelli e alle sorelle in condizioni di inabilità e a carico, secondo criteri sempre più restrittivi. Tutti i beneficiari devono dimostrare uno stretto legame di dipendenza economica e, talvolta, determinati livelli massimi di reddito.

Nel 2026 l’evoluzione dei requisiti si traduce soprattutto nella semplificazione delle domande e nell’aggiornamento delle soglie reddituali, decisivi per la determinazione degli importi e il riconoscimento dell’assegno pieno.

Calcolo e importi delle pensioni di reversibilità 2026: criteri e simulazioni pratiche

Il calcolo degli importi per questa prestazione segue regole precise: l’ammontare viene determinato applicando una percentuale fissa alla pensione che percepiva (o avrebbe percepito) il defunto. Le fasce principali sono così strutturate:

  • 60% al coniuge superstite
  • 80% in presenza di coniuge e un figlio
  • 100% per coniuge e almeno due figli
  • Per i soli figli: 70% per uno, 80% per due, 100% per tre o più
Esempio: una pensione originaria di 1.500 euro vede il coniuge ricevere 915 euro (60%) e il figlio 305 euro (20%). Con la rivalutazione 2026 (applicata prima alla pensione base), l’importo cresce e viene successivamente frazionato fra i superstiti. 

Le modalità di calcolo tengono conto delle soglie legate al trattamento minimo (611,85 euro mensili nel 2026): quando l’importo è inferiore al minimo, scattano integrazioni e maggiorazioni sociali, che seguono specifiche regole di suddivisione. Tutti gli importi sono soggetti a ritenuta fiscale e, in caso di altri redditi nel nucleo, a possibili riduzioni secondo le fasce di legge.

Rivalutazione e aumenti nel 2026: percentuali

L’adeguamento annuale delle pensioni deriva dalla variazione dei prezzi stimata dall’ISTAT: nel 2026, la rivalutazione ordinaria è fissata all’1,4%, superiore rispetto allo 0,8% dello scorso anno. La rivalutazione è applicata nella misura piena (100%) agli importi fino a quattro volte il trattamento minimo (circa 2.448 euro), al 90% fino a cinque volte il minimo e al 75% oltre questa soglia. Gli assegni minimi passano così a 611,85 euro mensili.

Per i trattamenti già a soglia minima, è prevista una rivalutazione straordinaria dell’1,3% aggiuntiva, che porta a un incremento ancora più avvertibile alle fasce fragili. Ad esempio, un importo di 500 euro sale a 507 euro per effetto dell’1,4% e poi a 513,59 euro con la seconda rivalutazione. Dopo questo doppio step, la pensione viene suddivisa pro quota tra i superstiti.

La rivalutazione non incide solo sulla rata mensile, ma anche su tredicesima, quattordicesima e altre prestazioni legate alla pensione (es. l’incremento al milione), con effetti positivi più marcati sulle famiglie numerose o monoparentali con redditi bassi.

Tagli e limiti reddituali: come cambiano le soglie e le percentuali di riduzione

La normativa vigente stabilisce precise fasce oltre cui scattano riduzioni all’assegno di reversibilità per il coniuge superstite (senza figli minori, studenti o disabili a carico). Dal 2026, i limiti annuali aggiornati sono:

  • 23.862,15 euro: riduzione del 25%
  • 31.816,20 euro: riduzione del 40%
  • 39.769,25 euro: riduzione del 50%.
I tagli non si applicano quando nel nucleo sono presenti figli a carico in condizioni previste dalla legge. 

Le quote di reversibilità: coniuge, figli (anche disabili e di diversi matrimoni), altri familiari

Il sistema di suddivisione delle quote si basa su regole chiare, differenziate in base alla tipologia e al numero di superstiti:

  • Coniuge solo: 60%
  • Coniuge + 1 figlio: 80% (60% + 20%)
  • Coniuge + 2 figli: 100% (60% + 20% + 20%)
  • Solo figli: dal 70% (un solo figlio) al 100% (tre o più figli).
Le stesse percentuali si applicano anche in caso di figli disabili. Quando sono presenti figli di diversi matrimoni, la quota viene suddivisa pro quota tra le due famiglie secondo la delibera INPS e le indicazioni dei tribunali. In mancanza di coniuge e figli, l’assegno può andare a genitori o fratelli inabili, a condizione che siano a carico del defunto: in tal caso si applicano quote residuali minori.

La presenza di figli con gravi condizioni sanitarie comporta il riconoscimento della quota ai superstiti fino a vita naturale, senza limiti di età o di studi. 

Normativa aggiornata, sentenze e novità giurisprudenziali dal 2026

La disciplina delle pensioni di reversibilità poggia sul D.P.R. 1092/1973 e successive modifiche, nonché sulle recenti circolari INPS, tra cui la n. 153/2025 per i parametri aggiornati 2026. Negli ultimi anni la Corte di Cassazione è intervenuta più volte su casi specifici:

  • Divorzio: il coniuge divorziato mantiene il diritto se titolare dell’assegno di mantenimento e quote del trattamento spettanti a prima ed eventuale seconda moglie;
  • Separazione con addebito: il diritto si mantiene anche in presenza di separazione con colpa, secondo nuove istruzioni INPS;
  • Figli di diversi matrimoni: le quote sono assegnate pro quota, con tutela anche per i figli nati fuori dal matrimonio;
  • Famiglie ricostruite e tutela disabili: sentenze estendono i criteri di attribuzione della quota quando vi siano minori o soggetti fragili.
Tra le novità legislative, va evidenziato l’impegno a garantire uniformità per i nuclei familiari atipici e ampliamento delle tutele in caso di invalidità grave.

Casi particolari: divorziati, seconde mogli, figli disabili e famiglie ricostruite

La disciplina della reversibilità si arricchisce di casistiche particolari che meritano un’attenzione specifica. Il coniuge divorziato ha diritto all’assegno solo se l’assegno di mantenimento era effettivamente riconosciuto. Se esistono più coniugi (prima e seconda moglie), la quota si divide tra loro secondo criteri fissati sia dalla legge che dalle sentenze della Cassazione, in proporzione alla durata delle rispettive unioni.

Per quanto riguarda i figli nati da diversi matrimoni, l’INPS attribuisce la quota di reversibilità a ciascun figlio proporzionalmente ai diritti di ciascuna famiglia, senza discriminazione rispetto all’ordine di nascita.

Figli inabili o disabili godono di protezione rafforzata: la quota spettante è loro riconosciuta anche in età adulta e senza limiti di studio o lavoro, a condizione che l’invalidità sia certificata secondo le procedure INPS. Per famiglie allargate o ricostruite (nuove unioni civili, figli acquisiti), la giurisprudenza recente tende a estendere la tutela anche a situazioni precedentemente escluse, in linea con la finalità assistenziale della misura.

Procedura per la domanda: documenti, tempi e piattaforme digitali nel 2026

Nel 2026 la procedura di presentazione delle richieste si è semplificata grazie alla digitalizzazione introdotta dalle ultime circolari INPS. La domanda può essere inoltrata tramite:

  • Portale INPS (accesso con SPID, CIE o CNS)
  • Patronati autorizzati
  • Sportelli fisici INPS per situazioni complesse.
I principali documenti richiesti sono:
  • Certificato di morte
  • Documenti di identità e codice fiscale degli aventi diritto
  • Attestazioni di parentela (certificato di matrimonio, nascita, ecc.)
  • Dichiarazione dei redditi e stato di famiglia
  • In caso di figli studenti o inabili, certificazioni scolastiche o mediche.
I tempi di gestione sono stati ridotti, con risposte entro 30-60 giorni nella maggior parte dei casi

Domande frequenti e consigli pratici ai beneficiari

La materia delle pensioni ai superstiti genera spesso dubbi. Tra le domande più frequenti:

  • La pensione è cumulabile con altri redditi? Sì, ma in caso di superamento delle soglie si applicano riduzioni.
  • Se ci sono figli studenti universitari, fino a che età si mantiene il diritto? Fino a 26 anni, purché a carico e senza reddito proprio.
  • I divorziati o separati con colpa possono perdere il diritto? No, le nuove istruzioni INPS riconoscono comunque la prestazione.