Il semestre filtro in Medicina 2025 è al centro di una controversia: regole mutevoli e una falla nel sistema potrebbero permettere l'accesso a tutti. Criteri, disparità, ricorsi e possibili soluzioni.
Al centro delle polemiche vi sono le nuove regole introdotte con il cosiddetto semestre filtro per i corsi di Medicina 2025, modello selettivo che, nella sua prima applicazione su scala nazionale, ha determinato l'accesso alla graduatoria finale sulla base del superamento di almeno una prova tra Chimica, Biologia e Fisica. Da subito, il risultato è apparso eclatante: circa 25.387 studenti sono risultati idonei nei vari corsi di area medica (tra cui Medicina, Veterinaria e Odontoiatria), contro un numero di posti effettivamente disponibili che resta di molto inferiore (meno di 20mila per Medicina).
Le novità di questa tornata non si esauriscono però nell'alto numero di esclusi. Grande attenzione è rivolta verso la modifica dei criteri di costruzione della graduatoria, resa nota solo in seguito alla chiusura del semestre filtro. In particolare, l'alleggerimento delle soglie di accesso (in alcuni casi previsti nuovi arrotondamenti o recuperi di crediti) è stato percepito come un cambiamento "in corsa", difficile da giustificare sotto il profilo dell'equità.
L'avvocato Santi Delia, esperto nelle dinamiche del numero chiuso, ha sottolineato come la variabilità delle regole abbia generato forti disparità nei risultati. In una situazione in cui pochi decimi possono rappresentare la linea di confine tra speranza e esclusione, l'applicazione incoerente delle soglie rischia di mettere in discussione la correttezza e la stabilità dell'intero sistema. L'impatto di queste decisioni si riflette non solo su chi ha superato la selezione, ma anche su migliaia di studenti che vedono, almeno per quest'anno, ostacolato il proprio progetto di formazione in ambito medico.
Il modello del semestre filtro, introdotto con lo scopo di rendere il processo di selezione più meritocratico e meno legato a prestazioni estemporanee nei test di ingresso, si basa sulla valutazione dei risultati ottenuti in tre materie: Biologia, Chimica, Fisica. Gli esami, sostenuti in due sessioni (autunno 2025), attribuiscono punteggi che poi convergono nella graduatoria nazionale.
Le principali regole operative prevedevano:
Ciò ha determinato, tra i candidati esclusi e non solo, la sensazione che la posta in gioco finale sia stata determinata anche da elementi straordinari e non trasparenti, specie quando una differenza di pochi decimi nei punteggi ha significato l'esclusione dal percorso desiderato.
La vera falla del nuovo sistema emerge nell'applicazione "selettiva" delle regole di arrotondamento e nella flessibilità di alcune soglie: il DM 418/25, art. 6, stabilisce che i voti d'esame siano arrotondati all'unità soltanto se il candidato abbia già ottenuto almeno 18 su 30. Il senso di questa disposizione era ancorare la carriera universitaria a risultati solidi. Tuttavia, la scelta ministeriale di ampliare in corso d'opera altre soglie-ad esempio, recuperando candidati con solo uno o due esami superati-ha reso questo principio meno coerente.
La criticità diventa evidente per studenti che hanno raggiunto frazioni di voto immediatamente inferiori al 18 (ad esempio, 17,5 o 17,9): senza possibilità di arrotondare, rimangono esclusi dalla graduatoria, mentre altri con carenze maggiori hanno potuto accedere a percorsi di recupero o reintegro. Una situazione avvertita come disparitaria dalla gran parte degli esclusi, che vedono così sfumare l'occasione per pochi decimi di differenza.
Tra le questioni più dibattute spiccano:
Per i candidati esclusi per pochi decimi o per le nuove modalità di attribuzione dei punteggi, le possibilità di agire in giudizio sono reali seppure complesse. Caratteristica dello scenario attuale è la compresenza di due binari contestabili: da una parte il mutamento delle soglie, dall'altra varie presunte illegittimità, come la violazione dell'anonimato nei test.
I ricorsi amministrativi, individuali o collettivi, si basano solitamente su:
L'impatto sui non ammessi è notevole: dal punto di vista dei diritti, sono in gioco non solo posizioni personali, ma l'equità generale del sistema e la certezza delle scelte fatte dagli studenti a inizio anno accademico.
Per chi non ha ottenuto l'accesso nei corsi di Medicina, sono previste numerose alternative e percorsi di recupero progettati per salvaguardare almeno parte del lavoro svolto nel semestre filtro: