Ad ottobre il prezzo del diesel è già salito e a novembre-dicembre continuerà il trend crescenten rincaro che anticipa il riallineamento delle accise dal 2026, suscitando preoccupazioni tra consumatori e aziende di autotrasporti
A partire dall’autunno 2025, gli automobilisti italiani stanno assistendo a una progressiva crescita dei costi del gasolio presso le stazioni di servizio. Il fenomeno, già evidente a ottobre, sembra destinato a consolidarsi nelle settimane a venire, coinvolgendo anche i mesi di novembre e dicembre.
Gli operatori del settore, supportati dalle ultime rilevazioni dell’Osservatorio Prezzi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, confermano rincari in linea sia sulle principali compagnie che sui distributori indipendenti, con il diesel self-service che si posiziona mediamente su valori tra 1,62 e 1,64 euro/litro.
Il quadro attuale è influenzato sia da dinamiche di mercato globale, tra cui oscillazioni del prezzo del petrolio e tensioni sui mercati energetici internazionali, sia da interventi regolatori a livello nazionale.
Tra l'altro, è doveroso sottolneare che:
L’incremento del costo del gasolio osservato a partire da ottobre 2025 nasce dal concorso di più fattori: non sono soltanto le fluttuazioni internazionali del greggio a incidere, ma soprattutto una scelta regolatoria nazionale volta al riallineamento delle accise tra diesel e benzina. Tradizionalmente il gasolio in Italia ha goduto di una fiscalità agevolata rispetto all’altro principale carburante, con una differenza di circa 8 centesimi al litro a vantaggio del diesel nella tassa di consumo. Tuttavia, le recenti direttive comunitarie e le nuove politiche ambientali hanno spinto verso la correzione di quelle che vengono definite "agevolazioni ambientalmente dannose".
Ne deriva una dinamica in cui le differenze di prezzo tra i due principali carburanti stanno gradualmente scomparendo, con il gasolio destinato a diventare il carburante più oneroso già nella stagione invernale.
Il testo della Legge di Bilancio 2026, in attesa di definitivo via libera parlamentare, recepisce le indicazioni dell’Unione Europea e introduce una sostanziale novità: la parificazione delle accise su benzina e diesel a partire dal primo gennaio 2026. La misura, identificata dal Codice EN.SI.24 come soppressione di un sussidio dannoso per l’ambiente, comporterà l’applicazione di una tassa identica per i due carburanti:
Gli aumenti, nelle intenzioni del Governo, dovrebbero sostenere il fondo per la delega fiscale, con un impatto stimato di circa 2 miliardi di euro nei prossimi cinque anni sulle entrate pubbliche. Tale scelta rappresenta un’accelerazione rispetto al graduale allineamento previsto dal decreto legislativo di marzo 2025, che indicava un percorso su cinque anni.
La decisione di aumentare le imposte sul gasolio avrà ripercussioni concrete sulle spese di automobilisti e famiglie, specialmente su chi utilizza vetture a gasolio per lavoro o lunghi tragitti. Le simulazioni delle principali associazioni di consumatori, basate su un incremento di 4,05 centesimi più IVA da gennaio 2026, stimano:
Le principali associazioni di tutela dei consumatori – Codacons, Assoutenti e UNC – hanno manifestato preoccupazioni sull’effettivo beneficio della riduzione delle accise sulla benzina e sul rischio di speculazione a carico degli utenti diesel:
L’Italia si colloca tra i paesi europei con i prezzi dei carburanti più elevati. Secondo i dati dei monitoraggi UE, la componente fiscale incide in modo significativo, determinando una posizione di rilievo nelle classifiche continentali. Sul fronte del gasolio, le principali voci del prezzo sono:
| Paese | Prezzo medio diesel (€/l) | Quota tasse (%) |
| Italia | 1,63 | 57 |
| Germania | 1,58 | 47 |
| Francia | 1,65 | 54 |
| Spagna | 1,51 | 47 |
A livello netto di imposte, l’Italia scende invece nelle ultime posizioni: il diesel nazionale risulterebbe tra i più economici in UE senza il carico fiscale. Questa realtà rafforza le richieste di riforma generale della fiscalità sui carburanti e stimola il dibattito, anche a livello comunitario, su una possibile armonizzazione per evitare disparità e perdita di competitività.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...