Il maltempo che ha colpito Sicilia e Sud Italia riapre il dibattito sulle polizze catastrofali: tra limiti, richieste di modifica dopo il ciclone Harry e nuove proposte di Confesercenti per tutelare imprese e territori
Gli eventi atmosferici estremi che hanno investito la Sicilia e diverse aree del Sud Italia hanno causato danni ingenti a territori, attività economiche e cittadini. In particolare, a seguito del ciclone Harry, sono stati numerosi i casi in cui aziende costiere hanno subito danni a causa delle mareggiate e delle intense precipitazioni che si sono abbattute sulle coste e nelle aree interne. Questi fenomeni, purtroppo, hanno messo a nudo le carenze degli strumenti attualmente previsti per la tutela assicurativa contro i rischi catastrofali.
L’aumento di fenomeni meteorologici imprevedibili, che comprendono sia le alluvioni che le tempeste costiere, ha reso ancora più evidente la necessità di garantire una copertura assicurativa efficace a imprese di ogni settore e dimensione. Le aziende del tessuto produttivo meridionale hanno spesso riscontrato, di fronte a disastri di questa entità, difficoltà nell’accesso a indennizzi e sostegni pubblici proprio a causa dei limiti presenti nelle attuali polizze catastrofali.
L’importanza delle polizze di questo tipo cresce in proporzione alla frequenza e alla gravità degli eventi. Tuttavia, come sottolineato anche dalle recenti richieste delle associazioni di categoria, il panorama assicurativo non sempre si dimostra adeguato rispetto ai rischi reali che le imprese affrontano.
I danni lasciati dal ciclone Harry hanno acceso un faro sull’efficacia reale delle attuali forme di tutela previste per le imprese italiane dal punto di vista assicurativo. La disciplina in vigore, che contempla l’obbligo di polizze catastrofali specifiche per i rischi catastrofali ai sensi delle più recenti disposizioni normative, si è rivelata lacunosa di fronte a uno degli eventi ricorrenti nelle aree costiere del Sud: le mareggiate.
Le norme attuali, infatti, includono rischi quali terremoti e alluvioni, ma lasciano fuori una componente spesso devastante delle calamità naturali che colpiscono le aziende del Mezzogiorno. Secondo quanto evidenzia Confesercenti, molti imprenditori si sono visti esclusi dagli aiuti pubblici proprio perché sprovvisti della polizza obbligatoria, anche se questa non avrebbe coperto i danni subiti da mareggiate. Da ciò deriva il paradosso di una normativa che, in alcuni casi, rischia di aumentare l’onere sulle imprese senza garantire la protezione necessaria.
L’attuale applicazione del decreto Milleproroghe, che regola le scadenze per l’adeguamento all’obbligo assicurativo, ha creato situazioni di disparità tra le diverse categorie di imprese. La scadenza prorogata al 31 marzo 2026 ha interessato, ad oggi, soltanto comparti come la somministrazione e la ricettività turistica, mentre le altre micro e piccole medie imprese (PMI) devono attenersi a termini più stringenti. Questa impostazione ha generato disparità di trattamento fra chi si trova nella stessa area geografica e subisce danni simili, rischiando l’esclusione per meri motivi di scadenza e non di merito.
Nella sostanza, il settore assicurativo e le normative di riferimento necessitano di correzioni che tengano conto dei rischi oggi più frequenti, aggiornando l’elenco delle calamità oggetto di copertura obbligatoria e superando le distorsioni legate alla tempistica degli obblighi. Dopo gli eventi che hanno colpito il Sud Italia nelle ultime settimane, la richiesta di correzioni normative è stata rilanciata anche con riferimento all’esclusione delle imprese dagli indennizzi pubblici.
L’assenza di protezione per le mareggiate rende le attività produttive costiere particolarmente vulnerabili. Una situazione che nel caso del ciclone Harry si è tradotta in perdite significative per numerose aziende, penalizzate non solo dal mancato ristoro dei danni, ma anche da un incremento degli oneri legati all’adeguamento normativo. Secondo la posizione espressa da Confesercenti, risulta quindi imprescindibile chiarire e aggiornare il perimetro delle coperture e intervenire sui meccanismi di accesso ai sostegni pubblici, evitando che la polizza obbligatoria si trasformi soltanto in un gravame economico anziché in una tutela reale.
Le criticità sollevate dalle associazioni di categoria sono le seguenti:
In risposta alle criticità emerse, Confesercenti ha presentato istanze concrete, chiedendo interventi specifici all’interno del decreto Milleproroghe in corso di conversione in legge. L’associazione si è fatta portavoce delle esigenze delle PMI, proponendo di:
Il confronto con il governo e le istituzioni è stato aperto anche per sollecitare un’evoluzione del sistema assicurativo che favorisca l’equilibrio tra regole, supporto alle imprese e sicurezza dei territori. L’inserimento delle mareggiate tra i rischi coperti rappresenterebbe un avanzamento significativo, considerando quanto evidenziato dalle recenti calamità naturali e dall’esperienza vissuta da chi opera nei settori maggiormente esposti.
In tale ottica, le proposte avanzate includono: