Una sentenza della Cassazione ridefinisce responsabilità, trasparenza e prescrizione nelle polizze unit linked, analizzando perdita del capitale, informativa precontrattuale, ruoli degli assicuratori.
La sentenza n. 34927/2025 della Corte di Cassazione ha segnato una svolta rilevante per la disciplina delle polizze vita a contenuto finanziario, note come unit linked. Il pronunciamento si distingue per aver stabilito principi chiari in materia di responsabilità informativa, risarcimento e termini di prescrizione nel settore assicurativo.
All'origine della decisione si trova una controversia riguardante una polizza unit linked il cui attivo finanziario si è azzerato. La titolare, dopo aver riscattato il contratto e preso atto della totale perdita del capitale investito, ha richiesto un risarcimento alla compagnia assicurativa.
Il profilo contestato era rappresentato dal mancato adempimento degli obblighi informativi. In particolare, l'assicurata sosteneva di non aver ricevuto spiegazioni adeguate circa la vera natura finanziaria della polizza, i rischi di perdita del capitale e la destinazione finale dei suoi fondi.
L'iter processuale si è sviluppato con una pronuncia di secondo grado favorevole alla ricorrente: la Corte d'Appello aveva ravvisato un deficit conoscitivo, ritenendo la condotta dell'assicuratore meritevole di sanzione come responsabilità precontrattuale. In quella sede, si era giunti a riconoscere all'assicurata il diritto alla restituzione di quanto versato, richiamando l'art. 2033 del codice civile (ripetizione dell'indebito) e assimilando il caso a una risoluzione per inadempimento.
Il tema centrale, quindi, è risultato essere l'azzeramento degli attivi e la perdita economica subita, effetti strettamente ricollegati all'effetto di un'informazione carente o errata sulla rischiosità del prodotto.
La Suprema Corte ha fornito una lettura puntuale della vicenda, affermando che la responsabilità dell'assicuratore non può essere equiparata a un semplice inadempimento contrattuale. Il focus della Cassazione si è concentrato, infatti, sulla distinzione tra vizi insorti prima della sottoscrizione del contratto (responsabilità precontrattuale) e difetti insorti durante l'esecuzione dello stesso (inadempimento).
Quando emerge una carenza informativa nella fase anteriore alla firma, la fattispecie non coinvolge la violazione di obbligazioni derivanti dal contratto, ma un vizio della volontà negoziale. In tali casi:
La sentenza ha riaffermato un principio di trasparenza centrale: l'assicuratore è responsabile, in ogni caso, della qualità e della chiarezza della documentazione fornita, a prescindere dal canale distributivo adottato. Le unit linked, collocate sia da banche, che da intermediari o broker, rimangono sempre sotto la responsabilità della compagnia che struttura e predispone le condizioni generali. Questa impostazione pone in capo alla compagnia l'obbligo di:
L'ordinamento, così come coordinato dalla Cassazione, prevede un'analoga tutela della parte debole sia nella disciplina TUF (Testo Unico della Finanza) sia nel CAP (Codice delle Assicurazioni Private). Entrambe le normative mirano a una raccolta precisa delle informazioni sul contraente e alla corretta individuazione della sua propensione al rischio.
Nel caso esaminato dalla Corte, l'indicazione fornita sulla propensione al rischio medio-alta risultava incongruente rispetto all'effettiva esperienza e alle aspettative dell'assicurata. È necessario, quindi:
Uno dei punti chiave stabiliti dalla Suprema Corte riguarda la prescrizione delle azioni fondate sul deficit informativo. La responsabilità precontrattuale ed extracontrattuale, secondo l'art. 2947 del codice civile, si prescrive in cinque anni.
Questo termine decorre dal momento in cui il cliente ha avuto, o avrebbe potuto avere con normale diligenza, conoscenza del danno causato. La sentenza interviene su un ambito in cui spesso si riteneva applicabile la prescrizione decennale, tipica delle azioni contrattuali; la novella giurisprudenziale richiede invece:
Le linee interpretative fissate dalla Cassazione impongono un'elevata attenzione nella fase di offerta e stipula dei prodotti assicurativo-finanziari. Gli assicurati devono:
Per i professionisti del diritto, la sentenza offre parametri rigorosi per valutare e impostare strategie di tutela, con riferimento alla natura della responsabilità e alla quantificazione delle eventuali pretese risarcitorie.