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Poveri sulla carta, ricchi sui conti: vincono 11 mln di euro in giochi online ma prendono l'assegno di inclusione

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di Chiara Compagnucci pubblicato il

Vincite online per 11 milioni di euro e Assegno di inclusione incassato. Il caso dell’operazione Tris, gli altri precedenti, i controlli della Finanza e i rischi.

C’è un paradosso che torna con regolarità nelle cronache italiane sul welfare: persone che per lo Stato risultano in difficoltà economica, mentre sui loro conti di gioco online transitano somme a sei o sette cifre. L’ultimo episodio, emerso a metà ottobre 2026, riguarda il Verbano Cusio Ossola e ha un nome in codice che sembra uscito da una slot: operazione Tris. 

Il caso più recente: l’operazione Tris nel Verbano Cusio Ossola

I finanzieri del Comando provinciale del Verbano Cusio Ossola hanno individuato, nel corso dei controlli sulla spesa pubblica svolti nell’ultimo anno, 22 persone che, pur avendo incassato vincite al gioco online per complessivi 11 milioni di euro, hanno continuato a percepire senza averne diritto l’assegno di inclusione. Si tratta di cittadini italiani e stranieri, tutti segnalati all’autorità giudiziaria e all’Inps per il recupero delle somme.

Il punto centrale dell’indagine è semplice. Le vincite, accreditate sui conti correnti personali, non erano state comunicate all’Inps né indicate ai fini del calcolo dell’Isee. In pratica, nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) quei redditi non comparivano, e il nucleo familiare continuava a risultare sotto le soglie previste dalla misura. 

Le prestazioni contestate ammontano a 414.623 euro. Secondo la ricostruzione, 189.061 euro riguardano l’Assegno di inclusione e 179.110 euro il Reddito di cittadinanza, a cui si aggiungono 1.200 euro di Reddito di emergenza. Completano il quadro circa 43mila euro di assegno unico universale e poco più di 2mila euro di assegno di maternità. 

Un dettaglio rilevante: dagli accertamenti è emerso che la maggior parte dei 22 aveva già beneficiato in passato, senza titolo, del Reddito di emergenza e del Reddito di cittadinanza prima di accedere all’Assegno di inclusione. Non un errore isolato, quindi, ma in molti casi un comportamento ripetuto nel tempo. 

Per capire la gravità della contestazione bisogna ricordare i paletti dell’Assegno di inclusione. Come riportato dalla stampa locale, l’Isee non può superare 10.140 euro, mentre il limite del reddito familiare parte da 6.500 euro annui, con parametri diversi in presenza di particolari condizioni del nucleo. Vincite anche di poche migliaia di euro possono incidere; vincite da centinaia di migliaia di euro stravolgono del tutto il quadro. 

Non è la prima volta: i precedenti

L’operazione Tris non è un fulmine a ciel sereno. Negli ultimi anni diverse inchieste della Guardia di Finanza hanno intercettato lo stesso schema, a volte ai tempi del Reddito di cittadinanza, oggi con l’Assegno di inclusione.

Catania e Riposto, 2022: 3,7 milioni di vincite e 21 denunciati

Già nel maggio 2022 le Fiamme Gialle avevano acceso i riflettori sul fenomeno. In quel caso furono denunciate 21 persone che, secondo le indagini, avrebbero omesso di dichiarare vincite per oltre 3 milioni e 700 mila euro, con un danno alle casse dello Stato superiore a 225 mila euro. Allora la misura in questione era il Reddito di cittadinanza, ma il meccanismo è identico: vincite online non dichiarate e sussidio incassato regolarmente.

Lucca: oltre 320mila euro giocati in un anno

Un altro episodio emblematico arrivò da Lucca. Tra le circa 30 persone individuate dalla Finanza per presunta indebita percezione del Reddito di cittadinanza, un uomo avrebbe effettuato nel solo 2021 giocate su un portale online per un volume totale superiore a 320 mila euro. Qui il dato non riguarda le vincite ma il volume di gioco: una cifra difficilmente compatibile con la condizione di bisogno dichiarata. 

Enna e Varese: i controlli si estendono al nuovo sussidio

I controlli non si limitano al gioco. A Enna, ad esempio, i militari hanno individuato 62 persone che percepivano il Reddito di cittadinanza o l’Assegno di inclusione senza averne diritto, con somme indebite oltre i 310 mila euro. Nel Varesotto, invece, un’inchiesta sui “falsi poveri” ha fatto emergere beneficiari dell’Assegno di inclusione con patrimoni immobiliari e perfino un esponente di spicco di una cosca mafiosa, insieme alla moglie. Sono situazioni diverse dalle vincite online, ma raccontano lo stesso problema: la distanza tra la povertà dichiarata e la realtà patrimoniale. 

Una domanda sorge spontanea: come si arriva a individuare chi vince online e non lo dichiara? La risposta sta nell’incrocio delle banche dati. Gli operatori di gioco con concessione italiana sono soggetti a obblighi di identificazione e tracciabilità, e i conti di gioco sono intestati a persone fisiche con codice fiscale. Come osservano gli esperti di fisco, la Guardia di Finanza ha la possibilità di fare controlli anche sulla banca dati dei conti gioco e il ragionamento è lineare: chi vince 100mila euro difficilmente ha ancora bisogno di un sussidio. 

L’incrocio tra dati Inps, Agenzia delle Entrate, dichiarazioni Isee e dati dei concessionari consente di far emergere le anomalie. Le segnalazioni partono spesso proprio da qui: un nucleo con Isee bassissimo e un conto di gioco con movimenti sproporzionati.

Le vincite vanno dichiarate? Cosa dice la normativa e i numeri dei controlli

Qui serve fare chiarezza, perché il tema è delicato e spesso mal compreso. Le vincite di gioco hanno un regime fiscale particolare: per molti giochi autorizzati il prelievo avviene alla fonte, e questo ha alimentato la convinzione che le somme “non vadano dichiarate”. Ma fiscalmente tassata non significa irrilevante ai fini del welfare.

Come ricordano le analisi giornalistiche del settore, le vincite, anche quando regolarmente accreditate sui conti di gioco, entrano a pieno titolo nella valutazione della situazione economica del nucleo e vanno dichiarate. Quindi: 

  • le somme vinte incrementano il patrimonio mobiliare, che l’Isee considera;
  • le vincite accumulate su conti di gioco o conti correnti vanno indicate nella Dsu secondo le regole di compilazione;
  • omettere queste informazioni per ottenere o mantenere una prestazione può integrare il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche o la falsità nelle dichiarazioni, con conseguenze penali e obbligo di restituzione.
Sul piano pratico, chi percepisce l’Assegno di inclusione ha anche l’obbligo di comunicare tempestivamente le variazioni della propria condizione economica. Una vincita importante è esattamente una di quelle variazioni.

Il quadro nazionale conferma che si tratta di un’attività strutturale. Nel bilancio annuale della Guardia di Finanza in Lombardia, presentato a giugno 2026, si legge che sono stati 1.661 gli interventi che hanno riguardato Reddito di cittadinanza, Assegno di inclusione e supporto per la formazione. Numeri che mostrano come i controlli sulla spesa assistenziale siano ormai una priorità, anche grazie alla maggiore interoperabilità tra banche dati. 

Cosa rischia chi non dichiara le vincite

Per chi percepisce l’Assegno di inclusione e ottiene vincite al gioco, le conseguenze di una mancata comunicazione possono essere pesanti:

  • restituzione integrale delle somme indebitamente percepite, con recupero da parte dell’Inps;
  • denuncia all’autorità giudiziaria per indebita percezione di erogazioni pubbliche;
  • decadenza dal beneficio e possibili limitazioni nell’accesso a future misure;
  • eventuali sanzioni accessorie in caso di dichiarazioni mendaci.





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Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...