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Precompilata partite iva: istruzioni e diversi problemi da risolvere nella dichiarazione al via oggi 20 maggio

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

La dichiarazione precompilata per le partite IVA al via il 20 maggio 2026 introduce importanti novità e sfide operative: le novità per contributi previdenziali nel quadro LM e RR, errori frequenti e soluzioni pratiche per una gestione efficace.

E' disponibile da oggi 20 maggio 2026 il modello precompilato online per partite IVA: il sistema di dichiarazione Redditi PF cambia profondamente il modo in cui i professionisti e i titolari di partita IVA in regime forfettario affrontano la principale scadenza fiscale annuale. Per la prima volta, i contributi previdenziali risultano già inseriti nei quadri di riferimento, riducendo la possibilità di errori e eliminando la necessità del calcolo manuale delle deduzioni principali. I dati previdenziali trasmessi dalle casse e dall’INPS sono visibili nel Quadro LM e trasmigrano in automatico nel Quadro RR per alcune categorie. Questo passaggio riduce significativamente il rischio di omettere importi, ma apre anche nuovi interrogativi: cosa succede se parte delle CU (Certificazioni Uniche) sono state inviate dopo il 15 aprile? Come confermato dall’Agenzia delle Entrate, è necessario incrociare i dati con quelli presenti nel proprio Cassetto Fiscale per evitare discrepanze e possibili sanzioni. 

Contributi Previdenziali Precompilati nel Quadro LM e RR: Come Funziona, Dati e Impatti Operativi

L’inserimento automatico dei contributi previdenziali riguarda tutti i titolari di partita IVA in regime forfettario: un sistema alimentato da oltre 1,3 miliardi di dati trasmessi da enti esterni, che per la prima volta supera la compilazione manuale dei dati INPS e casse di categoria e poggia su automatismi pensati per accelerare e ridurre gli errori. Vediamo i dettagli tecnici e quali impatti ne derivano sulle operazioni quotidiane del professionista.

  • Quadro LM: raccoglie tutti i contributi previdenziali obbligatori versati alle casse di previdenza private (architetti, ingegneri, commercialisti...) o alla Gestione Separata e Artigiani-Commercianti dell’INPS. Se l’iscrizione è contemporanea a più casse, ogni importo viene allocato in modo distinto e trasparente.
  • Quadro RR (per artigiani e commercianti): riceve direttamente i dati comunicati dall'INPS. Ogni dato viene importato per identificativo fiscale, evitando la necessità di inserire manualmente importi già presenti nei bollettini o negli F24. In caso di gestione doppia (magari per chi opera come coadiuvante), l’importazione copre tutte le posizioni legate al codice fiscale personale.
La scelta di popolare in automatico queste sezioni risponde a un’esigenza concreta:
  • Eliminare la ridondanza di dati: negli anni precedenti, la principale deduzione fiscale concessa al regime forfettario, i contributi obbligatori, era oggetto di conteggi manuali e frequenti errori di trascrizione, con rischio di omessa deduzione o errori nel calcolo delle somme dovute.
  • Ridurre il rischio di duplicazione: i vecchi sistemi spesso portavano a errori formali come il doppio inserimento dell’importo (sia nei quadri fiscali che nelle copie di F24), con conseguenze negative su rimborsi, deduzioni e potenziale accertamento da parte dell’Agenzia.
  • Aumentare la rapidità di controlli interni e affidabilità: soprattutto per i soggetti che vedono interfacciarsi più fonti (INPS, casse di categoria, comunicazioni dei sostituti d’imposta).
Non tutte le criticità sono eliminate: la medesima circolare con cui l’Agenzia promuove l’innovazione specifica che in presenza di Certificazioni Uniche trasmesse dopo il 15 aprile, l’automazione deve essere sempre integrata con un controllo manuale tramite il Cassetto Fiscale. Questo passaggio diventa indispensabile per evitare incoerenze che potrebbero portare a differenze di imposta e di deduzione fiscale.

Impatto operativo sugli utenti:

  • I professionisti e gli autonomi possono finalmente concentrarsi sui dati reali, senza più dover sommare manualmente versamenti mensili o trimestrali.
  • Vengono ridotte le contestazioni legate ad importi divergenti tra dichiarazione INPS e autodichiarazione fiscale, grazie a un allineamento sempre più stretto tra le banche dati.
  • Le deleghe a intermediari e CAF diventano più snelle, poiché la base informativa fornita all’operatore è molto più completa e affidabile sin dalla prima apertura della dichiarazione.
Va segnalato che la nuova modalità operativa si combina con sperimentazioni parallele come la digitalizzazione spinta del supporto telefonico (call center dell’Agenzia attivi anche nei fine settimana) e strumenti di intelligenza artificiale documentale progettati per facilitare le operazioni di confronto dei dati tra Cassetto Fiscale e modello precompilato.

Cosa bisogna concretamente fare per confermare la corretta deduzione:

  • Accedere nella propria area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.
  • Consultare il Quadro LM e, se pertinente, il Quadro RR.
  • Verificare la presenza, la correttezza e la coerenza delle somme importate riguardo ai contributi obbligatori versati.
  • Se si riscontra una discrepanza rispetto agli F24 o alle ricevute INPS/cassa professionale, il controllo deve essere fatto incrociando i dati con quelli disponibili nel Cassetto Fiscale, come raccomandato nel provvedimento Agenzia Entrate del 28 aprile.
  • Eventuali correzioni possono essere gestite attraverso la funzione di modifica o evidenziate all’intermediario in fase di dichiarazione, per evitare errori di deduzione.
Infine, il nuovo sistema valorizza le informazioni sugli oneri deducibili in modo più dettagliato, permettendo anche di distinguere tra versamenti obbligatori e ulteriori versamenti volontari (che restano non deducibili in regime forfettario). Il contribuente, pertanto, è chiamato a prestare particolare attenzione affinché solo i contributi nel perimetro normativo vengano effettivamente dedotti.
Quadro Dati precompilati Eventuali verifiche
LM (contributi obbligatori) Importo versato in base a F24/INPS/cassa Incrocio con Certificazioni Uniche e Cassetto Fiscale
RR (artigiani/commercianti) Dati importati da INPS Verifica con estratti conto gestione INPS

La spinta normativa verso la precompilazione mira a uniformare l’esperienza degli utenti e ad aumentare la compliance spontanea, anche sulla scia delle recenti modifiche del Decreto Fiscale 38/2026 e dei provvedimenti ufficiali pubblicati dall’Agenzia lo scorso aprile.

Accesso al Modello Redditi PF 2026, Verifiche, Errori Comuni e Soluzioni Pratiche

L’accesso alla propria dichiarazione Redditi PF 2026 avviene esclusivamente dall’area riservata online, servendosi di credenziali digitali SPID, CIE o CNS. I passaggi da seguire, una volta autenticati, sono:

  • Scelta del modello Redditi Persone Fisiche dalla sezione “Scegli dichiarazione”. In automatico viene caricata l’ultima versione aggiornata al 2026, comprensiva di tutte le informazioni precaricate disponibili dal Fisco.
  • Visualizzazione dei quadri LM e RR: in queste sezioni il contribuente può subito rilevare quali versamenti previdenziali sono già stati trasferiti dai rispettivi enti.
  • Controllo della sezione informativa: qui vengono riepilogati importi caricati automaticamente e, separatamente, ogni dato che l’Agenzia non ha potuto collocare nei quadri per carenze documentali o incongruità dichiarative.
I principali errori che si stanno verificando tra i contribuenti:
  • Omissioni di importi versati dopo la data di aggiornamento automatico: ad esempio contributi pagati a saldo per annualità precedenti o F24 del secondo trimestre non ancora registrati.
  • Duplicazione di importi nei quadri diversi: il versamento dello stesso contributo, se presente sia in LM che in RR, non deve essere portato a deduzione più di una volta. La verifica puntuale va sempre fatta sui totali di ogni sezione.
  • Assenza di incrocio manuale tra dati di Cassetto Fiscale e dati precaricati quando la CU è stata inviata dopo il 15 aprile: come richiede il provvedimento ufficiale, in presenza di invii tardivi resta l’obbligo di verifica sostanziale, pena la formazione di differenze che possono attirare controlli autoliquidativi e aumentare la probabilità di ricevere richieste di rettifica.
  • Confusione tra contributi obbligatori e volontari: i secondi non sono mai deducibili dal reddito forfettario e, in caso di inserimento erroneo, rischiano di esporre il contribuente a sanzioni e recuperi fiscali.
  • Mancata segnalazione di discordanze all’intermediario o in sede di invio: laddove l’utente deleghi a CAF o professionista la trasmissione, deve esplicitare chiaramente le eventuali anomalie sui dati, per evitare deduzioni errate o mancata comunicazione di rettifiche.
Percorso di soluzione pratica ai principali problemi:
  • Quando mancano importi tra i dati precompilati: verificare nel Cassetto Fiscale la presenza dell’F24 di riferimento o ottenere dalla cassa professionale l’attestazione di pagamento, quindi intervenire manualmente nel quadro per inserire le somme mancanti.
  • Prevenire la doppia deduzione: ogni importo versato va indicato una sola volta. In caso di dubbio, confrontare il totale dedotto con l’ammontare degli F24 presentati per l’anno d’imposta di riferimento.
  • Se la CU è arrivata dopo il taglio del 15 aprile: ignorare il dato precompilato non basta; è necessario integrare o rettificare a mano i dati della dichiarazione, basandosi sui documenti effettivi e scaricando la CU dal Cassetto Fiscale come fonte attendibile per l’aggiornamento della dichiarazione.
  • Per errori notati dopo l’invio: fino al termine previsto dalle norme (generalmente alcune settimane dalla data di apertura dell’invio) è possibile annullare la dichiarazione da web una sola volta e trasmettere una versione corretta. Successivamente, si deve ricorrere al modello Redditi correttivo o, nei casi previsti, al modello integrativo tramite intermediario, secondo le scadenze aggiornate dalla normativa vigente.
Ulteriori suggerimenti operativi:
  • Conservare tutta la documentazione fiscale (F24, attestazioni cassa, CU, ricevute digitali) almeno per cinque anni, a tutela rispetto a controlli successivi.
  • In caso di dubbio sull’entità delle somme da dedurre, rivolgersi a un intermediario abilitato esperto in dichiarazioni forfettarie.
  • Effettuare un test di simulazione di saldo e deduzione usando i simulatori online messi a disposizione dai portali fiscali e dalle stesse software house utilizzate da CAF e consulenti.
La digitalizzazione e precompilazione non elimina il controllo umano: resta indispensabile verificare con attenzione ogni dato sensibile, specie quelli legati a deduzioni che incidono direttamente sull’imposta finale. 




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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...