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Prende 5 multe in 7 minuti da un autovelox, ma con il ricorso riesce a difendere i suoi diritti

di Chiara Compagnucci pubblicato il
prende 5 multe in 7 minuti da autovelox

Un automobilista riceve 5 multe in pochi minuti sulla SS53 a causa di autovelox ravvicinati. Ma la conoscenza della normativa e il ricorso lo salvano.

Un episodio occorso nel maggio sulla SS53 Postumia ha stimolato un vivace dibattito nazionale sulla gestione degli autovelox e sulla relazione tra sicurezza stradale ed equità sanzionatoria. Un automobilista di Belluno, percorrendo questo tratto di strada, ha ricevuto cinque sanzioni per eccesso di velocità nell’arco di soli sette minuti, con sanzioni che hanno superato i 700 euro e una penalizzazione sulla patente di sei punti, per superamenti del limite di velocità contenuti tra 5 e 20 km/h rispetto ai 70 consentiti. Sul tratto vigilato da ben tredici rilevatori elettronici, la serialità delle multe ha suscitato riflessioni sui criteri di installazione e utilizzo di tali dispositivi e sulle modalità di tutela riconosciute agli automobilisti di fronte a simili accadimenti.

La normativa sugli autovelox: limiti, distanza tra dispositivi e validità delle sanzioni

Le regole sulla collocazione e l’utilizzo degli autovelox sono state rafforzate dalla riforma del Codice della Strada e dal recente decreto Autovelox. I dispositivi devono essere autorizzati esclusivamente dal Prefetto, e il posizionamento è ammesso solo su tratti di strada che presentano elevati tassi di incidentalità o criticità nell’effettuare la contestazione immediata. In ambito urbano, gli apparecchi possono essere installati solo su strade con limiti non inferiori a 50 km/h, mentre sulle extraurbane il limite minimo è 70 km/h.

Le distanze minime tra i dispositivi rappresentano un altro cardine della disciplina:

  • 4 km tra autovelox sulle autostrade,
  • 3 km sulle strade extraurbane principali,
  • 1 km su strade urbane di scorrimento ed extraurbane secondarie,
  • 500 m tra postazioni fisse in ambito urbano,
  • altre distanze dedicate per strade locali e ciclopedonali.
Tutti i dispositivi devono essere preventivamente segnalati con cartelli posizionati in anticipo: almeno 1 km su strade extraurbane, 200 metri su urbane di scorrimento e 75 metri sulle altre. Inoltre, la mancata segnalazione o la non conformità alle specifiche può annullare la validità delle sanzioni. Fondamentale è la regola dell’omologazione: soltanto gli autovelox omologati possono produrre effetti giuridici, mentre l’assenza di omologazione rende nullo il verbale (sentenza Cassazione 13996/2025), con diritto a chiedere restituzione di quanto pagato e ripristino dei punti patente.

Violazioni multiple da autovelox: regole su cumulo, tempi e criteri della sanzione unica

Nel caso di più infrazioni accertate a breve distanza di tempo e sullo stesso tratto stradale, il Codice della Strada stabilisce criteri precisi. Ai sensi dell’articolo 198, chi, con una sola condotta, commette diverse violazioni della stessa disposizione soggiace a una sola sanzione, aumentata fino al triplo rispetto a quella prevista per la violazione più grave. La ratio è quella di evitare un effetto moltiplicatore per condotte che, di fatto, sono unitaria per spazio e tempo.

La valutazione si concentra su:

  • La contiguità o continuità del tratto stradale (cioè tra due intersezioni o su una singola sezione),
  • Il nesso temporale ravvicinato, pur non essendovi un criterio orario espresso nella norma,
  • L’impossibilità per l’automobilista di modificare la condotta prima della notifica della prima violazione.
Non esiste nel Codice una regola che richiami esplicitamente il “criterio dell’ora” per l’applicazione del cumulo nelle multe rilevate dagli autovelox. Tuttavia, la giurisprudenza prende spesso in esame un arco temporale ristretto (minuti o decine di minuti) e verifica la presenza di un comportamento omogeneo per qualificare la condotta come unica. In situazioni analoghe a quella della SS53 Postumia, l’amministrazione si è talvolta vista annullare verbali multipli perché le sanzioni non rispettavano il principio della contestualità e continuità della condotta. È rilevante sottolineare che per le violazioni seriali riferite a zone ZTL o aree pedonali, invece, la regola è diversa: ognuna viene sanzionata autonomamente a meno che non vi sia prova di un accesso programmato unitario (art. 8 bis Legge 689/1981).

Nell’esperienza concreta, quando un cittadino riceve più multe per eccesso di velocità lungo un tratto vigilato da diversi autovelox, può agire per chiedere l’unificazione delle sanzioni facendo leva su questi principi. In conclusione, il diritto al cumulo giuridico è tutelato solo se le violazioni seriali sono effettivamente riconducibili a una sola azione di guida, come riconosciuto dai giudici di merito in molteplici sentenze.

Come presentare ricorso in caso di multe seriali: procedure, modelli e motivazioni ammesse

Il proprietario del veicolo che si trovi a gestire molteplici verbali notificati a distanza di pochi minuti può presentare ricorso secondo le procedure ordinarie previste dal Codice della Strada, rivolgendosi al Prefetto o al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica. Oltre ai motivi «classici» (vizi di forma, mancanza segnaletica, differenze tra dati rilevati e documentazione fotografica, mancata omologazione del dispositivo), nel caso di contestazioni ravvicinate si può allegare l’esistenza di un “comportamento unitario”, richiedendo il cumulo giuridico delle sanzioni.

La pratica prevede la seguente modalità:

  • Presentazione di istanza motivata, allegando copia di tutti i verbali e documentazione di supporto (estratti cronologici, posizione dei dispositivi, tracciati GPS),
  • Richiesta di applicazione della sanzione prevista per l’infrazione più grave, con aumento come da norma, e della sola decurtazione punti più elevata,
  • Eventuale istanza cumulativa davanti al Giudice di Pace nel caso di multe notificatesi tutte assieme, in virtù dell’ordinanza Cassazione n. 23881/2011 che riconosce questa possibilità per verbali seriali.
Gli elementi che possono rafforzare il ricorso sono:
  • La dimostrazione che il conducente non ha ricevuto avviso della prima sanzione prima di incorrere nelle successive,
  • L’esistenza di criticità sull’omologazione o taratura degli strumenti utilizzati,
  • Eventuali incertezze circa la visibilità della segnaletica e la distanza tra i dispositivi.
Un modello di ricorso cumulativo prevede l’indicazione espressa delle contestazioni, la richiesta di revisione delle sanzioni e la domanda di applicazione del principio di continuità, in modo che l’autorità valuti la riduzione alla «sanzione unica». Gli effetti del ricorso, se accolto, comportano la riduzione delle spese e spesso un alleggerimento sull’aspetto punti patente.

Effetti delle violazioni seriali su decurtazione punti e sospensione patente

L’impatto delle contestazioni multiple non si limita all’aspetto economico. Il sistema della patente a punti prevede che per ogni violazione sia prevista una decurtazione, ma nel caso di condotta unitariamente valutata (art. 198 CdS), l’automobilista subisce l’unica decurtazione prevista dalla sanzione più grave contestata, evitando la sommatoria cumulativa.

Le principali conseguenze sono:

  • Decurtazione punti globale: una sola sottrazione riferita alla violazione più grave,
  • Aggiornamento del saldo punti che, se scende a zero, determina l’obbligo di revisione della patente,
  • In caso di recidiva specifica (più infrazioni gravi, almeno 5 punti ciascuna, nello stesso anno), possibilità di revisione della patente ex art. 126-bis CdS,
  • Sospensione patente: la misura si applica solo laddove la singola infrazione comporti tale sanzione accessoria, o in caso di recidiva.
Per i neopatentati, le decurtazioni sono raddoppiate, e un breve intervallo tra condotte simili accentua i rischi accessori. Tuttavia, il pagamento della sanzione non ripristina i punti persi: il saldo può essere recuperato solo con corsi specifici e conducendo una guida irreprensibile per almeno due anni consecutivi senza nuove infrazioni. Resta infine la possibilità, in caso di contestazioni ingiustificate, di ottenere il ripristino dei punti a seguito di ricorso accolto.

Quando la moltiplicazione degli autovelox diventa un rischio per gli automobilisti e un tema di equità

L’apertura di numerosi autovelox su brevi tratti, come nel caso studiato, ha sollevato interrogativi anche in termini sociali e di equità. In Italia si contano circa 11.300 rilevatori elettronici, un primato europeo, e la densità anomala su talune arterie alimenta il sospetto che le finalità di sicurezza vengano talvolta subordinate a quelle di bilancio per gli enti territoriali.

Il codice impone che l’installazione sia motivata da reali esigenze di prevenzione, basate su statistiche di sinistrosità e difficoltà di fermare i mezzi sul posto. Tuttavia, l’impatto sulla vita degli utenti della strada diventa rilevante laddove la proliferazione dei dispositivi aumenti in modo sproporzionato la probabilità di infrazioni a breve distanza, e il rischio è che la funzione educativa del controllo si trasformi in una logica di “ragnatela” sanzionatoria.

L’esperienza del guidatore sulla SS53 Postumia mostra l’urgenza di una migliore armonizzazione delle competenze tra i diversi enti preposti e invita a riflettere sull’esigenza di sistemi sanzionatori trasparenti e coerenti, capaci di bilanciare la prevenzione reale del rischio con i diritti del cittadino: trasparenza e tracciabilità delle motivazioni, corretta segnalazione delle postazioni e verifica periodica delle condizioni di legittimità degli autovelox installati dovrebbero essere elementi diffusi e garantiti da ciascuna amministrazione.






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