Il panorama della salute mentale sta vivendo un cambiamento significativo grazie all’introduzione degli psicologi di base. Si tratta di una risposta a lungo attesa a favore di prevenzione, rilevamento precoce e supporto psicologico diffuso, elementi centrali per rispondere alle nuove urgenze sociali. Questo rinnovamento interessa l’intero sistema sociosanitario italiano, mettendo in evidenza la necessità di attività integrate e di prossimità. L’attivazione di percorsi specifici per i giovani, spesso messi alla prova da nuove forme di disagio, acquisisce in tale contesto una rilevanza prioritaria.
Il nuovo Piano nazionale per la salute mentale: risorse e obiettivi
Il Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030 rappresenta un punto di svolta dopo un lungo periodo di immobilità. Varato in Conferenza Unificata e sostenuto da investimenti specifici della legge di bilancio — 255 milioni di euro stanziati per il triennio 2026-2028 e 30 milioni l’anno dal 2029 — il Piano mira a ridisegnare servizi e percorsi di cura. Una quota significativa di queste risorse, il 30%, è destinata inderogabilmente alla prevenzione. Il restante budget sostiene il rafforzamento del personale, consentendo assunzioni a tempo indeterminato e la copertura delle carenze storiche degli operatori nella sanità pubblica.
Uno degli obiettivi principali del Piano è l’integrazione e la modernizzazione dei servizi
- Estendere l’accesso a servizi specialistici integrati in tutti i territori;
- Rendere i servizi domiciliari e territoriali più accessibili e diffusi;
- Offrire percorsi tempestivi di diagnosi e intervento precoce;
- Facilitare il passaggio da infanzia a età adulta per chi presenta disturbi mentali.
Secondo le stime ufficiali, la domanda di cure è in aumento: gli utenti dei servizi specialistici sono cresciuti del 10% tra il 2022 e il 2023, oltrepassando gli 854mila. Questo nuovo Piano aspira a colmare il divario tra le esigenze della popolazione e le prestazioni finora disponibili, come sottolineato dagli esperti e dai rappresentanti istituzionali coinvolti.
Lo psicologo di base: chi è, dove opera e quali servizi offre
Lo psicologo di base è la figura professionale che innova l’assistenza primaria portando l’ascolto psicologico direttamente nei luoghi di prima accoglienza sanitaria, come le case di comunità, i distretti sanitari e i consultori. Introdotto nel quadro dei nuovi modelli previsti dal D.M. 77/2022, questo servizio risponde al bisogno di intercettare precocemente segnali di disagio emotivo e relazionale tra i cittadini.
Le attività offerte includono:
- Accoglienza e ascolto psicologico al primo contatto;
- Sostegno psicologico breve e mirato per condizioni di ansia, depressione, insonnia, attacchi di panico e reazioni a eventi critici della vita;
- Valutazione della necessità di invio a servizi specialistici, consultori o strutture sociosanitarie;
- Consulenza anche per nuclei familiari, con attenzione sia ai giovani che agli adulti;
- Supporto nei percorsi di reinserimento o durante transizioni di vita particolarmente stressanti.
L’accesso al servizio di psicologia primaria può avvenire attraverso diversi canali, tra cui il Punto Unico di Accesso delle case della comunità, gli Ambulatori Straordinari di Comunità Territoriali, oltre che su invio dei medici di medicina generale e dei servizi sociali. L’offerta si adatta alle peculiarità territoriali grazie alla collaborazione con enti del terzo settore, con particolare attenzione alle fasce più fragili e ai giovani adulti.
Nei territori dove il servizio è già operativo, come in Puglia e in alcune aree della Sardegna, la presenza dello psicologo di base ha rappresentato un importante passo verso la riduzione dello stigma e un accesso più naturale alle cure, valorizzando un approccio multidimensionale ai bisogni di salute.
Focalizzazione sui giovani: prevenzione e intervento precoce
L’insorgenza dei disagi psicologici in età evolutiva emerge come un’emergenza sociale sempre più visibile. Negli ultimi dieci anni, l’accesso dei giovani ai Pronto soccorso per tentativi di suicidio e autolesionismo è cresciuto di venti volte. Al crescente impatto delle nuove dipendenze, come quelle da smartphone e gioco online, si è aggiunto l’effetto prolungato della pandemia e il persistere di carenze nei servizi di neuropsichiatria infantile.
Il nuovo sistema punta ad attivare modelli preventivi e interventi tempestivi, ancorando il benessere mentale dei ragazzi a una rete di servizi multidisciplinari che comprende:
- Ambulatori specialistici e strutture residenziali dedicate ai disturbi emergenti;
- Centri semiresidenziali per attività specifiche di supporto e socializzazione;
- Percorsi di tutela e accompagnamento durante i passaggi critici, come la transizione all’età adulta.
Molte delle azioni sono pensate per superare la logica emergenziale, introducendo interventi personalizzati e rafforzando la collaborazione tra psicologi, educatori e famiglie. Gli esperti sottolineano l’importanza di un sistema che non lasci nessuno indietro nei momenti chiave di crescita e sviluppo emotivo.
Progetti gratuiti di supporto psicologico per i giovani
Negli ultimi anni hanno preso vita iniziative innovative e gratuite di supporto psicologico rivolte ai ragazzi tra i 18 e i 30 anni. Tra queste si distingue il progetto "A Mente Libera" realizzato dal Comune di Roma con la collaborazione di enti pubblici e realtà universitarie.
- Il progetto, giunto alla terza edizione, prevede fino a cinque sedute individuali con psicologi qualificati, offerte sull’intero territorio cittadino sia nelle biblioteche comunali che nelle sedi di Farmacap.
- Ai colloqui individuali si affiancano laboratori tematici di gruppo, incentrati sulla gestione di ansia, emozioni, desideri e aspirazioni, gestiti da personale esperto.
- Il servizio, totalmente gratuito e riservato anche in assenza di invio medico o diagnosi, mira a favorire l’emergere dei bisogni nascosti e a ridurre l’isolamento e i timori legati allo stigma.
Queste esperienze permettono di
accedere a occasioni di ascolto psicologico dedicate e rappresentano una risorsa immediata per orientarsi tra dubbi e difficoltà. I laboratori di gruppo e le attività manuali proposte, come nei progetti della Fondazione Asilo Mariuccia o in percorsi di inclusione territoriale, contribuiscono a rafforzare il senso di appartenenza e la responsabilità individuale, favorendo la prevenzione dei disturbi. Gli organizzatori segnalano che la risposta dei giovani è in crescita, sia in termini di partecipazione agli sportelli di ascolto che di interesse verso i nuovi modelli di psicologia di prossimità.
L'integrazione con i servizi sanitari: lavoro in team e sinergie professionali
Un avanzamento rilevante della nuova organizzazione riguarda la sinergia tra psicologi, medici di base, pediatri e specialisti già impiegati nelle strutture territoriali. Il servizio di psicologia delle cure primarie, infatti, è stato progettato per essere strettamente integrato nell’ambito delle Case della Comunità e dei distretti, dove opera a stretto contatto con tutti i professionisti del sistema sanitario.
- La collaborazione punta a una valutazione tempestiva delle situazioni di disagio attraverso équipe multidisciplinari;
- La possibilità di invio diretto ai servizi specialistici o sociosanitari consente una gestione efficace delle complessità;
- Confronti programmati tra psicologi e personale medico nelle strutture permettono di ridurre inutili esami o prescrizioni, aumentare la personalizzazione dell’assistenza e abbattere i costi;
- La presenza dello psicologo nello studio del medico favorisce un avvicinamento spontaneo da parte dell’utenza, riducendo lo stigma e facilitando un accesso più immediato alle cure.
Queste esperienze di collaborazione rappresentano un’opportunità per promuovere una cultura della salute integrata, ridistribuendo e ottimizzando le risorse all’interno del sistema pubblico e coinvolgendo anche realtà del terzo settore e dell’associazionismo.
Criticità e sfide nella realizzazione del servizio psicologo di base
Nonostante l’entusiasmo e i primi risultati positivi, la realizzazione completa del servizio di psicologia di base affronta ancora numerose criticità. In primis, la carenza di risorse strutturali e di personale: solo il 3% delle risorse sanitarie finora era destinato alla salute mentale, a fronte di una domanda crescente.
Permangono difficoltà relative a:
- Insufficiente copertura territoriale, con disparità marcate tra nord, centro e sud;
- Lentezza nell'implementazione delle strutture dedicate soprattutto nelle aree rurali o nelle zone periferiche urbane;
- Persistenza di stigmi e pregiudizi culturali, in particolare tra le fasce più giovani o fragili;
- L’esigenza di uniformare l’offerta di servizi e garantire una reale continuità delle cure tra le varie fasi della vita.
Il processo di reclutamento e formazione degli operatori resta un punto nevralgico: la qualità e la preparazione dei professionisti sono decisive affinché il sistema funzioni in modo equo e omogeneo. La collaborazione con università, centri di ricerca e associazioni di settore viene riconosciuta come un elemento strategico per superare i limiti attuali.
Una prima tassa verso una tutela diffusa della salute mentale per tutti
L’inclusione stabile degli psicologi nelle cure primarie segna una nuova tappa nella storia della sanità pubblica italiana. Il quadro che emerge dal nuovo Piano nazionale, grazie alle maggiori risorse, all’attenzione ai giovani e alla diffusione dei servizi psicologici di prossimità, lascia intravedere una tutela sempre più ampia dei diritti alla salute mentale.
Superando stigmi e frammentazioni precedenti, l’integrazione dei diversi livelli di assistenza promuove un modello improntato al benessere, all’inclusione e alla personalizzazione delle risposte. Il rafforzamento delle alleanze tra professionisti, enti pubblici e terzo settore sostiene una visione condivisa che mette la persona e i suoi bisogni al centro di un sistema di cure moderno e trasparente. Solo attraverso un impegno costante e una governance attenta sarà possibile trasformare questa rivoluzione culturale e organizzativa in benefici concreti per tutte le fasce della popolazione.