Tra crescita, mercato e normativa, l'articolo analizza quanti italiani possiedono criptovalute, chi sono, quanto investono e i motivi delle loro scelte. Un quadro aggiornato della realtà crypto in Italia oggi.
Negli ultimi anni, il panorama finanziario italiano è stato caratterizzato dall’aumento dell’interesse verso gli asset digitali. Dalla scoperta delle prime criptovalute fino agli sviluppi attuali delle tecnologie blockchain, il settore ha visto l’emergere di nuove opportunità e la progressiva integrazione dei crypto-asset tra le scelte di investimento degli italiani. Sebbene il mercato nazionale abbia mostrato inizialmente una certa prudenza, la crescente presenza di exchange regolamentati e la maggiore chiarezza normativa hanno contribuito ad aumentare sia la fiducia degli investitori sia la consapevolezza sui rischi e sui vantaggi dei portafogli digitali.
Secondo l’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano, 2,8 milioni di italiani detengono crypto-asset, che rappresentano circa il 7% della popolazione. Nonostante ciò, il Bel Paese evidenzia valori inferiori rispetto ad altre economie europee: in Germania la quota di detentori sfiora l’11%, in Spagna il 14% e in Francia il 9%. Questa differenza segnala un certo ritardo nell'adozione diffusa degli asset digitali, anche se un potenziale di crescita continua a esistere per gli anni a venire.
Il trend italiano mostra comunque una discreta dinamicità: l’11% dei consumatori si dichiara interessato all’acquisto futuro di attività digitali, una platea che potrebbe ampliare notevolmente la base degli investitori. Questo fenomeno è accentuato dal fatto che oltre metà dei potenziali nuovi ingressi non utilizza altri strumenti finanziari, confermando il ruolo delle cripto come porta d’accesso a inedite modalità di investimento.
| Paese | Quota possessori crypto |
| Italia | 7% |
| Francia | 9% |
| Germania | 11% |
| Spagna | 14% |
La crescita europea del settore è trainata da una maggiore chiarezza normativa, dalla diffusione delle stablecoin e dalla tokenizzazione degli asset traditional. Il mercato italiano segue questo trend, seppur con una velocità inferiore ai principali partner continentali. Tuttavia, il rafforzamento delle infrastrutture regolamentari e l’aumento dell’offerta di servizi rappresentano segnali positivi destinati a consolidare questa nuova classe di asset tra le scelte degli investitori.
Il profilo medio dell’investitore italiano in asset digitali emerge chiaramente dai dati più recenti. La stragrande maggioranza degli utenti è costituita da persone fisiche (oltre il 99,9%), ma le differenze demografiche e territoriali presentano alcuni spunti interessanti.
I dati aggiornati sul valore dei portafogli digitali in Italia mostrano oscillazioni significative negli ultimi dodici mesi. Alla fine del secondo trimestre 2025, il numero di investitori attivi era pari a circa 1,4 milioni, con un valore totale di asset digitali detenuti prossimo a 1,9 miliardi di euro.
La media del valore detenuto a cliente si assesta su 1.413-1.600 euro circa, a seconda delle rilevazioni trimestrali più recenti. Nel corso del 2025 si è riscontrata una contrazione sia nel numero di investitori attivi che nel valore complessivo dei portafogli, in parte dovuta a una riduzione dei prezzi di mercato e alle novità fiscali che hanno inciso sulle strategie di mantenimento degli asset.
| Periodo | Numero di possessori | Valore medio per cliente |
| Fine 2024 | 1.609.898 | 1.634 € |
| Marzo 2025 | 1.700.000 | 1.440 € |
| Giugno 2025 | 1.392.583 | 1.413 € |
L’andamento trimestrale segnala anche un calo delle transazioni di conversione: nella prima metà del 2025 la media delle operazioni effettuate da ciascun cliente si è mantenuta tra 8 e 10 conversioni per trimestre, con importi compresi tra 200 e 250 euro per singola operazione. Mentre il valore medio gestito tende a diminuire, il mercato si caratterizza per una volatilità elevata e per la presenza di una base di utenti attivi, seppur ridotta rispetto ai picchi precedenti.
L’acquisto di crypto-asset risponde a diverse motivazioni, spesso legate al desiderio di diversificazione e alla ricerca di potenziali ritorni superiori agli strumenti finanziari tradizionali. Le principali leve che spingono gli utenti verso questi strumenti sono:
L’attività di acquisto e gestione degli asset digitali si svolge prevalentemente attraverso i grandi exchange internazionali: circa il 92% degli utenti italiani opera su piattaforme di grandi dimensioni che concentrano quasi tutta la liquidità e il volume di operazioni, sia in termini di valute legali sia virtuali.
L’assetto normativo ha subito sostanziali cambiamenti nell’ultimo biennio, con impatti considerevoli sulla gestione dei portafogli digitali in Italia. Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 e l’aggiornamento 2026 hanno portato a: