I consumi in stand-by incidono sulla bolletta più di quanto sembri: differenze tra stand-by semplice e di rete, nuovi limiti europei, apparecchi più energivori e soluzioni per ridurre gli sprechi.
Un apparecchio apparentemente spento non sempre ha interrotto l’alimentazione. Televisori, decoder, console, computer, microonde e macchine da caffè possono mantenere attivi circuiti, orologi, sensori o connessioni. Il singolo assorbimento è spesso modesto, ma la somma di molti dispositivi collegati per migliaia di ore produce il cosiddetto consumo fantasma. Le nuove stime disponibili derivanti da 2 diversi studi collocano stand-by e apparecchi lasciati sempre accesi intorno all’8-11% dei consumi elettrici domestici, con una spesa media indicativa di circa 60-65 euro l’anno in Italia. Il valore varia secondo tariffe, età degli apparecchi e abitudini: per questo conviene misurare prima di intervenire.
I recenti studi e ricerche si sono basate sui limiti fissati nel 2025, che sono poi entrati pienamente in vigore, nel senso di produzione e acquisto degli elettrodomestici dal 2026, e proprio per questi motivi gli studi condotti sono interessanti e sopratutto aggiornati alla situazione attuale, sempre tenendo conto che rimangono ancora in circolazione tanti prodotti prodotti prima del 2024
La parola stand-by descrive una condizione intermedia: il prodotto non svolge la sua funzione principale, ma rimane pronto a riattivarsi. Il ricevitore del telecomando, un orologio digitale, una memoria interna o l’alimentatore continuano a ricevere energia. Premere il tasto del telecomando, quindi, non equivale necessariamente a togliere la spina.
Lo stand-by semplice mantiene attivi pochi circuiti. È il caso di un vecchio televisore che resta in ascolto del comando a infrarossi o di un forno che conserva l’ora sul display. Quando l’assorbimento è misurabile in frazioni di watt o pochi watt, il costo annuo del singolo apparecchio tende a rimanere contenuto.
Lo stand-by di rete, chiamato anche network standby, aggiunge invece una connessione. Smart TV, stampanti, altoparlanti, console e alcuni sistemi audio possono restare collegati a Wi-Fi o Ethernet per ricevere notifiche, aggiornamenti, comandi da app e segnali domotici. Il modulo di rete richiede più energia del solo sensore del telecomando: comodità e reperibilità immediata hanno un consumo associato.
La distinzione non va confusa con il modem o il router in funzione continua. Un apparato che distribuisce internet 24 ore su 24 non è tecnicamente in stand-by, anche se lavora a bassa potenza e contribuisce ai consumi invisibili. Inoltre, alcune console in modalità avvio rapido possono assorbire più di un dispositivo in riposo tradizionale perché mantengono memoria, rete e componenti di sistema pronti.
Per una stima si usa la formula: watt × ore di funzionamento ÷ 1.000 = kWh. Un apparecchio da 2 W attivo senza interruzioni consuma circa 17,5 kWh in un anno; moltiplicando il risultato per il prezzo al kWh si ottiene il costo indicativo. La targhetta energetica e il manuale restano riferimenti utili, ma la misura alla presa è più attendibile per il singolo modello.
Dal maggio 2025 si applicano in tutta l’Unione Europea requisiti più severi per l’assorbimento in modalità spento e stand-by, nell’ambito delle misure Ecodesign previste dal quadro normativo europeo sull’efficienza dei prodotti connessi all’energia. Per gli apparecchi interessati, il limite indicato è di 0,5 watt in stand-by o da spenti; la soglia sale a 0,8 watt quando il dispositivo continua a mostrare informazioni su un display.
La stretta aggiorna il percorso avviato con il regolamento (CE) n. 1275/2008, che ha introdotto requisiti per i consumi delle apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche e da ufficio, successivamente modificato da atti europei più recenti. L’obiettivo è ridurre l’energia assorbita quando il prodotto non sta svolgendo la propria attività principale, senza impedire funzioni legittime come timer, registrazioni programmate o collegamento alla rete.
La soglia non significa che ogni prodotto connesso debba consumare meno di mezzo watt in qualunque condizione. Per il network standby e per specifiche categorie esistono requisiti distinti, più elevati, perché mantenere attiva la comunicazione di rete richiede energia. Le verifiche devono quindi considerare la definizione tecnica della modalità, la categoria merceologica e le funzioni dichiarate dal costruttore.
Dal 2027 è prevista un’ulteriore riduzione fino a 0,3 watt per la modalità spento. Il provvedimento avrà effetti soprattutto sui nuovi apparecchi immessi sul mercato: non rende automaticamente efficienti i prodotti già acquistati, né elimina i consumi dei dispositivi che restano operativi per scelta dell’utente. Nelle abitazioni convivono infatti TV, decoder e forni di epoche normative molto diverse.
Le regole europee riducono il peso del singolo dispositivo, ma il numero di apparecchi collegati è aumentato. Smart home, telecamere, assistenti vocali e prese connesse possono quindi compensare una parte dei miglioramenti se rimangono attivi senza una reale necessità.
Le cifre cambiano con marca, anno di produzione, impostazioni e modalità selezionata. I valori seguenti sono intervalli orientativi, non sostituiscono una misurazione sul posto:
|
Dispositivo |
Assorbimento indicativo |
Nota pratica |
|
TV LED o LCD recente |
0,3-2 W |
Avvio rapido e rete possono aumentarlo |
|
TV o decoder datato |
2-10 W o più |
Dipende dall’elettronica e dall’età |
|
Console in riposo |
Circa 1-5 W |
Gli aggiornamenti automatici incidono |
|
Computer e monitor |
1,5-10 W |
Sleep e alimentatore non sono identici |
|
Microonde con orologio |
Circa 1-4 W |
Display sempre alimentato |
|
Macchina da caffè |
Oltre 1 W in attesa |
Il preriscaldamento può consumare molto di più |
|
Caricatore scollegato dal telefono |
Di norma una frazione di watt |
Modelli vecchi possono differire |
Una TV moderna in stand-by può richiedere meno di 1 W, mentre una smart TV con avvio rapido, microfono o rete attiva può salire a 3-5 W. Un televisore da 2 W lasciato collegato tutto l’anno usa circa 17,5 kWh. Con un prezzo ipotetico di 0,30 euro per kWh, il costo è vicino a 5,25 euro: non una cifra elevata, ma nemmeno zero.
Il microonde mostra perché il display conta. Il magnetron è inattivo, tuttavia l’orologio e la scheda elettronica restano alimentati. Un modello da 3 W arriva a circa 26,3 kWh annui. Lasciare lo sportello aperto può modificare il comportamento di alcuni apparecchi e, in determinati modelli, aumentare l’assorbimento: non è una regola universale, quindi la verifica strumentale è preferibile.
Computer portatili e desktop in sospensione presentano valori diversi. La sospensione conserva una parte dello stato del sistema; lo spegnimento software può lasciare alimentate porte, rete o ricarica USB. Anche il monitor può continuare ad assorbire energia se collegato e non completamente disalimentato.
La macchina da caffè automatica merita attenzione quando mantiene calda la caldaia. In quel caso non si parla di un semplice stand-by: il prodotto compie cicli di riscaldamento e può consumare molto più del solo circuito di controllo. Lo stesso criterio vale per router, cordless e dispositivi smart: il dato va letto in rapporto all’uso effettivo.
Il peso economico dipende da tre fattori: potenza assorbita, ore di collegamento e numero di apparecchi. Un dispositivo modesto, acceso sempre, può superare un apparecchio più potente usato solo occasionalmente. La priorità non si stabilisce quindi guardando soltanto la luce spia.
Tra i candidati più rilevanti si trovano:
In una casa con più televisori, decoder, computer e dispositivi connessi, la somma annuale conta più del singolo risultato. Spegnere un apparecchio che assorbe 0,2 W produce un risparmio limitato; intervenire su una console da 5 W o su una macchina da caffè sempre preriscaldata può essere più efficace. Frigorifero, congelatore e sistemi di sicurezza, invece, devono restare alimentati: non vanno trattati come semplici fonti di stand-by.
Il LED rosso è visibile, perciò è diventato il simbolo dei consumi fantasma. Non è però una misura del consumo: indica soltanto che una parte dell’apparecchio è alimentata. Una TV recente può assorbire meno di un watt in stand-by, mentre un decoder vecchio, una console o una macchina da caffè possono richiedere più energia pur senza una spia evidente.
Anche la funzione attiva conta. Avvio rapido, controllo vocale, registrazione programmata e accensione dalla rete mantengono in funzione circuiti aggiuntivi. Disattivarli può ridurre il dato, ma comporta tempi di accensione più lunghi o la perdita di alcune comodità. Per gli schermi OLED, inoltre, alcune procedure di manutenzione possono essere eseguite dopo lo spegnimento: interrompere subito l’alimentazione ogni volta non è sempre consigliabile; è opportuno seguire le indicazioni del produttore.
Il caricatore lasciato nella presa, se moderno e senza telefono, di solito ha un assorbimento molto basso. Raccogliere tutti i caricatori è una buona pratica di sicurezza e ordine, ma la priorità economica è cercare i carichi continui più elevati, non inseguire soltanto il puntino rosso.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...