Quali sono i casi in cui si devono pagare Imu e Irpef sui redditi fondiari percepiti, le esclusioni e cosa prevede la normativa vigente
I redditi da fabbricati rappresentano una componente rilevante della dichiarazione dei redditi, in particolare nella compilazione del Modello 730/2025. Proprietari e possessori di immobili sono tenuti a comunicare al Fisco i redditi derivanti dal possesso o dalla locazione di unità immobiliari, seguendo criteri specifici dettati dalla normativa vigente.
Essere aggiornati sulle condizioni in cui tali redditi devono essere dichiarati e sulle regole e i criteri di pagamento di IMU e IRPEF è essenziale per evitare errori che possono comportare sanzioni o indebite esenzioni.
I contribuenti proprietari di beni immobili o terreni devono indicare nel Modello 730 2025 i relativi redditi, se percepiti, utilizzando il quadro dedicato ai redditi fondiari.
E' nella sezione Quadro B del modello 730 devono essere riportati i dati relativi a ogni fabbricato produttivo di reddito fondiario.
Alcuni fabbricati, però, non devono essere indicati nella dichiarazione, perché non generano alcun reddito catastale. Sono esclusi, ad esempio:
Nel caso degli immobili non locati, in generale, il reddito fondiario è soggetto a tassazione IRPEF, ad eccezione di quando l'immobile è soggetto al pagamento dell'IMU, poiché il principio di alternatività IMU-IRPEF prevede che, se già si paga la prima, non si deve versare anche la seconda.
Tuttavia, per le seconde case ubicate nello stesso comune dell'abitazione principale e assoggettate a IMU, solo il 50% della rendita concorre alla formazione della base imponibile IRPEF.
| Tipologia immobile | Tassazione 2025 |
| Sfitto assoggettato a IMU | Solo IMU (no IRPEF), salvo eccezioni |
| Sfitto esente IMU | IRPEF su rendita catastale |
| Seconda casa sfitto stesso comune | IMU + IRPEF su 50% della rendita |
Per le abitazioni principali non di lusso e relative pertinenze, l'IMU non è dovuta, ma la rendita catastale concorre ancora all'IRPEF con apposita deduzione. Le abitazioni di lusso (cat. A/1, A/8, A/9) seguono invece una disciplina separata.
Per gli immobili concessi in locazione, il reddito dichiarato corrisponde generalmente al canone annuo percepito, al netto di una percentuale di deduzione (5% ordinaria, 25% per Venezia centro, 35% per immobili storici). Esiste l'opzione della cedolare secca, che consente di applicare un'imposta sostitutiva con aliquote del 21% o 26% a seconda dei casi, escludendo il canone dal reddito Irpef.
Se il proprietario non ha percepito tutto il canone per morosità dell'inquilino ed ha avviato la procedura di sfratto o ingiunzione di pagamento, può evitare di tassare i canoni non riscossi, indicandolo con uno specifico codice in dichiarazione.
Per la compilazione della dichiarazione dei redditi sui fabbricati, occorre verificare i dati catastali, compilare correttamente il Quadro B e indicare canoni, codici di utilizzo e particolari situazioni come canoni non percepiti.
Per quanto riguarda le scadenze, quelle da rispettare quest'anno 2025 sono le seguenti:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...