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Rinnovo contratto CCNL 2025-2027 Comparto Sicurezza-Difesa al via la trattativa. Le richieste e le attese

di Marianna Quatraro pubblicato il
Rinnovo contratto CCNl 2025 2027 Compart

Il rinnovo del CCNL Sicurezza-Difesa 2025-2027 entra nel vivo tra trattative: quali sono le richieste già presentate dai sindacati tra miglioramenti economici, valorizzazione del personale e prospettive future per il settore

Con l’avvio delle trattative del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al personale dei comparti Sicurezza e Difesa per il triennio 2025-2027, la discussione si concentra su richieste precise e su un’attesa diffusa nel settore. Dopo gli incrementi conseguiti nei periodi contrattuali precedenti, la nuova piattaforma rivendicativa trae spunto dall’esperienza recente, ponendo al centro la tutela delle condizioni economiche e la valorizzazione della professionalità di chi opera quotidianamente nella tutela del Paese.

Il rinnovo del contratto vuole rispondere alle esigenze espresse dalle rappresentanze dei lavoratori, dalle amministrazioni e dai sindacati: emergono priorità come il recupero del potere d’acquisto, la stesura di una disciplina più equa sugli orari, il rafforzamento delle tutele economiche e il riconoscimento delle specificità professionali del settore. In un contesto caratterizzato da inflazione crescente, aumento del costo della vita e continue sfide operative, le aspettative del personale militare e di polizia convergono su richieste di miglioramento reale delle condizioni di lavoro e di dignità professionale. 

Avvio della trattativa: convocazioni, protagonisti e prime reazioni

L’inizio ufficiale del percorso negoziale per il rinnovo del prossimo triennio contrattuale coincide con la convocazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica, il 26 gennaio 2026. Al tavolo tutte le principali organizzazioni sindacali delle Forze di Polizia civili e militari e delle Forze Armate, unitamente ai rappresentanti governativi.

Le associazioni sindacali maggiormente rappresentative, come USIF e USMIA, sottolineano l’importanza storica di questa apertura, ribadendo la necessità che il rinnovo del contratto non venga più considerato una mera concessione ma piuttosto un segno di rispetto, riconoscimento e garanzia di efficienza per coloro che custodiscono la sicurezza nazionale. USIF, in particolare, insiste su una contrattazione che porti risultati concreti e non proclami.

Il personale attende risposte rapide sulle indennità, sul recupero delle competenze perse negli anni e sulla ridefinizione di meccanismi premianti più moderni e aderenti alla realtà operativa. 

Le richieste sindacali: miglioramenti economici, specificità e valorizzazione del personale

Le principali richieste presentate al tavolo negoziale fotografano fedelmente la situazione vissuta dalle donne e dagli uomini in divisa. Tra i temi economici su cui viene posta maggiore attenzione rientrano: l’aumento dello stipendio tabellare per colmare la perdita di potere d’acquisto, la revisione dell’indennità di missione, la riformulazione del compenso forfetario di guardia (che si vorrebbe abrogare a favore di uno strumento realmente equo e commisurato ai carichi effettivi), l’aumento delle indennità accessorie per superare le disparità tra reparti e incarichi.

Sul fronte valorizzazione, il personale richiede il riconoscimento dei gradi apicali e dell’anzianità di servizio, nonché una maggiore attenzione alle carriere e alle progressioni. Importante il tema della specificità: l’impegno e la responsabilità che ricadono sulle Forze dell’Ordine restano insostituibili per la sicurezza e la coesione sociale, e si chiede quindi che le condizioni di impiego siano coerenti con l’alto livello di rischio e le peculiarità funzionali. Il rafforzamento delle tutele si collega anche all’esigenza di:

  • Armonizzare le norme su orari e turna
  • Facilitare il riconoscimento del recupero delle giornate non lavorative per chi opera su turni spezzati o a cavallo di più giornate
  • Garantire l’estensione della licenza straordinaria, anche per ragioni legate a situazioni familiari particolari, come l’adesione a protocolli di procreazione assistita
  • Promuovere forme di flessibilità oraria individuale, per rispondere a esigenze personali o familiari
  • Definire una previdenza dedicata, adeguata alle specificità della professione militare.

Risorse stanziate e prospettive di aumento: cosa prevede la Legge di Bilancio e il DEF

Il quadro di risorse disponibili per il rinnovo del triennio 2025-2027 è delineato dal Documento di Economia e Finanza (DEF) e successivamente recepito nella Manovra finanziaria. Per la Pubblica Amministrazione, e quindi anche per il comparto Sicurezza-Difesa, sono previsti:
  • 1,755 miliardi di euro per il 2025
  • 3,55 miliardi di euro per il 2026
  • 5,55 miliardi di euro dal 2027.
Questi stanziamenti, già previsti per i rinnovi precedenti, consentono una pianificazione finanziaria più sicura, superando parte delle tradizionali incertezze e dando una concreta prospettiva di incremento alle retribuzioni.

Le proiezioni sindacali avanzano l’ipotesi di un aumento medio lordo attorno ai 160 euro al mese, un valore che potrebbe variare in base a ruolo, anzianità e specificità di incarico. Tuttavia, i rappresentanti dei lavoratori sottolineano che tale incremento risulta ancora parzialmente assorbito dall’inflazione e dal costo della vita, motivo per cui viene richiesta una ricalibrazione delle risorse a favore dei comparti maggiormente penalizzati.

Anticipazioni sull’indennità di vacanza contrattuale sono già previste dalla stessa Legge di Bilancio: si applicano percentuali progressive sino all’1% dello stipendio tabellare. Per i militari, ciò equivale a un incremento medio di 20-24 euro lordi mensili nel 2025, in attesa dell’effettivo rinnovo. Si attende infine la piena applicazione del fondo “specificità” e l’arrivo di ulteriori stanziamenti mirati a miglioramenti previdenziali e indennità accessorie, tema ancora oggetto di confronto con il Governo.

Punti chiave della piattaforma rivendicativa: orari, indennità e flessibilità

La piattaforma sindacale si articola su punti tecnici ben definiti, nella prospettiva di una maggiore aderenza tra regolamento e prassi lavorativa reale. Tra i cardini, trovano spazio:

  • Revisione delle turnazioni: si punta a valorizzare adeguatamente le ore notturne, festive e straordinarie, uniformando il trattamento tra diversi corpi e reparti, eliminando iniquità storiche e superando i vincoli della disciplina Madia sulle indennità.
  • Superamento del compenso forfetario di guardia: attualmente oggetto di critiche per la sua disomogeneità. Si chiede di sostituirlo con un meccanismo più equo, fondato su criteri di trasparenza e oggettività nelle assegnazioni delle mansioni e nel calcolo delle retribuzioni.
  • Flessibilità oraria personalizzata: il riconoscimento della possibilità di adattare orari e permessi a fronte di esigenze personali (es. malattia grave in famiglia, genitorialità, mobilità), nonché di introdurre recuperi giornalieri per chi effettua turni a cavallo delle giornate.
  • Valorizzazione dell’anzianità e dei gradi apicali: introduzione di meccanismi premiali che riconoscano il percorso e i risultati ottenuti dal personale con più anni di servizio.
  • Estensione delle licenze straordinarie: si propone di includere i periodi di astensione per procreazione assistita tra le cause valide per ottenere permessi straordinari retribuiti.

Le attese del personale: recupero potere d’acquisto, previdenza dedicata e benessere

I dati ISTAT e le analisi sugli effetti dell’inflazione nei primi mesi del 2025 confermano quanto il recupero del potere d’acquisto sia considerato prioritario da lavoratori e rappresentanze. Nonostante gli incrementi realizzati nella tornata 2022-2024 (+6% medio), l’erosione salariale è apparsa significativa, costringendo molti dipendenti a fronteggiare difficoltà crescenti nella gestione della vita quotidiana, amplificate dall’esplosione dei canoni di locazione e dal divario retributivo rispetto ai colleghi di altri Paesi europei.

Il tema della previdenza dedicata diventa imprescindibile: le sigle sindacali chiedono di accelerare il percorso per un “tavolo stabile” in materia, in grado di compensare gli effetti del sistema contributivo puro sulle pensioni degli arruolati post-1985. Si valuta inoltre la possibilità di integrare risorse attraverso i risparmi gestionali delle amministrazioni. A questi si aggiungono richieste relative alla qualità della vita e al benessere organizzativo:

  • Soluzioni per l’housing attraverso un piano abitativo, anche mediante cooperative interne
  • Detassazione delle indennità, per rendere più appetibili i trattamenti accessori
  • Potenziamento delle misure di sostegno psicologico e sanitario
Le aspettative dell’intero settore dunque coinvolgono sia aspettative economiche sia molto legate alla tutela effettiva della dignità personale e al riconoscimento sociale della professione.