Tesla rilancia tre visioni dell’auto: la sportiva Roadster, il robotaxi Cybercab e una Model Y più efficiente. Tra prestazioni, autorizzazioni, autonomia, prezzi e tempi, ecco quali promesse sono più concrete
Tesla prova a cambiare narrazione. Dopo mesi difficili in Borsa e vendite in calo in Europa, Elon Musk punta tutto su tre prodotti che raccontano tre idee diverse di futuro dell'auto: un Roadster che promette di staccarsi da terra, un Cybercab senza volante pensato per guidarsi da solo, e una Model Y aggiornata per consumare meno ed essere più silenziosa. Tre annunci arrivati quasi in contemporanea, in un momento in cui l'azienda ha bisogno di riconquistare fiducia tra investitori e clienti.
È la storia più lunga e più controversa della gamma Tesla. Il nuovo Roadster è stato promesso per la prima volta nel 2017, con consegne annunciate per il 2020. Da allora il progetto ha accumulato almeno otto rinvii. Il motivo, secondo chi segue da vicin o l'azienda, è un componente tanto affascinante quanto complicato da realizzare: un pacchetto di propulsori a gas freddo sviluppato insieme a SpaceX, capace di far sollevare l'auto da terra per qualche istante.
Ad agosto Tesla ha organizzato una dimostrazione nel sito di test di SpaceX a McGregor, in Texas, lontano da strade pubbliche e saloni dell'auto. Il prototipo con i propulsori non è omologato per circolare e, durante il test, è stato guidato da remoto: il rumore e la spinta generati dai getti sono infatti considerati pericolosi per l'udito di chi si trova nelle vicinanze. Il piano iniziale era ancora più spettacolare, con una rampa magnetizzata su cui l'auto avrebbe dovuto capovolgersi e librarsi in aria: un'ambizione poi ridimensionata a un semplice sollevamento da terra.
Accanto alla versione con i propulsori SpaceX, Tesla continua a lavorare anche su un Roadster "normale", pensato per la strada. Musk lo ha definito l'unica auto del futuro catalogo Tesla che le persone potranno ancora guidare con le proprie mani: tutti gli altri modelli, secondo la sua visione, diventeranno progressivamente veicoli a guida autonoma di diverse dimensioni.
Se il Roadster è il progetto simbolico, il Cybercab è quello su cui Tesla sta scommettendo il proprio futuro industriale. È un'auto a due posti, senza volante né pedali, progettata esclusivamente per il servizio di robotaxi che l'azienda vuole estendere in diverse città. Musk ha dichiarato che il veicolo è già entrato in produzione e che, a lungo termine, la maggior parte dei volumi Tesla arriverà proprio da qui, perché la stragrande maggioranza degli spostamenti in auto coinvolge una o due persone.
Le caratteristiche principali che circolano finora:
Il terzo fronte è quello più concreto e già disponibile nelle concessionarie: gli aggiornamenti alla Model Y, il SUV elettrico più venduto della gamma Tesla. Rispetto alla generazione precedente, l'azienda dichiara una riduzione del rumore stradale del 22%, un calo del rumore da impatto del 20% e una diminuzione del rumore aerodinamico del 20%, ottenuti anche grazie all'uso di vetri acustici e a un frontale ridisegnato che si ispira all'estetica di Cybertruck e Cybercab.
Sul fronte dei consumi, Tesla dichiara un aumento dell'autonomia del 5% a parità di energia della batteria, merito in parte di un nuovo fluido lubrificante a bassa resistenza e di un pacchetto aerodinamico rivisto. Alcuni dati indicativi sulle versioni oggi disponibili:
Non è un caso che Tesla scelga di parlare contemporaneamente di un'auto che vola, di un taxi che si guida da solo e di un SUV più efficiente. Sono tre modi diversi per raccontare la stessa storia: un'azienda che vuole essere vista di nuovo come un laboratorio di innovazione, in un momento in cui i conti trimestrali mostrano un utile operativo in forte calo e una spesa in investimenti in forte aumento, mentre il titolo in Borsa ha perso terreno nel corso dell'anno.
Il Cybercab è la scommessa più concreta sul piano industriale, perché lega il destino di Tesla alla guida autonoma su larga scala. Il Roadster resta soprattutto un'operazione di immagine, capace però di generare grande attenzione mediatica. La Model Y aggiornata, infine, è la parte più prosaica ma anche la più importante per i conti dell'azienda nel breve periodo, visto che resta il modello di punta delle vendite globali.
Resta da vedere quanto di tutto questo arriverà davvero nelle mani dei clienti, e quando. Musk ha una lunga storia di annunci arrivati con anni di ritardo rispetto alle date promesse, dal Roadster stesso al camion Semi. Per ora, la parte più solida e verificabile dei tre annunci è quella meno spettacolare: la Model Y con meno rumore e più autonomia, già ordinabile. Il resto, l'auto che vola e il taxi senza conducente, resta ancora, in gran parte, una promessa da mantenere.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...