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Rotonda e rotatoria, la freccia che molti mettono a sinistra non serve: si dimentica l'unica regola che conta

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di Alberto Pelletti pubblicato il
Regola che conta realmente

Il clacson in rotatoria spesso nasce da un dubbio: va messa la freccia a sinistra? La regola decisiva, sulla base del nuovo Codice della strada e della circolare del Ministero dei Trasporti, riguarda invece segnali e precedenze.

Un automobilista viene suonato mentre percorre l’anello senza freccia sinistra e si domanda se abbia violato il Codice della strada. Nelle rotatorie a una corsia, con una sola corsia per senso di marcia sulla strada d’accesso, la freccia sinistra non è richiesta per entrare o proseguire. Il segnale da usare con attenzione è quello destro: serve ad annunciare l’uscita e a rendere chiaro agli altri dove si intende lasciare l’anello.

La scena è familiare. Un conducente aspetta al braccio d’ingresso e vede arrivare un’auto che prosegue oltre la sua uscita; si aspetta un segnale, ma chi è già nella rotatoria non accende la freccia sinistra. Può partire un colpo di clacson. Le indicazioni ministeriali aiutano a distinguere le manovre: proseguire nell’anello non equivale a svoltare a sinistra, mentre l’uscita va annunciata.

Il clacson e il dubbio sulla freccia sinistra

Un conducente, dopo essere stato suonato in rotatoria, ha chiesto un parere alla Polizia Stradale e a un’autoscuola. Il caso mostra quanto sia diffusa l’idea che, per restare nell’anello oltre la prima uscita, occorra indicare la sinistra. Nella configurazione considerata, però, quella segnalazione non è prevista: l’indicatore sinistro non va acceso per il solo fatto di entrare o di proseguire all’interno.

Il clacson può dipendere dall’aspettativa di chi attende di immettersi. L’assenza della freccia sinistra può sembrargli poco chiara, anche se l’auto continua regolarmente la propria traiettoria. L’indicazione utile arriva quando un veicolo sta per uscire: la freccia destra rende visibile l’intenzione di lasciare l’anello e aiuta chi aspetta a valutare il momento per entrare, nel rispetto della precedenza.

Le indicazioni operative sono contenute nelle circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) del 22 marzo 2017, prot. 6935, e del 19 settembre 2019, prot. 28819. Il chiarimento del punto d.1 riguarda una situazione precisa: rotatoria a una corsia e strada d’accesso a una corsia per senso di marcia. La descrizione non va estesa automaticamente alle rotatorie con più corsie, dove la scelta della corsia e i cambi di traiettoria richiedono ulteriori attenzioni.

Che cosa prevede il punto d.1

Il punto d.1 considera il caso in cui sia la strada che conduce all’anello sia la rotatoria stessa ad avere una sola corsia per ciascun senso di marcia. Il veicolo si avvicina, valuta il traffico e si immette senza attivare la freccia sinistra. Lo stesso criterio vale quando attraversa una o più uscite senza lasciare l’anello: proseguire non richiede il segnale a sinistra.

Gli indicatori servono a comunicare un cambio di direzione o una manovra. Non occorre usarli per dichiarare genericamente che l’auto continuerà a muoversi in cerchio. Una freccia sinistra mantenuta per tutto il percorso può risultare ambigua: chi osserva potrebbe interpretarla come l’annuncio di uno spostamento laterale, anziché come l’intenzione di non uscire subito.

La freccia resta necessaria in alcune fasi della guida in rotatoria. Se il conducente prende la prima uscita a destra, segnala con l’indicatore destro già in avvicinamento, così da rendere chiara la manovra prima di entrare. Per superare la prima uscita, invece, si entra senza freccia sinistra e si attiva l’indicatore destro prima del braccio scelto. Serve un anticipo adeguato: accenderlo troppo presto può far credere agli altri che si imboccherà un’uscita precedente.

Quando usare la freccia destra

Si può immaginare una rotatoria con tre bracci. Un’auto arriva da una strada laterale e vuole prendere la prima uscita: accende la freccia destra mentre si avvicina all’anello e mantiene una condotta coerente con quella svolta. Un’altra auto deve passare davanti a quel braccio e uscire al successivo. Non segnala a sinistra per restare nella rotatoria; attiva invece la freccia destra prima dell’uscita scelta.

Il segnale deve essere tempestivo e comprensibile agli altri. Se si accende quando l’auto è già all’altezza dell’uscita, gli altri potrebbero non avere il tempo di interpretarlo. Se arriva troppo presto, può sembrare che il veicolo stia per imboccare il braccio precedente. Nella guida quotidiana conta il momento in cui la manovra diventa riconoscibile, senza indicare in modo fuorviante la traiettoria immediata.

Chi lascia l’anello deve mantenere il controllo del veicolo e verificare che la svolta si possa compiere in sicurezza. Chi attende all’ingresso osserva posizione e movimento delle auto, oltre alla segnaletica.

La precedenza dipende dai segnali

La precedenza all’ingresso dipende dalla segnaletica presente sul posto. Nella configurazione più comune, chi entra incontra il segnale di dare precedenza e lascia passare i veicoli che circolano nell’anello. I segnali locali determinano l’ordine di passaggio e vanno rispettati anche quando un altro conducente usa male la freccia.

Quando manca una segnaletica specifica, si applica la regola generale dell’articolo 145, comma 2, del Codice della strada: agli incroci, salvo diversa indicazione, occorre dare precedenza a chi proviene da destra. In base alla disposizione delle traiettorie e a questa regola, può quindi accadere che chi circola nell’anello debba cedere il passo a chi si immette. Non si deve presumere che chi è già dentro abbia sempre la precedenza: contano i segnali; in loro assenza vale la precedenza a destra.

L’avvicinamento richiede prudenza. Ridurre la velocità, controllare i veicoli già presenti e valutare se ci sia spazio per entrare aiuta a evitare frenate e manovre improvvise. La freccia destra di un veicolo in rotatoria segnala l’intenzione di uscire; chi si immette attende che la manovra sia sicura e rispetta la precedenza indicata.

Rotatoria a una corsia: la sequenza corretta

Per chi percorre ogni giorno una rotonda semplice, la procedura è essenziale. Con una sola corsia non c’è da scegliere tra anello interno ed esterno, ma l’uscita va segnalata nel modo corretto. Traiettoria e indicatore devono corrispondere alla manovra: niente frecce accese per abitudine o segnali tardivi.

La sequenza pratica è questa:

  • Avvicinarsi con prudenza e leggere la segnaletica di precedenza prima di impegnare l’anello.
  • Se si prende la prima uscita, attivare la freccia destra già in ingresso.
  • Se si prosegue oltre la prima uscita, non usare la freccia sinistra per entrare o circolare.
  • Prima del braccio prescelto, azionare l’indicatore destro con anticipo e uscire quando la manovra è sicura.
Questa sequenza riguarda il caso descritto dal punto d.1: una corsia nell’anello e una corsia per senso di marcia sulla strada di accesso. Nelle rotatorie con più corsie entrano in gioco la posizione del veicolo e gli spostamenti laterali. La freccia può accompagnare un cambio di corsia; occorre comunque controllare gli altri veicoli e non tagliare la traiettoria di chi occupa la corsia di destinazione.

Per chi è fermo al braccio d’ingresso, sapere se un veicolo passerà davanti o uscirà proprio lì aiuta a valutare quando immettersi. La freccia destra comunica l’intenzione di lasciare la rotatoria. È il segnale che rende più leggibile il flusso, soprattutto quando più auto si avvicinano in successione a un’uscita.

Chi attende deve osservare distanze, velocità, segnaletica e traiettorie. La freccia è un’informazione da considerare insieme al movimento effettivo del veicolo e alle condizioni dell’ingresso.

Le circolari MIT del 2017 e del 2019 chiariscono che, nella configurazione a corsia unica indicata, non occorre la freccia sinistra per immettersi o proseguire nell’anello. Quando si esce, invece, la svolta va resa riconoscibile con l’indicatore destro, così chi aspetta può leggere meglio la manovra, nel rispetto della precedenza e della sicurezza di tutti.






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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...