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Come cambiano sanzioni, Ztl, permessi disabili e da quando con il Nuovo Codice della Strada 2026 approvato

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di Alberto Pelletti pubblicato il
Codice della strada

Con l’entrata in vigore del nuovo Codice della strada cambiano importi delle multe, regole per le Ztl e uso del contrassegno disabili. La riforma riguarda anche assicurazione, minicar e documenti: ecco cosa verificare prima di partire.

La riforma del Codice della strada approvata dal Consiglio dei ministri il 14 ottobre 2026 riduce alcuni importi delle multe, dimezza da 90 a 45 giorni il termine per notificare i verbali relativi agli accertamenti da remoto e impone ai Comuni di aderire alla piattaforma nazionale dei contrassegni disabili. Per chi guida, il confronto tra vecchie e nuove regole riguarda importi, procedure e condizioni locali: accessi alle Ztl e permessi vanno verificati caso per caso.

Il testo approvato dal governo è una riforma legislativa. La sua applicazione dipende dal completamento dell’iter e dalle date previste per le singole disposizioni. La legge 177/2024 ha già modificato il Codice della strada; gli aggiornamenti successivi vanno quindi letti insieme alle norme entrate in vigore e ai provvedimenti attuativi pubblicati. Per gli automobilisti, distinguere le regole operative da quelle contenute nel testo del 2026 è il primo passaggio.

La legge 177/2024 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 novembre 2024 ed è entrata in vigore il 14 dicembre dello stesso anno. Da quella data decorrono le principali novità introdotte dalla legge, comprese alcune sanzioni più severe per le condotte pericolose. Il testo approvato dal Consiglio dei ministri il 14 ottobre 2026 è un intervento distinto: per ciascuna delle sue disposizioni, l’efficacia decorre secondo l’iter legislativo e le date stabilite.

Nel confronto occorre tenere separati i due passaggi normativi: le misure operative dal 2024 e quelle previste dalla riforma del 2026. Anche gli importi delle sanzioni vanno controllati sulla versione vigente del Codice, perché gli aggiornamenti possono modificarne i valori e le modalità di calcolo. Probabile che il testo approvato nel 2026, possa finire il suo iter tra il 2027 e inizio 2028 ed entrare in vigore in queste date,

La riforma del 2026 combina la riduzione di alcune multe con misure più restrittive in materia di assicurazione, veicoli alterati e controlli. Ogni violazione ha una disciplina specifica, con una propria fascia d’importo e possibili sanzioni accessorie.

Multe: importi prima e dopo la riforma

Nel testo approvato nel 2026, alcuni minimi edittali vengono arrotondati verso il basso. Gli importi di 26 e 42 euro sono indicati rispettivamente a 25 e 40 euro; quelli di 83 e 87 euro vengono uniformati a 80 euro. La riforma prevede anche il blocco dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione. Le variazioni riguardano gli importi indicati nel testo e le relative violazioni.

Per gli accertamenti a distanza senza contestazione immediata, il termine di notifica previsto scende da 90 a 45 giorni. Il verbale può arrivare in formato digitale o cartaceo, attraverso i canali previsti. Quando si riceve una multa, conviene controllare la data dell’accertamento e quella della notifica, insieme alla norma contestata e all’importo applicato.

Il testo ridisegna anche le sanzioni per eccesso di velocità, accentuando la differenza fra uno scostamento contenuto e uno elevato. L’esempio riportato riguarda una strada urbana con limite di 50 km/h: per chi viaggia a 61 km/h il nuovo schema indica 55 euro, mentre per una velocità di 90 km/h indica 200 euro. Nella disciplina precedente, per entrambe le velocità l’esempio associa la fascia da 163 a 694 euro. Gli importi si riferiscono al testo approvato e alle condizioni previste per la loro applicazione.

Per l’uso del cellulare, la guida in stato di ebbrezza e quella dopo l’assunzione di droghe, il quadro era già stato irrigidito dalla legge 177/2024. L’articolo 173 del Codice della strada punisce l’uso del telefono durante la guida con una sanzione amministrativa da 250 a 1.000 euro per la prima violazione. In caso di recidiva nel biennio, la fascia sale da 350 a 1.400 euro; nei casi previsti si aggiunge la sospensione della patente. Prima della riforma del 2024, la sanzione andava da 165 a 660 euro. La recidiva comporta conseguenze più pesanti.

Per la guida dopo aver assunto alcol o sostanze stupefacenti, le conseguenze dipendono dal tasso alcolemico, dalla condizione del conducente e dagli esiti degli accertamenti. Chi viene condannato per guida con un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l è soggetto, in base alla riforma del 2024, all’obbligo di alcolock sui veicoli condotti, secondo le condizioni stabilite dalla disciplina. Per la guida dopo l’assunzione di droghe sono cambiate le regole di accertamento e le conseguenze sulla patente. In base alla violazione contestata, si può arrivare alla sospensione o alla revoca, oltre alla sanzione pecuniaria.

Ztl: accessi ripetuti e competenze dei Comuni

Per entrare in una Zona a traffico limitato occorre verificare l’autorizzazione, la fascia oraria e le modalità previste. Un accesso senza permesso può essere rilevato dalle telecamere e dare luogo a una sanzione per ciascuna violazione accertata. La legge nazionale stabilisce il quadro del Codice della strada; i Comuni definiscono invece, con ordinanze e regolamenti, l’istituzione della zona, gli orari, le categorie ammesse, le deroghe e le procedure di registrazione.

Quando gli accessi sono ripetuti, la contestazione dipende dalle singole violazioni e dalle regole applicabili, comprese le modalità di rilevazione e gli eventuali criteri di continuazione previsti dalla disciplina vigente. Nel verbale devono comparire luogo, orario e norma contestata. Se arrivano più notifiche, è utile confrontare questi elementi con le disposizioni comunali sulla Ztl.

Il testo approvato nel 2026 impone a tutti i Comuni di aderire alla Piattaforma Unica Nazionale Informatica dei Contrassegni Unici, che permette il riconoscimento del CUDE su scala nazionale. Se un Comune non aderisce, non può usare dispositivi di accertamento a distanza per sanzionare le violazioni relative alla sosta riservata e agli accessi in Ztl. La misura disciplina l’uso delle telecamere per questi controlli.

Prima di raggiungere una città, è bene consultare il sito istituzionale del Comune e la segnaletica all’ingresso. Orari, varchi, permessi temporanei, procedure per gli alberghi e modalità di comunicazione della targa possono variare. Il contrassegno consente le agevolazioni previste, secondo le condizioni locali e le eventuali limitazioni specifiche, come quelle relative alle aree pedonali o ai divieti di transito distinti dalla Ztl.

Contrassegno disabili: accesso e uso corretto

Il contrassegno per le persone con disabilità dà accesso alle agevolazioni previste dal Codice della strada e dai regolamenti, compreso l’ingresso nelle Ztl quando ricorrono le condizioni stabilite. Il titolare può utilizzarlo anche su un veicolo diverso dal proprio, purché sia a bordo o venga trasportato. Il permesso è personale e il suo uso è legato alla presenza della persona titolare.

Per i controlli automatici, la targa del veicolo può dover essere comunicata o associata al contrassegno secondo le procedure stabilite dal Comune. La piattaforma nazionale è stata pensata per rendere riconoscibile il CUDE nei diversi territori. Nei sistemi locali, l’aggiornamento della targa e le comunicazioni preventive possono restare necessari, soprattutto durante la fase di transizione o per gli ingressi eccezionali. Il Comune indica canali e tempi per la registrazione.

L’uso improprio del contrassegno, per esempio esporlo senza trasportare la persona titolare o servirsene per ottenere un vantaggio non spettante, può comportare sanzioni e ritiro del permesso. Nei casi più gravi possono rilevare ulteriori profili di responsabilità. La sosta riservata e l’accesso in Ztl sono violazioni distinte; lo sono anche l’uso legittimo del contrassegno e la mancata registrazione della targa. Permesso, titolarità e targa devono corrispondere alla situazione effettiva del viaggio.

Assicurazione, minicar e documenti di guida

Tra le misure previste dal testo del 2026 figura il divieto di circolazione a tempo indeterminato per i veicoli privi di assicurazione. Per i veicoli immatricolati all’estero che circolano in Italia per più di 30 giorni, è prevista l’assicurazione secondo le regole italiane. Il testo introduce anche procedure di recupero coattivo delle sanzioni non pagate. Per circolare resta necessaria la copertura RC: la revisione degli importi delle multe minori non modifica gli obblighi assicurativi.

La riforma interviene sulle minicar alterate per superare i limiti costruttivi: oltre alla sanzione e all’immobilizzazione, introduce un divieto di marcia di 30 giorni. Per le biciclette a propulsione che non rientrano tra le normali e-bike a pedalata assistita sono indicati obblighi di casco e contrassegno. La classificazione tecnica del mezzo è decisiva. Una bicicletta a pedalata assistita con potenza nominale continua massima di 0,25 kW rientra nella categoria descritta per le e-bike.

Il testo prevede inoltre che non sia più necessario portare con sé patente e carta di circolazione in formato cartaceo: gli organi di polizia possono verificarne i dati attraverso le banche dati telematiche. Per gli autisti professionali titolari di patenti del gruppo 2, il limite di età per il trasporto passa da 68 a 70 anni, con visite mediche ogni due anni. L’entrata in vigore segue, anche in questi casi, la data stabilita per la singola disposizione.

Per le regole nazionali fanno fede il Codice della strada aggiornato e la legge 177/2024. Per accessi, permessi e comunicazioni locali valgono le ordinanze e le istruzioni dell’amministrazione competente. Alcuni importi scendono, mentre altre condotte sono punite più severamente; per entrare in Ztl restano determinanti le condizioni stabilite sul territorio.






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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...