La sentenza di Milano riaccende il dibattito sui danni causati da rumori e molestie nei centri urbani. Responsabilità dei Comuni, diritti dei residenti e modalità di richiesta del risarcimento.
La sentenza n. 9958/2025 del Tribunale di Milano segna un passaggio significativo nel panorama giurisprudenziale relativo alla tutela dei residenti nei confronti dei disagi acustici e delle molestie causate dalla cosiddetta movida. In questa decisione, l'autorità giudiziaria ha ritenuto il Comune responsabile per una condotta omissiva, dovuta alla mancata vigilanza e ai limitati provvedimenti a protezione del diritto al riposo e alla salute dei cittadini.
La Corte ha riconosciuto formalmente che il benessere abitativo non si esaurisce nella semplice disponibilità di un immobile, ma comprende anche la salvaguardia della qualità della vita domestica e relazionale, messa a rischio da livelli di rumore inaccettabili durante le ore notturne. Il provvedimento rappresenta una conferma della crescente attenzione che i tribunali italiani attribuiscono alla responsabilità delle amministrazioni locali nella tutela della salute pubblica, valorizzando le esperienze concrete e i diritti inviolabili sanciti dalla Costituzione e dalle norme sovranazionali.
Negli ultimi anni, numerose città italiane sono state teatro di cause civili e amministrative riguardanti l'eccessiva rumorosità, in particolare nelle aree interessate dalla movida notturna. Il caso del quartiere Lazzaretto-Melzo a Milano ha evidenziato una situazione di deprezzamento immobiliare, danneggiamento di stabili e veicoli, e un diffuso senso di insicurezza tra i residenti, aggravato dalle continue segnalazioni rimaste senza risposta.
In modo simile, altri Comuni come Napoli, Como e Roma, sono stati chiamati a rispondere per le emissioni sonore provenienti da piazze, locali e arterie stradali, spesso ben oltre i limiti fissati dalla normativa vigente. Nel caso del centro storico di Napoli, il giudice civile ha riconosciuto la violazione dei limiti di emissione acustica e imposto al Comune un risarcimento di 230mila euro e l'adozione di misure concrete di contenimento del rumore come la predisposizione di strutture fonoassorbenti e un servizio di vigilanza dedicato:
Chi subisce disagi prodotti da continui rumori può far valere una vasta gamma di diritti riconosciuti dalla normativa nazionale e internazionale:
Il risarcimento danni riconosciuto va ben oltre la riparazione patrimoniale del deprezzamento degli immobili: viene valorizzato, infatti, anche il danno non patrimoniale legato alla qualità della vita, comprensivo di stanchezza cronica, stress, disturbi del sonno e impoverimento delle relazioni sociali e familiari. Numerose sentenze sottolineano come il diritto alla salute non possa subire compressioni ingiustificate per il solo interesse pubblico alla vitalità urbana, in assenza di efficaci misure di bilanciamento.
La giurisprudenza consolidata individua negli enti locali un dovere giuridico preciso: adottare tutte le iniziative previste dall'ordinamento per evitare che nell'ambito urbano si superino le soglie di tollerabilità acustica. Più decisioni della Corte di Cassazione hanno ribadito che la responsabilità del Comune non si esaurisce nell'emissione di regolamenti, ma si estende anche al controllo sull'effettiva osservanza degli stessi e all'applicazione tempestiva di provvedimenti volti a tutelare i residenti danneggiati.
Secondo l'orientamento espresso nelle sentenze SS.UU n. 18676/2024 e n. 5668/2023, la soglia di tollerabilità deve essere valutata caso per caso, considerando le peculiarità ambientali, la densità abitativa e gli orari specifici della zona. I limiti fissati dai regolamenti comunali rappresentano solo un riferimento: anche il superamento di soglie considerate solo per brevi periodi può integrare il presupposto per ordinare la cessazione dei disturbi e la corresponsione di un indennizzo.
Gli obblighi degli enti locali includono:
Il percorso per ottenere il risarcimento dai Comuni nel caso di rumori notturni o non richiede una precisa documentazione dei danni e dei disagi subiti. Si tratta di un iter che, per essere efficace, deve seguire alcune fasi ben strutturate:
Una volta ottenuto il riconoscimento giudiziale, il risarcimento può comprendere:
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Tipologia di danno |
Risarcimento |
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Danno patrimoniale (deprezzamento immobile) |
Valutazione tecnica/mercato |
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Danno non patrimoniale (salute, qualità della vita) |
Quantificazione per giorno/periodo, sentenze recenti: 50€/notte |
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Interessi e rivalutazione monetaria |
Calcolo su base annua, secondo sentenza |