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Sembra un danno vero all'auto, è una nuova truffa con pastelli e biglie e si paga subito in contanti: come evitarla

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di Alberto Pelletti pubblicato il

A Porto Empedocle una presunta ammaccatura diventa il pretesto per chiedere contanti: pastelli e biglie simulano danni all’auto. Capire il raggiro e sapere come fermarsi, documentare la scena e contattare polizia e assicurazione aiuta a difendersi.

A Porto Empedocle un automobilista di 69 anni ha consegnato denaro contante dopo aver sentito un rumore durante la marcia, presentato come la prova di un danno alla sua auto. Residente nell’Agrigentino, l’uomo ha pagato senza coinvolgere l’assicurazione né le forze dell’ordine. La denuncia è arrivata soltanto in seguito. Gli agenti hanno individuato e denunciato un quarantenne residente fuori provincia, già noto per episodi analoghi, con l’accusa di truffa. Nel meccanismo contestato sarebbero stati usati biglie e pastelli a cera per creare segni convincenti e sostenere la richiesta di un risarcimento immediato.

Il caso di Porto Empedocle

La scena, almeno all’inizio, può sembrare quella di un normale incidente: un colpo avvertito mentre si guida, poi un altro automobilista che attribuisce il rumore a un contatto tra veicoli. In questo caso la richiesta di denaro è arrivata prima che il conducente potesse ricostruire con calma l’accaduto. L’uomo ha scelto di pagare direttamente, senza avviare la pratica assicurativa e senza chiamare le autorità.

Solo in un secondo momento ha presentato denuncia. Gli accertamenti avviati dagli agenti hanno portato all’identificazione del quarantenne, residente fuori dalla provincia di Agrigento e già conosciuto per episodi simili. L’uomo è stato denunciato per truffa.

Per chi si trova in una situazione del genere, il punto pratico è semplice: non occorre pagare sul posto per chiudere la questione. Rumore e segno sulla carrozzeria possono spingere a decidere in fretta, ma è possibile fermare la trattativa e passare alle verifiche e alle procedure previste.

La fretta può favorire chi punta a ottenere contanti. Chi guida può essere colto di sorpresa, temere di aver danneggiato un’altra auto e accettare una somma pur di risolvere tutto subito. È in quel momento, prima di consegnare denaro o ammettere responsabilità, che conviene interrompere la pressione e raccogliere elementi sull’accaduto.

Come funzionano pastelli e biglie

La tecnica contestata combina un rumore secco con un danno che appare credibile. Mentre l’auto è in marcia, il conducente sente un colpo, simile a quello provocato da qualcosa che urta la carrozzeria. Poco dopo un altro automobilista lo affianca o lo invita a fermarsi e sostiene che ci sia stato un contatto. A quel punto mostra un graffio sulla propria vettura o indica una traccia che attribuisce all’urto.

Secondo la ricostruzione, biglie e pastelli a cera sarebbero serviti a produrre o rendere visibili graffi e segni sulla vernice. Il rumore sembra coincidere con il momento dell’impatto; il danno mostrato dall’altra persona dà forza alla sua versione. La richiesta di denaro può arrivare subito dopo, quando chi guida è ancora incerto su ciò che è accaduto.

La sequenza è rapida: prima si avverte il colpo, poi arriva la contestazione accompagnata dall’indicazione del danno, infine viene proposta una cifra da pagare sul posto. Chi reclama il risarcimento può presentare il contante come la soluzione più semplice, evitando assicurazione, pratiche e attese. La pressione per chiudere in fretta merita cautela: è meglio prendersi il tempo necessario per documentare la situazione.

Perché la richiesta di contanti convince

Fermi in strada, magari in una zona trafficata, i conducenti devono decidere rapidamente come reagire. Il rumore appena sentito rende plausibile il racconto dell’altra persona; un segno visibile sulla carrozzeria aggiunge un elemento concreto alla contestazione. Se l’interlocutore insiste per non chiamare le autorità o per evitare i documenti assicurativi, la fretta può trasformare un dubbio in un pagamento difficile da recuperare.

Non serve affrontare subito la questione con una discussione accesa. Meglio tutelare la sicurezza e conservare gli elementi utili a ricostruire l’episodio: la posizione dei veicoli, le condizioni della strada, i segni presenti, le targhe e il modo in cui è stata formulata la richiesta. La pressione a pagare subito non impone di consegnare denaro.

Un confronto acceso può aumentare il rischio, soprattutto se l’altra persona minaccia o impedisce di allontanarsi. Evitare provocazioni è la scelta più prudente. Se possibile, ci si può spostare in un luogo sicuro e frequentato; la gestione del danno proseguirà poi attraverso i canali appropriati, con la documentazione, l’assicurazione e il contatto con le forze dell’ordine.

Fermarsi senza esporsi a rischi

Dopo un colpo o un rumore anomalo, la prima cosa da fare è trovare un posto dove fermarsi senza intralciare il traffico. Non bisogna creare un pericolo per sé o per gli altri. Se qualcuno fa cenno di accostare, il conducente può proseguire fino a un’area sicura e illuminata, mantenendo una distanza ragionevole dall’auto che lo segue o contesta il danno.

Una volta fermo, è utile spegnere il motore e tenere con sé le chiavi. Se la situazione è tesa, si possono lasciare chiuse le portiere mentre si contattano le autorità. Meglio non sporgersi dal finestrino, avvicinarsi a persone aggressive o lasciare oggetti personali incustoditi nell’abitacolo. La propria incolumità viene prima del controllo della carrozzeria.

Se l’altro automobilista chiede un risarcimento, si può rispondere con fermezza che l’episodio sarà documentato e gestito attraverso le procedure previste. Non è il caso di discutere cifre né di ammettere responsabilità prima di aver raccolto i dati e contattato la propria compagnia. La Constatazione Amichevole di Incidente permette di registrare le informazioni quando entrambe le parti concordano sulla compilazione. Se il contenuto non corrisponde a quanto accaduto, non va firmata in fretta.

Foto, targhe e dettagli da conservare

Le fotografie possono aiutare a ricostruire l’episodio. Se farlo è sicuro, conviene riprendere i danni da vicino e fotografare l’intero veicolo, includendo la posizione delle auto e il contesto. Quando le condizioni lo permettono, le immagini vanno scattate prima di spostare o pulire i veicoli, senza ostacolare la circolazione. È utile fotografare anche i segni che l’altra persona indica come prova dell’urto, lasciandoli intatti.

Da annotare anche la targa e, se possibile senza esporsi, marca, modello e colore dell’auto coinvolta. Servono poi l’ora, il luogo preciso, il senso di marcia, le condizioni della strada e una breve descrizione delle parole scambiate. Se qualcuno ha assistito alla scena, si possono chiedere i recapiti. Foto e targhe raccolte sul posto aiutano più di un ricordo ricostruito soltanto in seguito, ma la raccolta di questi elementi non deve mettere in pericolo chi guida.

Le immagini non giustificano un inseguimento né un confronto con chi si allontana. Se l’altro veicolo fugge, è preferibile riferire alle autorità i dettagli ricordati senza tentare di bloccarlo. Anche una parte della targa o il colore dell’auto possono essere comunicati insieme al resto del resoconto.

Quando chiamare polizia e assicurazione

Quando la richiesta di denaro è insistente, ci sono minacce o la dinamica è contestata, è opportuno contattare le forze dell’ordine. Se qualcuno è ferito o dice di esserlo, vanno chiamati i soccorsi: la situazione non si risolve con un pagamento privato. In caso di emergenza si può chiamare il 112. Al telefono è utile indicare con calma il luogo, ciò che è successo e l’eventuale presenza di persone in pericolo.

La compagnia assicurativa va avvisata tempestivamente, così da sapere come procedere e quali documenti inviare. Anche se il danno sembra limitato, è bene conservare le fotografie, gli eventuali messaggi e i dati dell’altro veicolo. La denuncia alle autorità segnala un possibile illecito; la comunicazione all’assicurazione serve invece ad avviare o orientare la gestione del sinistro secondo la polizza.

Chi ha già pagato, come l’automobilista di Porto Empedocle, può comunque rivolgersi alle autorità e riferire con precisione l’accaduto. È utile conservare ogni elemento disponibile: eventuali prelievi, messaggi, fotografie e recapiti dei testimoni. Il pagamento può rendere più complessa la ricostruzione, ma denunciare il raggiro in seguito permette alle forze dell’ordine di raccogliere elementi e valutare l’episodio.

Una richiesta di risarcimento va verificata, anche quando il danno sembra convincente. Rumore, segno sulla vernice e urgenza vanno considerati nel quadro dell’episodio, senza cedere alla pressione per pagare subito. Per ridurre il rischio di trovarsi senza documentazione, è utile seguire alcuni passaggi:

  • Fermarsi in sicurezza, scegliendo un punto lontano dal traffico e da un eventuale confronto pericoloso.
  • Non consegnare contanti e non accettare pressioni per chiudere la questione senza documenti.
  • Fotografare i danni e annotare targhe, luogo, ora e caratteristiche dei veicoli, se farlo non comporta rischi.
  • Contattare le autorità se la dinamica è contestata, l’interlocutore minaccia o si sospetta un tentativo di truffa.
  • Avvisare l’assicurazione e seguire le indicazioni per gestire il possibile sinistro.





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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...