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Separato o divorziato? Nel 730 2026 le regole sui familiari a carico sono cambiate

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Nel 2026 cambiano le regole fiscali per separati e divorziati nel modello 730: nuove modalità per la gestione delle detrazioni dell’ex coniuge e figli a carico e le implicazioni pratiche.

Per chi è separato o divorziato e deve compilare il 730 nel 2026: l’Agenzia delle Entrate ha varato nuove disposizioni che modificano radicalmente le opzioni e i diritti in materia di familiari a carico. Il quadro normativo è cambiato profondamente, le vecchie abitudini rischiano ora di costare caro in termini fiscali. Molti contribuenti rischiano errori che possono portare a sanzioni, o a perdere detrazioni cui pensavano di avere diritto. Due domande diventano quindi fondamentali: su chi si possono ottenere ancora benefici e come cambia la gestione dei figli dopo la fine del matrimonio?

La nuova situazione impone attenzione a ogni dettaglio: l’ex coniuge non è più fiscalmente a carico, e la sola quota deducibile resta quella stabilita da decisione giudiziale ma in un quadro diverso rispetto al passato. Per i figli, invece, restano in vigore le regole ordinarie con particolarità nei casi di affido. 

Ex coniuge e detrazioni: le nuove regole per separati e divorziati

Fino al 2025 la possibilità di indicare il coniuge (anche legalmente separato) tra i familiari fiscalmente a carico garantiva spesso il riconoscimento di specifiche detrazioni. Questo regime è stato definitivamente superato con le disposizioni per il 2026: dal prossimo anno chi è separato o divorziato non potrà più includere il proprio ex coniuge tra i familiari a carico.

La normativa aggiornata elimina dalle casistiche di detraibilità nel 730 2026 la figura dell’ex coniuge, sia esso separato o divorziato. Non viene, dunque, più riconosciuta alcuna detrazione specifica per il coniuge legalmente ed effettivamente separato o divorziato. Questa novità impone una prima attenzione concreta quando si compila il modello 730/2026.

Riassumendo i punti cardine:

  • L’ex coniuge non può essere più indicato tra i familiari fiscalmente a carico;
  • La detrazione per il coniuge separato o divorziato non è più prevista;
  • Non sono previste eccezioni neppure nei casi di assegnazione della casa coniugale o qualora la separazione sia particolarmente onerosa.
Ciò che rimane possibile riguarda la deducibilità dell’assegno di mantenimento:
  • Le somme corrisposte all’ex coniuge come mantenimento sono deducibili dal reddito complessivo, nella misura stabilita da provvedimento dell’autorità giudiziaria.
  • Questa deduzione va riportata puntualmente nel Quadro E del 730, se (e solo se) l’importo è disposto da sentenza, omologa o altro atto dell’autorità giudiziaria.
  • Non è deducibile la somma per il mantenimento dei figli, che rimane esclusa dalla deduzione e soggetta a regole proprie (“familiari a carico”).
Un errore frequente consiste nel sommare anche la quota destinata ai figli: solo quanto espressamente destinato all’ex partner secondo il provvedimento è deducibile. Se la separazione è consensuale ma non ratificata da sentenza, nessun importo è deducibile.

Le differenze rispetto al passato possono essere riassunte in questa tabella:

Situazione Norma fino al 2025 Norma nel 2026
Coniuge separato Poteva essere a carico Non più a carico
Ex coniuge divorziato Poteva essere a carico Non più a carico
Assegno di mantenimento per ex coniuge Deducibile (se da provvedimento) Resta deducibile (se da provvedimento)
Assegno per figli Non deducibile Non deducibile

Le ragioni della riforma sono legate all’adeguamento alle recenti linee guida europee e alle necessità di semplificazione e coerenza tra le varie fonti del diritto tributario, abbandonando ogni ambiguità sulla figura dell’ex coniuge.

Un ulteriore errore da evitare: non dichiarare come familiare a carico una persona con cui non si è più coniugati legalmente, anche se si continua a provvedere economicamente alla sua sussistenza.

Cosa fare concretamente:

  • Verificare nel provvedimento di separazione/divorzio l’esatta suddivisione degli importi: solo quanto riconosciuto all’ex partner (non ai figli) è deducibile;
  • Non inserire l’ex coniuge tra i familiari a carico nella dichiarazione 730/2026;
  • Compilare correttamente il Quadro E per la deduzione.
Per chi si trova all’estero, titolare di reddito in Italia, valgono le stesse regole: nessuna detrazione sul familiare ex coniuge, possibilità di deduzione solo su somme obbligatorie e dimostrabili.

Familiari fiscalmente a carico e figli dopo separazione o divorzio: come funziona nel 2026

La gestione dei figli dopo la fine del matrimonio resta ancorata ai principi della normativa sul carico fiscale, ma con specifiche attenzioni introdotte dalla recente disciplina tributaria. Le regole per i figli fiscalmente a carico si applicano anche in contesto di separazione e divorzio secondo i criteri già previsti, ma è essenziale rispettare la disciplina sull'affidamento.

Chi sono i familiari a carico dopo la separazione o il divorzio?

  • I figli minorenni risultano a carico di entrambi i genitori, salvo provvedimenti diversi del giudice;
  • Per i figli maggiorenni fino a 24 anni, il carico fiscale si mantiene se il loro reddito complessivo annuo non supera i 4.000 euro;
  • Oltre i 24 anni, il limite di reddito scende a 2.840,51 euro annui (ad eccezione dei figli con disabilità, privi di limiti di età per l’assegno unico);
  • In caso di affido condiviso, la detrazione è divisa al 50% fra i due genitori, salvo diverso accordo (che va comunicato all’Agenzia delle Entrate).
Le detrazioni per figli a carico restano valide e sono compatibili con l’Assegno Unico Universale che nel 2026:
  • È riservato alle famiglie con figli a carico, italiani e stranieri con i requisiti di residenza e regolarità;
  • Viene erogato dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni del figlio in determinate condizioni (studio, disoccupazione, servizio civile, basso reddito);
  • Non vi è alcun limite di età per figli con disabilità;
  • L’importo varia in base all’ISEE e viene rivalutato ogni anno secondo nuovi indici ISTAT;
  • Nel 2026 il massimo è 203,80 euro per figlio minorenne (ISEE basso), con un minimo di 58,30 euro per i redditi più alti.
Casistiche concrete dopo separazione o divorzio:
  • Figlio affidato ad entrambi: detrazione suddivisa 50-50, sia nel 730 che per l’Assegno Unico;
  • Figlio affidato a uno solo: la detrazione va interamente al genitore affidatario, salvo diverso accordo;
  • Affidamento alternato: occorre accordo scritto, comunicato all’Agenzia delle Entrate, per destinare la detrazione al genitore che sostiene effettivamente le spese;
  • Detrazioni e Assegno Unico: Per il 2026, il sistema mantiene la coesistenza: la detrazione per carichi di famiglia si cumula con l’assegno ma può essere oggetto di compensazione nelle dichiarazioni dei redditi.
Cosa bisogna fare concretamente:
  • Verificare nel provvedimento di separazione/divorzio le modalità di affidamento e la ripartizione dei carichi fiscali;
  • Accertarsi che i figli abbiano i requisiti di reddito e, dove necessario, trasmettere all’Agenzia delle Entrate l’eventuale accordo tra i genitori;
  • Compilare correttamente l’apposito quadro nel 730, indicando figli e percentuali di affidamento;
  • Considerare le maggiorazioni dell’Assegno Unico (es: figli con disabilità, nuclei numerosi, figli nati nel 2026, ISEE molto basso e doppio reddito dei genitori);
  • Non sommare la quota di assegno di mantenimento per i figli nelle deduzioni, la stessa deve essere separata e indicata solo ai fini del welfare familiare.
Tabella riepilogativa delle regole familiari a carico 730/2026 separati o divorziati:
Tipologia familiare Chi è a carico Detrazione spettante
Ex coniuge Mai Nessuna
Figlio minorenne Entrambi i genitori (50/50) Detrazione figli a carico e Assegno Unico
Figlio maggiorenne studente/inoccupato Genitori, entro limiti di reddito Detrazione se i limiti sono rispettati
Figlio con disabilità Genitori, senza limiti di età Detrazioni specifiche e maggiorazioni assegno

Perdita dei benefici: scordare di aggiornare la propria posizione familiare o dichiarare figli non aventi più diritto comporta la perdita dei benefici fiscali e, in molti casi, sanzioni.

Per chi riceve o versa il mantenimento: ricordare che l’assegno destinato ai figli non si indica nelle deduzioni del 730, ma può comunque incidere su ISEE e sulla gestione delle agevolazioni economiche nell’ambito sociale e tributario, dal bonus nido alle detrazioni universitarie.






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...