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Silenzio-assenso permesso di costruire: un nuovo caso in cui vale e 2 in cui illegal per nuova sentenza Consiglio di Stato

di Arch. Giuseppe Bergodi pubblicato il

Nuove regole per il silenzio-assenso nel permesso di costruire: la sentenza 2179/2026 del Consiglio di Stato chiarisce quando è valido anche per progetti irregolari e indica due casi in cui il meccanismo è invece escluso.

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Nessuna risposta dal Comune? Progetto edilizio non perfettamente regolare? Oggi le regole sono cambiate e ignorare questo aggiornamento giurisprudenziale può esporre a errori strategici e bloccare progetti e investimenti urbanistici. Da ora, il silenzio amministrativo può trasformarsi in un via libera anche su pratiche "grigie", inedito segnale di responsabilizzazione della Pubblica Amministrazione e svolta per i privati e i professionisti.

Le novità introdotte dal Consiglio di Stato con la sentenza 2179/2026 rappresentano un punto di rottura rispetto all’impostazione tradizionale, ridefinendo i meccanismi di responsabilità tra enti pubblici e cittadini. La recentissima pronuncia stabilisce che il silenzio-assenso può consolidarsi anche quando le richieste di permesso di costruire presentano profili di non piena conformità urbanistica.

Il dibattito tra flessibilità amministrativa e rigore normativo viene rivisto attraverso una lettura attuale della disciplina, delineando confini, limiti e opportunità pratiche.

La questione non interessa solo avvocati e tecnici: riguarda ogni cittadino, impresa, amministratore condominiale o tecnico che si trova ad affrontare la procedura edilizia. 

Quando il silenzio-assenso vale anche per progetti irregolari: principi, dati normativi e analisi della sentenza 2179/2026

Un principio si è fatto strada nei tribunali amministrativi: l’effetto favorevole del decorso dei termini per il rilascio del permesso di costruire non dipende più dalla perfetta regolarità urbanistica del progetto, ma dalla “configurabilità” della domanda. Il Consiglio di Stato ha fissato questo assunto con una pronuncia che sta riscuotendo attenzione in tutto il Paese.

Secondo la nuova impostazione, quando il privato presenta una domanda di permesso di costruire corredata di tutti gli elementi essenziali, la mancata risposta del Comune entro i termini equivale ad accoglimento anche se l’intervento presenta profili di irregolarità rispetto agli strumenti urbanistici.

Il caso esaminato con la sentenza 2179/2026 riguardava una richiesta di edificazione in area di espansione, in assenza del necessario piano di lottizzazione. Nonostante la non conformità urbanistica, il TAR prima, e il Consiglio di Stato poi, hanno riconosciuto che si fosse formato il silenzio-assenso, attribuendo alla domanda la qualità di “giuridicamente configurabile”.

I tre pilastri dell’innovazione che emergono dalla sentenza sono:

  • Semplificazione: la competenza della Pubblica Amministrazione viene esercitata entro limiti temporali stringenti. Terminati i tempi, il titolo si consolida.
  • Certezza e responsabilità: il cittadino non resta ostaggio della lentezza procedurale. La mancanza di risposta è una decisione di accoglimento automatica.
  • Non c’è automatismo sulla regolarità: il silenzio-assenso non convalida la conformità, ma chiude il procedimento e trasferisce la eventuale responsabilità all’Ente.
Un passaggio determinante della sentenza chiarisce:

"La legittimità del progetto resta questione successiva. Il meccanismo serve a punire l’inerzia della PA e non a certificare la perfezione della pratica."

Anche in presenza di difformità urbanistica,come nel caso di un progetto presentato in area sprovvista di piano attuativo, la domanda, se completa e riconducibile al modello del permesso di costruire, attiva il meccanismo del silenzio-assenso.

Dati e impatto pratico: Questa innovazione rende più veloce e sicuro il percorso per il privato. I Comuni devono esercitare, se necessario, il “soccorso istruttorio”, chiedendo integrazioni, oppure intervenire in autotutela entro massimo sei mesi dalla formazione del titolo. In caso contrario la formazione è definitiva.

Secondo dati raccolti tra il 2021 e il 2026, oltre 140 miliardi di euro di pratiche sono state accelerate grazie alle procedure di semplificazione, un trend destinato a crescere, visto il nuovo orientamento.

La logica assunta dalla giurisprudenza, e oggi consacrata dalla nuova pronuncia, limita i casi di inapplicabilità del silenzio-assenso esclusivamente all’inesistenza della domanda o alla sua radicale incompletezza.

Parametro Effetto su silenzio-assenso
Domanda completa presentata Valido anche se l’intervento è irregolare
Domanda incompleta (mancano elementi essenziali) Non si forma il silenzio-assenso
Intervento non previsto dal modello (es. SCIA al posto del permesso) Non si forma il silenzio-assenso

Nonostante l’innovazione, resta fermo il potere di intervento straordinario dell’ente dopo la formazione del titolo, entro i 6 mesi successivi, tramite l’autotutela. La responsabilità di vigilare si sposta in modo più netto sugli uffici pubblici.

Alcuni scenari e domande tipiche:

  • È possibile costruire in zona non urbanizzata se il Comune non si pronuncia? Sì, se la domanda è configurabile, il silenzio-assenso vale comunque, trasferendo l’obbligo di verifica sostanziale in una fase successiva.
  • Eventuali vizi sostanziali impediscono la formazione dell’assenso? No, formano eventualmente una base per interventi in autotutela.
  • La responsabilità si sposta sull’organizzazione comunale, che deve predisporre tempestivamente eventuali dinieghi o richieste integrative.
La direzione impressa dal Consiglio di Stato crea quindi una nuova relazione tra cittadino e pubblica amministrazione in edilizia, improntata a trasparenza, tempistiche e ad una dimensione procedurale più chiara, dove la legittimità formale della domanda prevale sulla sua valutazione sostanziale al momento della formazione del titolo.

Le due eccezioni al silenzio-assenso: inconfigurabilità strutturale e giuridica, errori ricorrenti e cosa fare concretamente

A fronte dell’apparente ampio automatismo garantito dalla nuova interpretazione, esistono tuttavia due precise eccezioni che, se rilevate, bloccano del tutto l’operatività del silenzio-assenso.

  • Inconfigurabilità strutturale
  • Inconfigurabilità giuridica.
Queste rappresentano i casi in cui l’istanza presentata dal privato non può attivare il procedimento oppure non rientra nel modello previsto. Vediamole nel dettaglio:
Tipologia Che cosa significa Esempi tipici
Inconfigurabilità strutturale Mancano documenti o dati essenziali; la domanda è vuota o priva di contenuto rilevante secondo la legge. Domanda senza progetto, senza relazione tecnica, senza asseverazione, senza i dati basici come la titolarità del richiedente.
Inconfigurabilità giuridica L’istanza non corrisponde al modello procedurale richiesto dall’ordinamento. Presentazione di una SCIA in luogo di richiesta di permesso di costruire; domanda proposta per una tipologia di intervento che richiederebbe un titolo differente.

Errori ricorrenti:

  • Confondere la sufficienza documentale con la completezza: non sono ammesse integrazioni successive per colmare carenze essenziali.
  • Interpretare la disciplina in modo “estensivo”: alcuni tecnici ritengono che la sola consegna dei moduli basti; in realtà la mancanza anche di un solo elemento richiesto dalla legge rende la domanda inconfigurabile.
  • Compilare domande cumulative o alternative: se si sommano diverse procedure (come istanza per permesso, SCIA e sanatoria tutte insieme), la domanda diventa ambigua e il silenzio-assenso non può formarsi.
Cosa fare concretamente:
  • Pre-verifica accurata della domanda: è consigliabile redigere check-list tecniche che garantiscano la presenza di ogni singolo requisito essenziale.
  • Prima di presentare la domanda, controllare l’esistenza della documentazione:
    • Titolo di legittimazione
    • Elaborati progettuali obbligatori
    • Relazione tecnica e asseverazioni sul rispetto delle normative specifiche (antisismica, energetica, sicurezza, barriere architettoniche)
    • Ulteriori documenti richiesti dalla disciplina secondaria nel caso specifico (es. dichiarazione tecnico progetto energetico)
  • Concentrare la richiesta su un solo titolo edilizio coerente con la fattispecie: le richieste multiple o ambigue bloccano il perfezionarsi dell’assenso tacito.
  • Monitorare i termini procedimentali: tenere traccia precisa di protocolli e documenti trasmessi.
  • Verificare eventuali richieste di integrazione da parte dell’ente: interrompono il termine e, senza risposta del privato, non si consolida alcun silenzio-assenso.
Approfondimento su errori pratici gravi:
  • Presentazione di istanza in area soggetta a piano attuativo mancante, senza allegare la relazione esplicativa: il Comune può negare la configurabilità della domanda e quindi nessun silenzio-assenso matura.
  • Domanda priva di relazione energetica o attestato APE: ricollegabile all’inconfigurabilità strutturale, mancato rispetto dei requisiti previsti.
  • Richiesta cumulativa di più titoli (es. permesso, SCIA, sanatoria): secondo il Consiglio di Stato non vi è riconoscibilità univoca dell’oggetto.
Per chiarire ulteriormente, si riporta una tabella di sintesi delle azioni da intraprendere:
Condizione Cosa fare
Domanda presentata completa, ma con difformità urbanistiche Monitorare termini, eventuali provvedimenti di autotutela nei 6 mesi successivi
Domanda incompleta per dati essenziali Integrazione PRIMA della scadenza dei termini, su richiesta PA o spontaneamente
Domanda ambigua rispetto al titolo richiesto Chiarire subito l’oggetto, eventualmente ritirare e ripresentare l’istanza in modo univoco

Il Consiglio di Stato, con la recente sentenza, ha rafforzato criteri di rigore procedurale e trasparenza. Il professionista che opera nel settore edilizio deve investire nella qualità della documentazione e nella categorizzazione corretta delle istanze, a garanzia dell’efficacia della procedura e dell’affidabilità delle proprie strategie operative.

Analisi finale dell’impatto settoriale: queste interpretazioni rappresentano un cambio di assetto nel diritto amministrativo e costituiscono oggi la base per premiare chi lavora con precisione. I Comuni, finalmente, sono chiamati a rispondere o a perdere in via definitiva il potere d’intervento ordinario; per cittadini e professionisti aumenta la responsabilità di presentare istanze prive di vizi strutturali o giuridici.






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Arch. Giuseppe Bergodi

Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...