Nel 2025 le priorità dei lavoratori italiani superano la classica scelta tra soldi e carriera. Welfare, wellbeing, flessibilità, crescita, impatto e benessere digitale ridisegnano l'identikit del lavoro ideale.
Quando ci siamo interrogati su cosa chiedono alle aziende i lavoratori, volevamo andare oltre le narrazioni tradizionali, fatte di slogan su stipendi alti e carriere veloci. In un'epoca segnata da cambiamenti profondi, tecnologici, sociali, valoriali, abbiamo ritenuto necessario dare voce a chi vive il lavoro ogni giorno. Le aziende sono al centro di una trasformazione che investe il modo di intendere il tempo, il benessere personale, la collaborazione tra persone appartenenti a generazioni diverse.
Abbiamo realizzato un sondaggio con 6.000 partecipanti, rappresentativi di settori, fasce d'età e aree professionali diverse. La domanda guida era: cosa fa davvero la differenza nella scelta di restare, contribuire e sentirsi realizzati in un'organizzazione? Non ci interessava ottenere uno sterile elenco di benefit desiderati, ma comprendere i significati e i bisogni emergenti dietro le richieste che oggi interpellano le imprese. Abbiamo analizzato i dati con un approccio multidimensionale, unendo numeri ed esperienze di vita, consapevoli che è la pluralità di prospettive a fornire una fotografia credibile di ciò che orienta le scelte delle persone.
L'analisi quantitativa delle risposte ha restituito una mappa sorprendentemente articolata delle priorità. Le domande coprivano aspetti materiali e immateriali: retribuzione, prospettive di crescita, equilibrio vita-lavoro, salute, clima organizzativo, strumenti digitali e senso di appartenenza. Il risultato evidenza una frattura netta rispetto ai modelli del passato. Tra i principali risultati:
Uno degli scarti più evidenti rispetto al passato che emerge dal nostro sondaggio riguarda la percezione di successo in ambito professionale. Welfare aziendale e wellbeing superano nettamente sistemi basati solo su denaro o status. Analizzando le risposte, si conferma che ciò che i dipendenti cercano non sono più semplici benefit accessori: piattaforme di welfare, sanità integrativa, flessibilità per famiglie e servizi customizzati diventano la condizione stessa di una relazione positiva con il lavoro.
I dati mostrano come, per il 76%, l'accesso a programmi di salute mentale, supporto psicologico e strumenti per affrontare lo stress siano ora irrinunciabili. Il 67% vorrebbe iniziative di wellness che siano davvero su misura, non pacchetti standard. Sottolineiamo inoltre la centralità del buono pasto, scelto da oltre il 40% come simbolo concreto di attenzione ai bisogni quotidiani, e la crescente richiesta di fringe benefit flessibili (voucher, rimborsi scolastici, contributi alle spese per la famiglia).
L'impatto di queste politiche va ben oltre la retention: il 62% dei lavoratori dichiara che un welfare forte li fa sentire responsabilizzati e più coinvolti, il 52% valorizzati, il 51% sostenuti nelle proprie fragilità. Infine, la presenza di un piano welfare ben comunicato si correla con una crescita del senso di appartenenza, della produttività e dell'attrattività aziendale. Il sorpasso di queste nuove dimensioni rispetto a stipendio e carriera classici è ormai, dati alla mano, inequivocabile.
Oltre al welfare, la flessibilità occupa un ruolo nevralgico tra le priorità emerse. Non si tratta solo di smart working: il desiderio è quello di poter costruire un proprio equilibrio dinamico, in sintonia con i mutamenti della vita privata e professionale. L'80% del campione vorrebbe poter scegliere orari o giornate da remoto, coniugando responsabilità individuale e autonomia. Gli esempi di imprese virtuose mostrano che la possibilità di gestire il tempo genera una migliore qualità della vita e una maggiore efficienza anche sul piano lavorativo.
Al secondo posto nella graduatoria delle richieste emergenti troviamo la crescita personale e professionale. Non è più solo avanzamento verticale: il senso attribuito al concetto di carriera evolve verso percorsi di apprendimento continuo, sviluppo di soft skill, mobility interna e riconoscimento del merito.
L'impatto del proprio lavoro sulla società e sull'azienda è il terzo elemento ad affermarsi con forza. Il 55% delle risposte assegna valore al senso e all'esito delle proprie attività, chiedendo che la mission aziendale sia chiara e condivisa. Questo dato è particolarmente marcato tra le nuove generazioni, per cui identificarsi con i valori organizzativi e percepire di fare la differenza diventano driver centrali di motivazione:
La fotografia generazionale restituisce una radicale diversità nelle priorità indicate da chi si affaccia ora al mondo del lavoro rispetto alle generazioni precedenti. Tra gli under 35, il nostro sondaggio registra:
L'elemento tecnologico è oggi al centro di ogni dinamica lavorativa. Tuttavia, il nostro sondaggio rivela come la richiesta non sia solo di nuovi strumenti, ma di benessere digitale e gestione sostenibile dei flussi informativi. Solo il 30% dei lavoratori ritiene che il proprio contesto aziendale gestisca efficacemente il digital wellbeing, indicando la necessità di politiche più equilibrate tra connessione costante e diritto alla disconnessione, gestione delle notifiche, chiarezza sulle aspettative di reperibilità e supporto a una cultura digitale realmente inclusiva. Le priorità formative principali riguardano:
Una delle aree più trasversali emerse dal nostro sondaggio riguarda l'importanza strategica dell'ascolto strutturato e continuativo dei dipendenti. Nel 2025 ben l'80% delle organizzazioni italiane effettua indagini periodiche di clima, ma solo in un terzo dei casi i risultati generano cambiamenti percepiti. La nostra analisi evidenzia che il successo di tali iniziative risiede nella capacità di:
Le risposte aperte raccolte nel sondaggio illustrano un quadro in cui la motivazione viene sempre più vissuta come il risultato di fattori interconnessi piuttosto che di semplici gratificazioni economiche. Il work-life balance, la possibilità di equilibrare responsabilità personali e professionali, emerge come criterio prioritario per il benessere e l'engagement.
Oltre all'equilibrio, la domanda di riconoscimento reale del contributo individuale, tramite feedback costanti, trasparenza sugli obiettivi, premi e progetti speciali, si afferma come leva per trattenere i migliori talenti. In parallelo, la cultura aziendale che mette al centro inclusione, rispetto e valorizzazione delle diversità si traduce in un ambiente percepito come umano e aperto all'innovazione.
L'approccio manageriale è chiamato a sostenere la diversità dei bisogni, promuovendo un clima psicologico sicuro e relazioni basate sulla fiducia, la responsabilità e il confronto. Questo patto nuovo tra persone e aziende rappresenta la principale garanzia per una motivazione sostenibile e per la resilienza dell'organizzazione di fronte ai cambiamenti futuri.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...