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Sud e meridione di Italia: crescita continua grazie a 3 fattori principali in base al Check-up Mezzogiorno 2025

di Marcello Tansini pubblicato il
Check-up Mezzogiorno 2025

Il Mezzogiorno d'Italia vive una fase di crescita trainata da PIL, investimenti pubblici, ZES Unica e PNRR. La sfida rendere continui i progressi, tra nuove strategie e competitivit future.

L'area meridionale dell'Italia mostra nel 2025 un quadro di ripresa e rafforzamento strutturale, come descritto dal Check-up realizzato da Confindustria e SRM. I risultati di questa analisi segnalano una dinamica economica più vivace rispetto al resto del Paese, pur in un contesto internazionale complesso e segnato da sfide geopolitiche e macroeconomiche.

L'indice sintetico dell'economia meridionale sale a 641,9 punti, posizionandosi tra le macroaree del Centro e del Nord e registrando una significativa crescita dopo il rallentamento dell'anno precedente. Questi segnali rafforzano il percorso di convergenza tra il Sud e le altre aree del Paese e confermano il valore degli interventi pubblici e delle politiche di sostegno adottate negli ultimi anni.

Quadro macroeconomico del Sud: indici e tendenze principali (PIL, occupazione, imprese, export)

L'evoluzione economica della macroarea meridionale risulta incisiva nel quinquennio 2019-2024, con una crescita del PIL del +7,7%, superiore alla media nazionale (+5,8%). Il 2025 consolida questo andamento, sostenuto da incrementi negli investimenti e dalla progressiva attuazione dei progetti legati a strumenti come il PNRR. Il PIL pro capite si posiziona attorno ai 22mila euro, rimanendo tuttavia distante dai valori medi italiani, ma in miglioramento rispetto agli anni precedenti.

Per il mercato del lavoro, l'aumento dell'occupazione si attesta a +0,8%, un dato che supera quello italiano complessivo. Tuttavia, persistono criticità strutturali come il costo del lavoro e la corrispondenza tra domanda e offerta di competenze, nodo che le riforme cercano di affrontare.

Il tessuto delle imprese si evolve: se da una parte si registra una lieve contrazione del numero totale di aziende, dall'altra cresce il numero delle società di capitali (+4,0%), sintomo di una maggiore solidità e strutturazione del comparto produttivo. Il settore manifatturiero, in particolare, continua a rappresentare oltre il 93% delle esportazioni.

L'export appare però in lieve fase calante nel 2025 rispetto agli anni precedenti. La debolezza della domanda globale e alcuni settori chiave, come auto e oil, influenzano l'andamento commerciale, nonostante la manifattura mantenga un ruolo centrale nelle esportazioni del Sud:

Indicatore

Valore (2025)

Indice economico

641,9

PIL cumulato 2019-2024

+7,7%

Occupazione

+0,8%

PIL pro capite

22.000 €

Imprese (capitali)

+4,0%

Export sulla manifattura

93% quota

Il ruolo chiave di investimenti e politiche pubbliche nella crescita meridionale

Nel processo di rafforzamento economico del Mezzogiorno, gli investimenti hanno agito da principale motore, supportati da scelte pubbliche efficaci. A partire dal 2014, la struttura metodologica dell'indice sintetico è stata aggiornata, offrendo uno sguardo comparato che evidenzia l'intensità della crescita meridionale più accentuata rispetto alle regioni settentrionali.

Determinanti per questa traiettoria di ripresa sono stati:

  • Strumenti di agevolazione come il credito d'imposta, con 10.493 domande presentate nel 2025 e investimenti attivati per oltre 7,3 miliardi di euro;
  • Semplificazione amministrativa con il modello delle autorizzazioni uniche, che ha stimolato la velocità di realizzazione dei progetti imprenditoriali.
Queste misure hanno avuto impatti positivi sia sull'occupazione che sulla capacità produttiva. Nello stesso periodo, le società di capitali sono cresciute, testimoniando l'irrobustimento del tessuto imprenditoriale locale.

La sinergia con le politiche pubbliche si riflette anche nel rafforzamento del partenariato economico e sociale, riconosciuto dagli attori istituzionali come perno per il consolidamento della nuova traiettoria di sviluppo del Sud.

ZES Unica e PNRR: leve strategiche e criticità nell'attuazione dei progetti

L'efficacia delle misure incentivanti trova conferma soprattutto nella ZES Unica (Zona Economica Speciale) e nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il credito d'imposta per gli investimenti nella ZES Unica ha conosciuto un significativo incremento delle domande (+52% nel 2025), mentre il modello delle autorizzazioni uniche ha generato oltre mille pratiche avallate, per circa 6 miliardi di investimenti diretti e più di 17mila posti di lavoro creati.

L'analisi dei progetti sostenuti dal PNRR mostra la concentrazione nel Sud di oltre 110mila iniziative, frutto di un ampio piano di rilancio infrastrutturale, produttivo e sociale. Tuttavia, persistono sfide rilevanti:

  • Il tasso di liquidazione delle risorse si ferma al 27%, inferiore rispetto alle macroaree dell'Italia centrale e settentrionale;
  • I ritardi nell'attuazione sono legati soprattutto a una capacità amministrativa ancora da rafforzare;
  • Emergono differenze territoriali e settoriali, sia nella qualità che nei tempi di realizzazione degli interventi.
La programmazione comunitaria 2014-2020 ha raggiunto tutti i target di spesa previsti, mentre la fase 2021-2027 segna ancora un avanzamento limitato, anche in virtù delle concomitanze con il nuovo piano nazionale.
  • La ZES Unica si conferma attrattore di capitali privati e leva di riequilibrio territoriale;
  • Il PNRR resta centrale per garantire la continuità degli investimenti, ma necessita di maggiori strumenti di accelerazione e supporto agli enti di gestione locale.
L'aspetto più delicato riguarda la trasformazione della spinta di questi strumenti in crescita duratura e in un sistema produttivo meridionale capace di generare valore nel lungo periodo.

Fattore Mezzogiorno: combinazione di crescita economica, politiche e capacità imprenditoriale

Il Fattore Mezzogiorno emerge come elemento distintivo del nuovo percorso di sviluppo del Sud, frutto dell'azione combinata di crescita del prodotto interno, efficacia delle politiche pubbliche e rafforzamento delle competenze imprenditoriali.

Esperienza, innovazione e continuità sono i valori che guidano questa fase. Il riconoscimento dell'area meridionale come hub di rilevanza nazionale, sia sul fronte infrastrutturale che produttivo, favorisce la collaborazione trasversale tra imprese, istituzioni e centri di competenza.

Tuttavia, permane il rischio di un arretramento qualora non si intervenga in modo coordinato per rafforzare le leve che hanno favorito il recupero dei divari. Gli stakeholder chiamano a una visione di medio-lungo periodo e a una strategia coesa e coerente di politica economica, capace di garantire stabilità normativa e amministrativa.

Nuove sfide e strategie per rendere strutturali i progressi del Sud post-PNRR

I segnali positivi registrati nel ciclo di crescita devono tradursi in strutture permanenti e in un rafforzamento del tessuto produttivo ed economico locale. L'uscita graduale dagli incentivi emergenziali e la necessità di completare la messa a terra dei grandi progetti PNRR richiedono strategie puntuali, tra cui:

  • Definire strumenti stabili di incentivo agli investimenti, soprattutto per filiere produttive a maggiore valore aggiunto;
  • Sostenere la capacità amministrativa degli enti territoriali attraverso formazione e digitalizzazione;
  • Attuare piani di rafforzamento delle competenze lavorative, in particolare in relazione ai settori innovativi e strategici;
  • Promuovere il riequilibrio territoriale degli investimenti tra le diverse regioni del Sud;
  • Mantenere il monitoraggio sui risultati della ZES Unica ed estendere i benefici alle micro e piccole imprese.
Il Mezzogiorno è chiamato a valorizzare le eccellenze esistenti, rafforzando filiere e partnership strategiche con il resto del Paese. Sarà essenziale spendere efficacemente i fondi europei e nazionali, con una visione strutturale che assicuri continuità ai risultati raggiunti.




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